V.I.P. 2011

L’elenco delle personalità che, indipendente dal loro orientamento sessuale, hanno maggiormente movimentato il mondo di cinema, tv e cultura LGBT nel nostro Paese nel 2011.

Il 2011 è stato in Italia l’anno dei Festival e delle rassegne di cinema gay, che ormai coprono quasi tutte le regioni e tutti i mesi dell’anno, segno che il nostro cinema sta crescendo sia come produzione e qualità che come interesse da parte del pubblico. E’ tradizione che in questa classifica omettiamo i nomi dei personaggi che organizzano questi festival, anche se per dedizione e abnegazione meriterebbero le sue prime posizioni (spesso è un lavoro più di volontariato che d’impiego professionale, se escludiamo il Festival torinese), ma vogliamo comunque dedicare questa breve introduzione proprio ed esclusivamente a loro.

Partiamo dal padre di tutti questi festival, quello di Torino, Da Sodoma a Hollywood, sempre diretto dal suo fondatore Giovanni Minerba (che collabora anche alla redazione di questa classifica) che nel 2011 ha dovuto sopperire ad un forte taglio di budget (dovuto alla crisi generale che stiamo vivendo e che fino a ieri minacciava addirittura la realizzazione dell’edizione 2012) e che è riuscito comunque a realizzare un’ottima edizione quasi tutta di anteprime nazionali ed europee.

Il Festival Mix di Milano, che viene subito dopo, grazie all’intercontinentale Giampaolo Marzi (abita metà in Italia e metà in Canada dove risiede il suo compagno) è risucito anche nel 2011 a fare un programma con ottime anteprime. Sempre a Milano abbiamo avuto la prima edizione del Fuori salone delle lesbiche organizzato da Caterina Acquafredda.

A Venezia la rassegna di cinema organizzata da Daniel N. Casagrande è diventata addirittura un Premio della Mostra Internazonale di Cinema, il Queer Lion.

Ancora al Nord abbiamo avuto nel 2011 la settima edizione della rassegna mantovana “Quasi Niente” organizzata da Stefano Ghelfi del Comitato Provinciale ArciGay di Mantova “La Salamandra”.

La città di Bologna è quella che vanta il maggior numero di rassegne specializzate, a partire da Gender Bender che l’abilità di Daniele Del Pozzo ha fatto ormai assurgere ad evento internazionale. Festival che comprende anche la sezione Soggettiva, festival di cultura lesbica contemporanea, prodotta da ArciLesbica Bologna e curata da Elisa Manici.
Sempre dedicato al cinema lesbico e sempre a Bologna abbiamo Some Prefer Cake, diretto ormai da cinque anni dall’infaticabile Luki Massa, che dirige e organizza, insieme a Porpora Marcasciano, anche Divergenti, l’unico Festival al mondo dedicato al cinema transessuale, giunto nel 2011 alla sua quarta edizione, dedicata alla memoria di Marcella di Folco.

Al Centro abbiamo Firenze col Florence Queer Festival, che ogni anno sta facendo progressi incredibili sia nella qualità che nella quantità delle opere presentate grazie all’impegno di un vivacissimo terzetto composto da Fabrizio Ungaro, Silvia Minelli e Bruno Casini. Quest’anno hanno anche aiutato l’organizzazione del primo (e speriamo non unico) Bari Queer Festival realizzato da Francesca d’Apolito, Emiliana Galiani, Vanessa Picciarelli e Valentina Tarantino.

Un’altro esordio è stato quello di Agender a Roma organizzato da Fabio Meloni e il Nuovo Cinema Aquila. Nel 2011, all’interno di Europride, abbiamo avuto Queering Roma, definitosi la Festa del Cinema lgbtq della Capitale, sotto la direzione artistica di Massimo Iacobelli e Raffaele Taddeo.
A Roma abbiamo anche uno dei primi festival sulla tematica del genere, il Gender DocuFilm Fest diretto da Giona Nazzaro.

