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TELEVISIONE

Ancora assurde proteste per l'omosessualità in prima serata TV

 

La fiction di RaiUno “I Bastardi di Pizzofalcone” sta per chiudere, l’ultimo episodio il prossimo 6 febbraio, con un successo di pubblico sempre crescente, tanto che è già stata annunciata una seconda stagione per la primavera 2018. La serie, che si compone di sei episodi (iniziati il 9 gennaio), è ricavata da una serie di romanzi di Maurizio De Giovanni e si avvale, tra gli altri, dell’interpretazione di Alessandro Gassmann. La serie è un poliziesco, che parte da quattro agenti implicati in un traffico di droga, che si addentra anche nelle vite personali dei varti protagonisti. Tra questi troviamo anche l’agente Alessandra Di Nardo (Simona Tabasco) che viene trasferita per aver usato impropriamente le armi. Già dal primo episodio, visto la mascolinità del personaggio, si poteva pensare che fosse interessata più alle persone dello stesso che ad altri, cosa che delicatamente verrà messo in rilievo negli episodi successivi (impariamo che non ha ancora il coraggio di rivelarsi ai propri genitori coi quali vive), fino ad arrivare, nell’episodio trasmesso il 23 gennaio, a mostrare delicatamente un rapporto omosessuale.

La cosa non ha lasciato indifferente quella parte di pubblico (fortunatamente assai ridotta, visto il successo di pubblico) che considera RaiUno una televisione protetta, ad uso famigliare. Mentre a noi risulta che RaiUno sia una televisione pubblica ad uso di tutti, anche del pubblico omosessuale che finalmente può sentirsi partecipe e rappresentato, come chiunque altro.
Ma alcune persone, come Massimiliano Padula, presidente nazionale dell’Aiart, (Associazione dei telespettatori) continuano a pensare che gli omosessuali siano persone pericolose e contagiose da relegare ai margini della tv (e della società).
Dopo lo ‘scandalo’ per la riproposta di Stato Civile su Rai 3 alle ore 20.00 ecco arrivare quello di una fiction che si permette di considerare una storia omosessuale al pari di quelle eterosessuali, trasmessa per di più in prima serata, e quindi vista da moltissime persone. No, l’amore gay non deve avere gli stessi orari, cioè gli stessi diritti. Sicuramente perchè è una depravazione, non è un amore legale, sebbene abbia appena ottenuto una legge dello Stato che lo tutela.

Padula ci spiega: “È ormai evidente che da un po’ di tempo a questa parte anche nelle fiction Rai il racconto è sempre condito da storie di personaggi omosessuali. Dopo Un posto al sole, Un medico in famiglia, È arrivata la felicità, succede anche in questa serie in onda in prima serata sulla prima rete del Servizio pubblico. Scelte narrative di questo tipo ingabbiano l’omosessualità in una sorta di “sottogenere obbligato” che invece di “normalizzare” la questione finisce per stereotiparla ulteriormente. Non a caso il personaggio dell’agente Di Nardo rimarca la figura di una donna significativamente maschilizzata sia nella professione che nella vita personale. Inoltre, nella serie diretta da Carlo Carlei c’è l’aggravante dell’ostentazione della sessualità in fascia protetta. E poco importa che si tratti di un rapporto lesbico o eterosessuale (che peraltro non manca). Quello che è discutibile è che la Rai viola le regole anzitutto del buon senso mancando di rispetto ai minori e a tutti coloro che credono ancora al prime time come quel tempo della visione da vivere in famiglia

Cioè non può essere una cosa di “buon senso” mostrare l’omosessualità, che deve essere quindi tenuta nascosta il più possibile e relegata in orari poco accessibili.

Si sono aggiunti al coro anche il presidente dei deputati di Area Popolare, Maurizio Lupi, e il deputato di Ap, Gianni Sammarco.

Lupi tuona: “A quell’ora i bambini davanti alla televisione sono tanti. Fino a quando noi cattolici, ma chiunque ancora creda nella funzione educativa della famiglia, dovremo finanziare con il nostro canone l’incontinenza visiva e le pulsioni ideologiche e non solo di registi e autori pagati con il denaro pubblico? Rai1 ha una sua immagine e una sua tradizione, a torto o a ragione è ancora considerata una rete per famiglie. Su questo episodio faremo un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai. Partirà oggi una mia lettera al presidente della Vigilanza perché il direttore di rete di Rai1 venga convocato quanto prima per un’audizione
Sammarco inveisce: “Assurda e senza senso la decisione della Rai di autorizzare la messa in onda, in prima serata, della serie I bastardi di Pizzofalcone, dove sono presenti scene non appropriate per un orario durante il quale davanti alla tv ci sono ancora tanti bambini. Rispettiamo gli orientamenti sessuali di tutti, ma calcare la mano su un tema delicato e complesso, come è quello dell’omosessualità, è da irresponsabili. Ci sono temi che vanno trattati con cura e responsabilità, non di certo ostentati in prima serata. Ci auguriamo che a viale Mazzini si assuma la piena consapevolezza che alcuni temi devono essere destinati ad altre fasce orarie

Tutto il nostro sostegno alla Direzione Rai che finalmente si rifiuta di censurare, anche solo attraverso le fasce orarie, personaggi o storie omosessuali presenti in tutte le realtà della società. La storia dei bambini è ridicola e anacronistica, solamente un volgare paravento ad ideologie reazionarie e razziste.  Chi dice di proteggerli, in realtà sta facendo l’opposto, lasciandoli soli e disarmati nel caso si scoprissero omosessuali (con un’alta percentuale tra i casi di suicidi adolescenziali).  E’ proprio ai bambini che dobbiamo insegnare a conoscere la realtà del mondo che li circonda, fatta anche di gay e lesbiche, persone che hanno gli stessi diritti di tutti.

Simona Tabasco nel ruolo dell’agente lesbica  Alessandra Di Nardo