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Maxi (Javier Camara) pensa che la sua vita sia perfetta. E’ un famoso cuoco che possiede uno dei ristoranti top di Chueca, il distretto di Madrid con la più grossa comunità gay. Vive la sua omosessualità senza problemi o complessi. Suo unico desiderio è quello di far guadagnare al suo ristorante un’altra stella sulla guida Michelin. Le cose cambiano quando compaiono i figli avuti da un precedente matrimonio di “percorso” e soprattutto quando arriva un nuovo vicino di casa, un attraente e famoso giocatore di calcio argentino… Una commedia “per tutti” (etero e gay) che ha il pregio di presentare una realtà sociale liberata dai vari pregiudizi e incentrata sulla vita di personaggi gay, che, come gli etero, hanno i loro lati buoni e cattivi. Qualche stereotipo (gay e etero) è d’obbligo in questo genere di commedia, che comunque ce li presenta credibili e assai vicini alla vita reale. Un’opera prima di un regista proveniente dalle soap tv (‘7 vidas’, ‘Aída’), interessante e godibile che ha già vinto il premio come miglior film e come miglior protagonista (Javier Camara, vero mattatore del film) al Film Festival di Malaga 2008.

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26 commenti

  1. zonavenerdi

    2° parte ==> [segue] …il figlio adolescente esprime male il suo disappunto per essere stato abbandonato dal padre e poi di botto dimentica tutto e finisce tutto a tarallucci e vino. Infine l’assistente è il jolly sia della vita del protagonista, che del suo ristorante; ma nella parte sentimentale risulta troppo oca isterica.

    Davvero un peccato constatare che un film che poteva essere un capolavoro, si riduce ad essere una commediola grottesca. Peccato!

  2. zonavenerdi

    1° parte ==> Un cuoco spagnolo (omosessuale) gestisce il suo ristotante con un sogno: servire il critico gastronomico della Michelin e ricevere una stella. Nel frattempo la sua vita viene sconvolta dall’arrivo dell’amore (un ex calciatore che però tende a non rivelare la propria omosessualità) e i suoi due figli (che l’ex moglie in fin di vita gli ha affidato).

    Questa commedia ha tutti gli ingredienti per essere eccelsa; ma purtroppo non sono amalgamati bene assieme. Il protagonista risulta molto antipatico; l’omofobia della sua famiglia risulta sopra le righe (vorrebbe farci ridere con battute omofobiche, ma proprio non si riesce), … [continua]

  3. thediamondwink

    un film in cui le ‘ovvietà’ fanno da padrona, un impossibile ‘coming-out’ e la disputa con il figlio quindicenne sono la ciliegina sulla torta. Sicuramente molto diverte, in alcune parti, ma nemmeno così tanto, certe battute sembrano riciclarsi nei film di questo genere, spesso risultano essere anche noiose. L’isterimesmo del protagonista è a tratti eccessivo, anche se molte persone che conosco sono identiche a lui 🙂
    Da vedere senza troppe pretese!

  4. oltreparis

    un film carino, ideale per una serata un po più spensierata.
    La storia è abbastanza prevedibile e mette un bel po di elementi insieme che quasi si danno per scontato; il gay dichiarato effeminato, lo sportivo insospettabile, la donna gayfriendly il nonno omofobico e l’etero tamarro, ma
    devo dire che tutto risulta abbastanza gradevole.
    Un film indicato nelle serate di pioggia in cui si resta a casa e si vuole passare un po di tempo spensierato.

  5. De La Croix

    Quando ho visto questo film ancora non era uscito in Italia, quindi magari rivedendolo almeno con i sottotitoli ci capirei un filino in più! L’ho trovato comunque carino, non tendo a giudicare male i film a tematica gay che non provengono dagli USA perchè, in un modo o nell’altro, ci danno uno spaccato di come viene vista e vissuta l’omosessualità nel paese in cui è stato girato. Quasi Almodovariano anche se per me resta imbattibile Reinas.

