Dalla rassegna stampa Cinema

«Cerasella ovvero l’estinzione della femminella»

…sarà proiettato oggi a partire (dalle ore 8.30) nell’Aula Congressi del Palazzo degli Uffici della Federico II (via Cortese 29), dopo un video dello psicoterapeuta Nicola Sisci dal titolo «La Candelora a Montevergine: nuove tradizioni, antichi diritti…

Un ibrido. A metà strada tra maschile e femminile. Una figura antichissima, androgina, di cui restano tracce in civiltà differenti: dal mito della dea Cibele (madre dell’ermafrodito Attis), con i rituali dei suoi sacerdoti che per lei si eviravano, attraverso le comunità di jiras in India, senza casta dediti a pratiche mistiche e «diversi» per eccellenza, come le mariquitas, o i maricones, delle realtà ispaniche e ispano-americane; fino ad arrivare persino a certe tribù di Apache in Nord America. Ma a Napoli, la figura dei femminielli assume connotazioni tutte sue: «La femminella, per usare la declinazione al femminile del gergo omosessuale, è stata originale ed unica nel suo genere e rappresenta un mondo a sé, con una sua peculiare tipicità che è parte integrante della cultura partenopea», dice Massimo Andrei, studioso, autore, attore e regista che al tema ha dedicato anni di ricerche e un film, «Cerasella ovvero l’estinzione della femminella», che sarà proiettato oggi a partire (dalle ore 8.30) nell’Aula Congressi del Palazzo degli Uffici della Federico II (via Cortese 29), dopo un video dello psicoterapeuta Nicola Sisci dal titolo «La Candelora a Montevergine: nuove tradizioni, antichi diritti». Non a caso, i due documentari saranno lo spunto (dalle ore 11 alle 14) per una tavola rotonda di approfondimento sul tema dei femminielli napoletani, promossa dal Dipartimento di Neuroscienze e dal Dottorato di ricerca in Studi di genere dell’università di Napoli Federico II e presieduta da Paolo Valerio, docente di Psicologia clinica alla Federico II, con i contributi di specialisti di differenti ambiti disciplinari (tra i quali Luigi Caramiello, Gabriella D’Agostino, Gianfranca Ranisio, Vincenzo Maria Romano) che indagheranno il fenomeno tra passato e presente. Con quali obiettivi? Spiega Paolo Valerio, reduce da un altro appuntamento scientifico sul tema dell’omofobia: «L’incontro intende confrontare le conoscenze di varie discipline da differenti punti di vista per promuovere, con una visuale integrata, la riflessione su una particolare declinazione della sessualità mediterranea, sulla sua origine e sulla sua attuale evoluzione. L’iniziativa rientra in un più vasto progetto di ricerca sulle problematiche dell’identità di genere, e aspira a realizzare un osservatorio della memoria della città su forme di omosessualità che tendono a scomparire sotto l’onda d’urto di altri fenomeni: dai travestiti ai transessuali, fino ai gay occidentali». Perché la femminella, avverte Massimo Andrei, è oggi «una figura in via di estinzione. Perciò ho voluto documentarne l’esistenza cercandone le tracce nella letteratura, nella storia, nel cinema, nel teatro e nell’arte, ma anche nell’attualità: attraverso il dialogo tra un giovane transessuale napoletano e un anziano femminiello, figura in passato tollerata, amata e ben integrata nell’arcaica economia del vicolo e nei quartieri popolari, dove per la gente quell’individuo solo geneticamente maschile non era un deviato, ma al massimo uno stravagante». Poi, una lunga parentesi di silenzio e rimozione: «Dovuta – dice Andrei – alla censura e alle persecuzioni negli anni del fascismo, fino ad arrivare alla recente svolta degli anni ’80, quando la metropolitanizzazione della società partenopea ha cominciato a polverizzare le vite di quartiere, sostituendo la comunità con la collettività, a prezzo di una solitudine sconcertante». Il risultato, aggiunge Nicola Sisci, è che «negli attuali cambiamenti della società si prefigurano nuovi scenari anche per i problemi della psiche individuale». Lo dimostra il suo video, che parte dalla documentazione dell’antico rito della Candelora di Montevergine, esplora il particolare fenomeno della devozione mariana dei tradizionali femminielli napoletani e arriva, all’inizio degli anni ’90, alle associazioni gay hanno fatto della festa religiosa della Madonna Schiavona terreno politico per le rivendicazioni dei loro diritti. Ma la realtà quotidiana dei femminielli è indagata anche in Trasmutazioni – mi piace essere me, un volume fotografico di Salvatore Esposito, in uscita a dicembre per la Paparo edizioni, presentato da Giulietta Anna Lo Cicero (curatrice dell’omonima mostra che sarà ospitata al Mav di Ercolano da dicembre a febbraio 2009), con saggi di Paolo Valerio e di Luigi Caramiello. Un ulteriore sguardo senza pregiudizi su un mondo a parte.

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