Anche la Sardegna, grazie all’impegno dell’associazione culturale G.L.B.T. “ARC” (iniziale di arcobaleno) e del Circolo del Cinema F.I.C.C. ARCinema, ha presentato nel 2011 a Cagliari la nona edizione della rassegna di film a tematica LGBT “Uno sguardo normale“.

A Napoli abbiamo avuto la quarta edizione di Omovies, Festival ad ingresso gratuito, ideato e organizzato da Carlo Cremona e Marco Taglialatela e sostenuto dall’Associazione di Promozione Sociale “i Ken onlus”.

Terminiamo questa doverosa, anche se troppo sintetica, rassegna dei festival gay italiani con Palermo che nel 2011 ha ospitato la prima edizione del Sicilia Queer FilmFest, che si è presentato come un centro di promozione culturale con diverse iniziative rivolte soprattutto al settore scolastico. Il suo impegnatissimo staff era sotto la direzione artistica di Alessandro Rais.

1
Vittoria Schisano

Schisano Vittoria (ex Giuseppe) merita senz’altro il primo posto in questa classifica 2011 per il suo coraggio nel rendere pubblica la sua non facile decisione di cambiamento di sesso, col nuovo nome di Vittoria, notizia riportata da moltissimi quotidiani e media. Schisano, come Giuseppe, lo abbiamo visto interpretare il ruolo del figlio nella fiction televisiva “Io e mio figlio” con Lando Buzzanca, e lo vedremo nel 2012, per l’ultima volta come uomo, protagonista del film “Cane pazzo” di David Petrucci, nei panni di un giornalista etero ossessionato dalla ricerca di un serial killer. Ai giornalisti dichiara: “La mia anima è donna, ora mi sento molto più normale di prima. Spero ora mi arrivino ruoli femminili”. Dice ancora: “il termine trans non deve più ricondurre l’immagine mentale alla prostituzione. Io voglio portare un messaggio di diversa normalità. Se anche avessi fatto l’ingegnere avrei continuato a farlo da donna e così sarà per il mio lavoro di attore… Ho sempre sentito molto forte in me il lato femminile e l’ho nascosto a me stesso per anni e anni prima che agli altri. A mia madre ho spiegato che diventare donna non è un’imperfezione, ma la mia perfezione “

   
2
Filippo Timi

Filippo Timi, scrittore, attore e regista, bisessuale dichiarato, è riuscito ancora a meravigliarci con uno spettacolo teatrale da lui scritto, diretto e interpretato in un ruolo femminile, dal titolo “Favola. C’era una volta una bambina, e dico c’era perché ora non c’è più“. Il successo di quest’opera è stato esaltante, sia come spettatori che hanno esaurito ogni sera il teatro, sia come spazio ottenuto sui vari media nazionali e internazionali. Timi aveva appena finito di portare a teatro, sempre da lui scritta diretta e interpretata, l’opera “Giuliett’e Romeo” con un Romeo bisessuale. Anche in Favola, oltre al suo trasformismo femminile, troviamo un marito che si scopre omosessuale. Quando gli chiedono a chi si sia ispirato per “Favola”, risponde: “Alle grandi dive degli anni 50, le doppiatrici di quei tempi, alle icone del cinema internazionali, alle atmosfere dei film di Alfred Hitchcock e a “Lontano dal paradiso” con Julianne Moore. Insomma volevo mettere al centro il concetto che l’apparenza è la cosa più importante.” Nel 2011 Timi, che oltre al teatro ha partecipato a ben cinque film, riceve il Premium Cinema Talent, riconoscimento che il canale Cinema di Mediaset Premium assegna a un attore o a una attrice che abbiano espresso particolare talento nel cinema, in teatro e in televisione, «per le particolari doti di eclettismo e poliedricità ampiamente dimostrate»