  6. Buone le intenzioni degli sceneggiatori, ma ho trovato un po’ forzata la recitazione di alcuni attori, nonché la storia di per sè.. Comunque consigliato per chi ama i film senza troppe pretese…per passare una serata in allegria (anche se personalmente non mi ha fatto ridere per nulla!)

  7. terzopiano

    La cosa peggiore è il protagonista, è veramente antipatico. Il resto è tutta robina ina ina condita da continue parolacce francamente inutili e sgradevoli per una commediola leggera. Sono l’unico a cui ha dato fastidio?

  8. Niente a che vedere con Milk o Brocken , è cmq un film leggero e simpatico. Molto stereotipati i personaggi, molti luoghi comuni, ma ironico. Ha cmq il pregio di far vedere al grande pubblico che i gay non sono quelli che sculettano a capri…

  9. divertente ed ironico, a me ha strappato parecchie risate. Vero è che ci sono dei luoghi comuni, ma penso non lontani dalla realtà. Una commedia non stupida e che a differenza dei nostri cinepanettoni(che sono da vomito) qualche pensiero piu serio lo fa scattare. Io dico di andarlo a vedere e di lasciarsi andare, vi divertirà.

  10. E’ una commedia umoristica ,niente di più ad esempio dei nostri cinepatteoni italiani o delle commedie americane con ben stiller .Non penso che nelle intenzioni del regista ci fosse l’idea di far riflettere sull’annoso problema della questione omosessuale.L’attore protagonosta ,al contrario di quanto è stato commentato, sà recitare e tutti i personaggi sono ironici ,divertenti ed adeguati per questo genere di commedia.

  11. animalerazionale

    Veramente deludente, pieno di stereotipi e diretto e recitato malissimo. Il protagonista è talmente pessimo che mi ha fatto rivalutare la recitazione del protagonista italiano di “diverso da chi?”.

  12. Alfredo

    Rondi per definirlo ha detto: è una commedia quindi può far ridere. Infatti è così. Però se si legge tra le righe la frase indica che è un film di scarse pretese. Io l’ho trovato molto stereotipato e “macchiettistico”.

  13. qstewie

    sono abbastanza d’accordo con marcoxx. il film non brilla per la sua originalità, ma in alcuni momenti mi ha divertito. PESSIMI il doppiaggio e soprattutto la traduzione con errori proprio da principianti…

  14. marcoxx

    come fate a dire che sia un bel film? è un concentrato di stereotipi (omo e etero), che stenta a trovare una narrazione originale, scimmiotta almodovar senza riuscirci, è irritante nella sovrabbondanza di parolacce del tutto ridondanti, con personaggi tagliati con l’accetta… io l’ho trovato pessimo

  15. Pensate che il warner village del mio paese nola (famoso per le sue vedute per niente moderne……. dopo aver negato la programmazione del film con sean pean sulla storia del primo omosessuale in politica, rifiuta la programmazione anche di furi menu non allineato alla mentalità anni 1900 dei miei concittadini che tutto sono tranne che civili

  16. Andrea di Padova

    Anteprima Giovedì 23 Aprile ore 20.30: Fuera de carta – Fuori menù
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    Multisala Astra
    Via Tiziano Aspetti, 21
    PADOVA Tel 049604078
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    (SPA) di Nacho G. Velilla, con Javier Cámara, Lola Dueñas, Fernando Tejero, Benjamín Vicuña – commedia – 1h 30min
    Maxi è convinto che la sua esistenza sia perfetta. E’ un cuoco di prestigio, possiede un ristorante alla moda e vive la propria omosessualità senza problemi. Almeno fino a quando i due figli nati da un precedente matrimonio e un attraente vicino ex calciatore argentino non fanno capolino nella sua vita.

