Dal 23 giugno su Rai 2 in prima serata la divertente ed accattivante serie americana "Jane the Virgin"

Una serie con diversi personaggi secondari LGBT e intense storie d’amore lesbo

Parte in prima serata su Rai 2 il 23 giugno 2016 la serie americana “Jane the Virgin” tratta da una telenovela venezuelana. La serie è nata avendo come target preferito il pubblico americano di origine latina, ma ha avuto subito un ottimo gradimento che ha coinvolto un ampio spettro di spettatori, grazie anche ad un ottimo cast dove primeggia la protagonista Gina Rodriguez, premiata nel 2015 col Golden Globe per la migliore interpretazione. Anche la critica vi ha trovato motivi d’interesse dando un giudizio positivo sia per il cast che per la sceneggiatura (piena di colpi di scena ed intrecci incredibili, ma assolutamente digeribili). L’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, assegna alla prima e alla seconda stagione un 100% di giudizi positivi con la seguente motivazione: “Le perplessità iniziali si sono trasformate nel motivo del suo fascino, grazie ad una scrittura deliziosamente varia e ad una interpretazione strabiliante (Gina Rodriguez)”. L’austero critico di Variety, Maureen Ryan, afferma che la serie “è organizzata e curata con grande abilità ed economia d’intrecci, e il fatto che risulti così divertente ed accessibile per chiunque non dovrebbe precluderla dall’essere al centro delle conversazioni su quanto di meglio la televisione possa offrire oggi”. La grande abilità della serie è quella di presentare eventi incredibili (come l’iniziale inseminazione, che la nonna prende per un disegno divino) che si moltiplicano senza sosta, come eventi assolutamente credibili e giustificabili. Pur rimanendo nel solco delle telenovela, anzi apparendo quasi come una parodia delle stesse, riesce ad inserire tematiche di grande attualità, dal femminismo, all’inseminazione artificiale, al peso della tradizione, alla diversità degli amori e degli orientamenti sessuali, presentati tutti con estrema sensibilità e normalità.  La cosa piacevole di questa serie/soap è che non ritorna su problematiche legate all’identità sessuale, ma tratta etero e gay in modo uguale, con la stessa naturalezza. La sviluppatrice della serie Jennie Urman ha dichiarato: “Mi piace scrivere di personaggi femminili, di qualsiasi orientamento. Ho invece sempre dei problemi con quelli maschili, così molto volentieri inserisco sempre tra loro almeno un personaggio gay”. Anche se nella serie sono preponderanti le relazioni lesbiche (con scene  e baci profondi che speriamo la Rai non censuri), non mancano coming out maschili e deliziosi personaggi gay.

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