Dalla rassegna stampa Cinema

«Fuori menù» La famiglia gay dell’era Zapatero arriva al cinema

In Spagna, da dove arriva, è stato un piccolo caso. Ha resistito nelle sale per quattro mesi, nonostante la concorrenza dei blockbuster tipo Hulk….

In Spagna, da dove arriva, è stato un piccolo caso. Ha resistito nelle sale per quattro mesi, nonostante la concorrenza dei blockbuster tipo Hulk. E forse il segreto è tutto qui: saper raccontare in chiave di commedia i cambiamenti sociali dell’era Zapatero. Soprattutto in fatto di famiglie gay. Stiamo parlando di Fuori menù, nelle nostre sale da domani per la «giovane» Bolero (nuova distribuzione indipendente). Film di Nacho Garcia Velilla, autore tv e «inventore» di Un medico in famiglia che ha scelto come protagonista il popolarissimo Javier Camara, noto anche al nostro pubblico per l’almodovariano Parla con lei in cui vestiva i panni dell’infermiere. Qui, invece, l’attore è un raffinatissimo cuoco omosessuale, Maxi, con un ristorante alla moda nel quartiere gay di Madrid. Pieno di debiti e circondato da «collaboratori» un po’ tutti fuori di testa, Maxi ha un passato da etero che si fa di nuovo presente con l’arrivo in casa sua dei due figli, rimasti improvvisamente orfani di madre. Difficoltà e incomprensioni coi ragazzi si aggiungeranno al nuovo rapporto con un bel ex calciatore argentino che, a sua volta, teme di dichiarare la sua omosessualità in un mondo così machista come quello del pallone. Insomma, ogni personaggio teme di andare fino in fondo alle proprie scelte. È in questo senso che Fuori menù è un manifesto dell’era Zapatero. «Con la sinistra al governo – spiega l’attore – abbiamo avuto dei rapidi cambiamenti sociali, come la legge sulle copiie gay. Ma sotto sotto la Spagna reazionaria e machista resta e persiste. Le leggi ci sono, ma sono ancora pura teoria». E lo conferma anche il regista: «In Spagna siamo come dei bambini. Siamo stati repressi per tanti anni che ora tutta questa libertà improvvisa crea quasi confusione. Certe cose non sono state ancora digerite, come il tema dell’omosessualità, per esempio. E questo ho voluto raccontare nel mio film, un inno alla libertà negli affetti e nelle scelte».

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