   
3
Tiziano Ferro

E’ continuata per tutto il 2011 l’esposizione mediatica di Tiziano Ferro, conseguente al suo coming out del 2010. A gennaio 2011 un sondaggio di Rockol e Fnac lo proclama artista rivelazione del panorama musicale italiano nel decennio 2001-2010. Nel giugno 2011, in concomitanza con i primi dieci anni di carriera del cantante, su iTunes è stata messa a disposizione una compilation celebrativa. Il 30 novembre 2011 dichiara in una lunga intervista a Vanity Fair (che lo rimette in copertina) di aver trovato l’amore e di stare in coppia. Dichiara apertamente di essere innamorato, e alla luce del sole non ha problemi ad ammetterlo, non ha più paura di essere giudicato. Dice: “Sono un romantico, ho sempre sognato l’amore: se mi fossi scoperto insofferente, sarebbe stata una delusione. In tutti questi anni mi ero abituato all’isolamento, alla totale indipendenza […] Per me è tutto nuovo. Sto vivendo una fase molto bella della mia vita, e sono felice. Molto, molto felice“. Il 28 novembre 2011 esce il suo nuovo album intitolato ‘L’amore è una cosa semplice’, contiene 11 brani di cui è autore e che raccontano i momenti più salienti della sua vita. Il disco ha debuttato al primo posto della classifica italiana ed ha conquistato in pochissimi giorni il disco di Platino (oltre 120.000 copie vendute).

   
4
Vladimir Luxuria

Vladimir Luxuria rimane uno dei principali punti di rifermento della comunità LGBT italiana. Nel 2011 conferma le sue capacità letterarie con la pubblicazione del libro “Eldorado” che riceve il Premio Margutta con la seguente motivazione: “Vladimir Luxuria è un’artista poliedrica, capace di passare dagli scranni del Parlamento ai salotti televisivi dopo aver abitato una famosa isola. Si è appena lanciata con grande successo nel mondo della letteratura. Il titolo del suo primo romanzo, “Eldorado”, rimanda al nome dello storico locale omosessuale berlinese chiuso dai nazisti nel 1933. Quello di Raffaele, il protagonista, è un viaggio nella memoria e nell’attualità delle umiliazioni subite dagli omosessuali. Ma il romanzo contiene anche la consapevolezza che la vita possa riservare grandi sorprese per chi ha sofferto pagando la voglia di libertà e la voglia d’amare“. Riceve anche il Gay Village Awards 2011 perchè “da sempre impegnata in prima linea nelle battaglie a difesa dei diritti umani, vogliamo onorare il suo impegno sia in campo politico come parlamentare che nel campo dello spettacolo, dove Luxuria non ha mai smesso di sostenere le proprie idee, mantenendo ben salda la sua posizione in qualsiasi situazione“. Assieme ad Alba Parietti, è opinionista fissa dell’ottava stagione del reality show di Raidue L’isola dei famosi, condotto da Simona Ventura. Partecipa come madrina al Campania pride di Napoli del 2011, dove sfila al fianco del sindaco neoeletto Luigi de Magistris. Nel marzo 2011, ha definitivamente chiarito di aver rinunciato all’operazione pochi giorni prima che avvenisse, perché non ancora sufficientemente sicura. Si prepara ad essere inviata e co-conduttrice della nona edizione di L’isola dei famosi, condotto da Nicola Savino.

   
5
Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni, uno dei cantautori più importanti del nostro Paese, nel 2011 ha vinto il Festival di Sanremo e il Premio Mia Martini della critica. Viene inserito in questa classifica perchè più volte nel corso dell’anno si è espresso a favore della comunità gay. Durante Sanremo, racconta: “Mi è stato chiesto se sono gay. No, ho risposto, ma sono con i gay“. In una lunga intervista a Vanity Fair del 14 dicembre 2011 dice tranquillamente di avere una figlia lesbica, Francesca, che “sta con una bravissima ragazza, è un bel rapporto che dura da sei anni. Adesso aspettano due bimbi: uno è maschio, l’altro non si capisce ancora. Ha fatto l’inseminazione artificiale in Olanda” Alla domanda su come come vive la scelta di Francesca di fare l’inseminazione artificiale, ha risposto: “Con rispetto. Sono scelte molto belle perchè condivise. Ora sono al settimo cielo. Desideravano tanto avere figli: io sono felice per loro.” Ha partecipato alla trasmissione di Rai Tre, la storia in giallo, su Saffo di Lesbo.