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trailer: Fuori Menù

https://youtube.com/watch?v=WWEDoMW6EJc%26hl%3Den

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Diverte al Marché la commedia brillante spagnola Fuera de carta di Nacho Garcia Velilla dalla forte impronta almodovariana (il cast è un puro florilegio “pedrito”: Javier Càmara, Lola Dueñas, Chus Lumpreave). Maxi lo Chef, un genialoide cuoco gay orsetto, è ossessionato dall’idea di far guadagnare una stella Michelin al suo ristorante alla moda del quartiere omosex di Madrid, la Chueca. Quando si faranno vivi i suoi figli avuti da un matrimonio “riparatore” e il suo vicino, un attraente calciatore argentino, la sua vita perfettamente organizzata subirà un cambiamento repentino. «La vertiginosa velocità alla quale è cambiata la società spagnola negli ultimi trent’anni ha dato luogo a un paese pieno di contrasti» sostiene il regista. «La nostra legge è passata dal considerare gli omosessuali dei delinquenti a essere pioniera nel riconoscimento dei loro diritti. Così, nella stessa settimana i manifestanti contro i matrimoni omosessuali si sono incontrati con chi celebrava il Gay Pride. Questo peculiare collage sociale è il contesto ideale per recuperare uno stile da commedia di costume come nel cinema italiano e spagnolo degli anni ’50 e ’60». (Roberto Schinardi, gay.it)

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IL PROGETTO – NOTE DI REGIA

«La vertiginosa velocità con cui è cambiata la società spagnola negli ultimi trent’anni ha dato vita ad un paese pieno di contrasti. La legislazione spagnola è passata dal considerare gli omosessuali come dei delinquenti al farsi pioniera del riconoscimento dei loro diritti. Nella stessa settimana in cui migliaia di persone manifestavano contro la Legge sui matrimoni omosessuali, altrettante celebravano la Giornata dell’Orgoglio Gay. Questo ricco e peculiare collage sociale è il contesto ideale per recuperare una commedia di costume sullo stile di quella degli anni ‘50 e ‘60. Un commedia piena di personaggi un po’ estraniati dalla realtà, alla costante ricerca della felicità.
Uno di questi è Maxi, protagonista di Fuera de Carta, un uomo che è cambiato tanto quanto la società spagnola. Nell’arco di vent’anni è passato da un’esistenza intrappolata in un matrimonio di facciata nel suo paese natale ad una nuova vita in cui dichiara senza tabù la sua omosessualità e dirige uno dei ristoranti più alla moda del quartiere gay di Madrid. A volte, però, cambiamenti tanto drastici comportano conseguenze imprevedibili.
Questi sono gli elementi su cui si basa Fuera de carta, una commedia di costume, che non è la classica commedia romantica. Nel film, infatti, manca la “ragazza dei sogni”: o meglio, c’è, ma è un ragazzo. E non ci sono due donne che litigano per lui, ma Alex e Maxi, il nostro protagonista. Questo groviglio di ruoli sessuali è il seme da cui nasce l’idea di questo progetto.
Fuera de Carta non tocca soltanto i conflitti di coppia, ma è anche un film sulla paternità, un conflitto universale. Tutti hanno avuto un padre e tutti sono stati figli, ma ciò non significa che le relazioni tra padri e figli siano facili. E la situazione si complica ancora di più quando la persona che assume il ruolo paterno deve crescere due figli a lui quasi estranei. Perché quando hai 15 anni (l’età di Edu, il figlio maggiore di Maxi) e tuo padre ti ha abbandonato per poter vivere liberamente la sua omosessualità, allora lui non è solo un gay, ma una “checca isterica”.
Dall’altro lato, il fatto che la cucina creativa spagnola sia al giorno d’oggi una punta di diamante a livello internazionale, ci fece venire l’idea che il nostro protagonista dovesse essere un cuoco. E di qui è nata l’idea di Xantarella (poi Fuera de carta), che è il nome del ristorante di Maxi, e che in spagnolo è anche il nome di una seta. Ma la cosa più impostante è che Xantarella è l’unico punto fermo a cui possono aggrapparsi i cinque personaggi quando, intorno a loro, tutto ciò che danno per scontato si sgretola».
Nacho García Velilla

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