   
6
Spyros Theodoridis

Spyros Theodoridis, di origine greca ma vive in Italia dal 1973, è il vincitore della prima edizione di MasterChef Italia, versione italiana del talent show culinario MasterChef USA, trasmesso sul canale free CIELO (con repliche su Sky Uno). Gay dichiarato convive col suo compagno italiano Marco dal 1973. Nel corso della trasmissione, non ha mai nascosto la sua omosessualità. Quando ha battezzato un suo piatto col nome “Gay Pride“, interrogato in merito ha detto: “Non ho nulla da nascondere né nulla da ostentare. Non si è giocato sulla mia vita privata, non lo avrei permesso: ho una casa e una famiglia. Come tutti.” Mentre partecipava al reality, Syros era stato licenziato dal suo lavoro ma non lo aveva detto a nessuno per non impietosire i giudici. Ora, vincitore di 100 mila euro, avrà la possibità di pubblicare un suo libro di ricette e dedicarsi completamente all’arte culinaria, magari aprendo un piccolo ristorante a Modena o nella sua isola greca preferita, Hydra. Grande spazio è stato dedicato alla sua storia da molti media.

   
7
Pippo Delbono

Pippo Delbono è uno dei più rinomati autori teatrali del nostro Paese. La sua compagnia teatrale ha fatto tappa in più di cinquanta paesi al mondo rappresentando un caso unico nella storia del teatro italiano. E’ anche regista cinematografico e nel 2011 partecipa allla Mostra veneziana con uno splendido e poetico film testimoniaza dal titolo “Amore Carne”. Purtroppo, diversamente dal teatro, il suo cinema è quasi completamente ignorato. In “Amore Carne Delbono racconta la scoperta della propria sieropositività, con la quale convive ormai da molti anni, con la ferma intenzione di non voler cambiare nulla del proprio passato; racconta il dolore per la perdita di un padre morto troppo presto, l’amore incondizionato per una madre che ha sempre raccontato le loro vite agli sconosciuti (“al postino, al macellaio”) e che gli ha insegnato a sua volta la curiosità e l’apertura verso il mondo, verso l’altro. Amore Carne è un cinema dolorosamente necessario, in cui il regista mette in gioco tutto sé stesso con un coraggio e una lucidità che meritano il massimo rispetto possibile. Una danza bellissima e sofferta che si muove al ritmo della musica e delle parole, della voce e degli sguardi. (G. Calzoni, Sentieri Selvaggi)

   
8
Federico Bruno

Federico Bruno è stato operatore alla macchina in alcuni film di rilievo (da Fuori stagione di Manuzzi a Ladyhawke di Donner, passando per il televisivo La veritàaaa di Zavattini), regista di cortometraggi, ha diretto per il grande schermo due film rimasti ai margini del mercato. Nel 2011, dopo tre anni di preparativi, inizia a girare “Pasolini, la verità nascosta“, un lungometraggio che racconta gli ultimi mesi della vita di Pier Paolo Pasolini. La stampa di sinistra ha dato grande rilievo a questo lavoro, dedicandogli interviste e reportage. Anche quella estera, con giornali come “Le Monde” e “El Pais”. Federico Bruno ha dichiarato che “In Europa la figura di Pier Paolo Pasolini riceve molto più rispetto e attenzione di quello che gliene diamo qui. A Parigi per esempio ci sono state delle mostre su Pasolini, mentre a Stoccolma i suoi lavori sono materiale di studio. La sua eredità è considerata quella di uno dei grandi del ‘900. In Italia non è lo stesso, e lo abbiamo un po’ accantonato. Purtroppo osservo che non si tratta di un discorso che si ferma a Pasolini, in Italia non celebriamo affatto i nostri geni del cinema, e così facendo li sminuiamo“. A Roberto Carnero dell’Unità dice: “Studiando le carte processuali, parlando con i testimoni di allora, provando a mettere insieme le diverse tessere del puzzle, emerge chiaramente che Pasolini è stato fatto fuori da altre persone, non da Pelosi, e su mandante di un livello alto. Coloro a cui i suoi scritti, le sue ricerche, le sue analisi sulla politica e sulla società italiana davano fastidio hanno deciso di farlo tacere per sempre. Basta parlare con chi gli è stato vicino negli ultimi anni o anche con lo stesso Pelosi per rendersene conto“.

   
9
Ivan Silvestrini

Il giovane regista Ivan Silvestrini ha terminato a dicembre 2011 le riprese del suo primo lungometraggio dal titolo “Come non detto“. Il film racconta in forma di commedia una bella storia d’amore gay, tipicamente italiana. Il protagonista Mattia (Josafat Vagni) si è innamorato di un bel giovane spagnolo, Eduard (Josè Dammert), gay solare e sereno che vive alla luce del sole la sua condizione. Mattia invece è ancora nel limbo, ha superato la fase d’incertezza sulla propria identità, ma non se la sente ancora di venire del tutto allo scoperto, in un paese dove i gay sembrano inesistenti per le istituzioni pubbliche, per la Chiesa e per gran parte dei politicanti… Ivan Silvestrini, classe 1982, diplomato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, arrriva a questo esordio nel lungometraggio dopo essere stato premiato per apprezzatissimi cortometraggi come “la Determinazione dei Generi“, girato sotto la supervisione di Daniele Luchetti e “Avevamo vent’anni” scritto con la supervisione di Marco Risi. Oltre che come regista, Ivan ha lavorato negli anni come sceneggiatore, operatore, montatore, compositore di colonne sonore e non solo. A febbraio 2012 inizia la pubblicazione di una serie web in lingua inglese dal titolo “Stuck”.

   
10
Luciana Littizzetto

Luciana Littizzetto è risultata al primo posto in un sondaggio del Gay Village, votato da oltre 20 mila utenti, come “personaggio dello spettacolo che ha saputo sfruttare al meglio il suo lavoro, conferendo visibilità ed eco alle problematiche collegate alla comunità omosessuale, amalgamandole alla nostra cultura e al nostro senso di appartenenza attraverso il linguaggio della televisione. Grazie alla sua ironia e la sua sagacia, ha utilizzato il programma televisivo “Che tempo fa?” di Fabio Fazio, come mezzo per trasmettere messaggi importanti a sostegno della comunità LGBT, nonostante i limiti imposti dalla società, distinguendosi dalla massa e non avendo mai avuto paura di esprimere liberamente le proprie idee”.

   
11
Giovanni Anversa

Giovanni Anversa è senz’altro uno dei giornalisti e conduttori televisivi più attento alle problematiche lgbt. Impossibile elencare tutte le trasmissioni che ha dedicato ai nostri temi nella decennale trasmissione di Rai Tre “Racconti di vita”, ci basti ricordare che anche nel 2011, oltre ad una puntata dedicata a “Immigrazione e gay”, a una settimana dall’Euro Gay Pride di Roma, trasmette la puntata dal titolo “Contro l’omofobia”. Nel programma iniziato il 12 settembre, sempre su Rai Tre, col titolo “Paesereale”, parte proponendo d’indagare sulla domanda: “Se il palazzo si divide sulle unioni gay come reagisce invece il Paese?”. A ottobre 2011 partecipa al convegno “Omosessualità e media. Le parole e le immagini contano”, giornata di studio del progetto “Corso di educazione alle differenze affettive e sessuali” gestito dall’Università Sapienza di Roma.

   
12
Vieri Razzini

Il 2011 è stato l’anno di “Tomboy”, film presentato in tantissimi festival e, grazie all’impegno di Vieri Razzini critico cinematografico e direttore artistico della Teodora Film insieme al socio Cesare Petrillo, distribuito in Italia con un buon successo (quasi mezzo milione di euro). Vieri Razzini, è uno dei pochi critici italiani sempre attento alle nostre problematiche. Intervenendo in diversi programmi radiotelevisivi coglie spesso l’occasione per difendere il nostro cinema e i suoi grandi autori (Pasolini in testa). Continua a condurre una battaglia contro la censura ideologica; ricordiamo con piacere le sue parole in merito scritte nel 1993 : “A suscitare sospetto e dispetto nei censori è quasi sempre il film d’autore, quasi mai il prodotto di basso conio. Ovvero si mira alla censura del pensiero. Così fioccano i divieti ai minori di 18 anni su Ferreri e Almodovar e Jarman e passano indenni cose altrettanto hard e solo più pacchiane per mancanze di idee. Il che non danneggia, naturalmente, se non la formazione del gusto. E il sesso, comunque, è sempre di segno progressista, liberatorio quanto la violenza è imprigionante. Forse per questo l’uno è inviso e l’altra beneaccetta.”

   
13
Rodolfo Di Giammarco

Rodolfo di Giammarco, scrittore e mitico pioniere dei critici teatrali di Repubblica, cura da 18 anni l’annuale rassegna “Garofano Verde” dedicato al teatro omosessuale. Per l’edizione 2011, svoltasi al Teatro Belli di Roma dal 7 al 26 giugno ha dichiarato: “In diciotto anni abbiamo prodotto cultura in risposta a forme di violenza e di emarginazione, abbiamo favorito la nascita di spettacoli importanti, epocali e capaci di diventare anche europei, e siamo riusciti a mescolare le carte del pubblico integrando cultori e curiosi, spettatori coinvolti e frequentatori solo motivati dalla qualità” ha dichiarato Rodolfo di Giammarco. L’edizione 2011 del Garofano Verde poggia su più necessità di riscontro e di risistematizzazione dell’uso della parola teatrale applicato alla coscienza e alla sensibilità gay”

   
14
Mariano Lamberti

Regista nato nel 1967, si laurea in filosofia, si diploma nel 1992 presso il Centro sperimentale di cinematografia di Roma e nel 1996 si diploma in regia alla New York Film Academy. Autore nel 1997 del documentario “Una storia d’amore in quattro capitoli e mezzo”, sullo scrittore gay Brett Shapiro (che sposò simbolicamente, in rito ebraico, il compagno di Giovanni Forti), opera che vinse il Festival nazionale del documentario italiano di San Benedetto del Tronto, viene chiamato nel 2011, dal giovane produttore Davide Tovi, a dirigere il suo secondo lungometraggio dal titolo “Good As You”. La stampa e i media si sono ampiamente occupati di questa produzione per il fatto che racconta le storie di otto personaggi tutti LGBT. Lamberti ha spegato che: “se una volta parole come ‘bisex’ o ‘gay’ per qualcuno erano sinonimi di ‘diverso’, oggi per fortuna non è più così. I protagonisti del film sono buoni o cattivi (proprio come tutti), che a volte si amano e altre si detestano (proprio come tutti), e quindi si prendono e poi si lasciano (proprio come tutti)”.

   
15
Adele Tulli

Adeli Tulli è un’emergente regista che nel 2011 ha meravigliato tutti con un bellissimo doc, “365 without 377” (prodotto da Ivan Cotroneo e unico doc italiano al Festival gay di Torino), sulle problematiche lgbt nell’India contemporanea, vincitore al Festival Mix di Milano. Adele non è solo regista ma anche attivista in difesa dei diritti delle minoranze. Si e’ laureata alla Sapienza a Roma in studi Orientali, svolgendo una tesi di ricerca su i movimenti femministi in India. Recatasi in India ha collaborato con diversi movimenti lgbt locali e ha partecipato come volontaria al primo Queer Film Festival indiano. Intervistata da quotidiano Repubblica ha detto: “Mi sono sempre soprattutto occupata di studi di genere e queer, ‘gender and sexual identities’ in India ma anche in Europa. Il mio film è nato perché volevo raccontare una realtà ristretta. La realtà dell’India nel suo insieme è irraccontabile. Questa è una piccola parentesi di una lotta ancora da combattere. Ma che ha mosso i primi passi. Io c’ero, li ho visti. E ho cercato di raccontarli”.

   
16
Ivan Cotroneo

Ivan Cotroneo, nella cultura italiana è sicuramente uno degli omosessuali più attivi e rappresentativo. Scrittore, sceneggiatore e dal 2011 anche regista con “La Kryptonite nella borsa”, una commedia intelligente che lancia un messaggio di accettazione della diversità (un encomio anche al bravissimo attore Vincenzo Nemolato che interpreta il gay Gennaro-superman). Peccato che il film non abbia avuto il successo di pubblico che meritava (soprattutto se pensiamo agli incassi di certe commedie ridanciane), fermandosi sotto i 900 mila euro, cifra comunque rispettabile per un esordio. Sempre di grande successo la serie tv “Tutti pazzi per amore” di cui è co-sceneggiatore, che nella stagione 2011 ci ha presentato una coppia lesbica (con bacetto), interpretata da una bravissima Anita Caprioli (nella Kryptonite era la Madonna). Nel 2011 Ivan Cotroneo produce anche il bel doc “365 without 377” di Adele Tulli sulle problematiche lgbt in India. Sempre nel 2011 Cotroneo vince al BIF&ST di Bari il premio intitolato a Suso Cecchi D’Amico per la migliore sceneggiatura per il film “Mine vaganti”.

   
17
Luca Ragazzi

Gustav Hofer e Luca Ragazzi stanno diventando la coppia gay più famosa e creativa d’Italia. Nel 2011 realizzano il docu-film “Italy: love it, or leave it” che vince il primo premio (5000 euro) alla 16^ edizione del Milano Film Festival con la seguente motivazione: “Semplice nei mezzi ma con un originale punto di vista per raccontare luoghi e valori distrutti di un paese. Un incontro-scontro di culture esplorate all’interno di una coppia che guarda e riflette l’esterno. Un viaggio inedito in Italia, lontano dai clichè”. Il film è stato trasmesso il 21 settembre 2011 in una edizione accorciata di 30 minuti sul Rai Tre col titolo “Cercasi Italia disperatamente”. Luca Ragazzi ha dichiarato in merito: “Ne siamo molto felici anche perché mentre Rai Uno censura la fiction dove si sposa una coppia gay, Rai Tre manda in onda, forse per la prima volta nella storia della televisione italiana, un documentario, dove il fatto che io e Gustav siamo una coppia, non è il tema centrale del film ma è un dato di fatto, rispecchia semplicemente la realtà dei nostri tempi”. Il film esce in alcune sale italiane dal 5 gennaio 2012 ed è scaricabile da ITunes.

   
18
Peter Marcias

Con vero piacere inseriamo ancora in questa lista il regista Peter Marcias, che dopo il meritato successo ottenuto col documentario “La Spagna non era cattolica?”, viene oggi ingiustamente trascurato dalla nostra distribuzione, nonostante abbia presentato nel 2011 un bellissimo film, “I bambini della sua vita”, candidato al Ciak d’Oro 2011 nella categoria “Bello&Invisibile”, e che ha fatto guadagnare a Piera degli Esposti il Globo d’Oro 2011 (premio dell’Associazione Stampa Estera) per la sua interpretazione. Nelle interviste che Peter Marcias ha rilasciato sul film, ci tiene a sottolineare come anche in questo film sia presente la tematica omosessuale (il bellissimo Julien, amico della protagonista, è gay) e il rapporto chiesa-omosessualità. Nel 2011 Marcias ha realizzato anche un documentario dedicato a Liliana Cavani e candidato ai Nastri d’Argento.

   
19
Cosimo Santoro

Per quasi tutto il 2011, Cosimo Santoro è stato il responsabile di QueerFrame.tv, il sito della società di produzione e distribuzione Atlantide Entertainment. I titoli di film offerti per il download e streaming sono cresciuti fino a novembre col ritmo di circa due titoli nuovi a settimana, sempre di altissima qualità, tenendo fede al proposito di presentare il meglio del cinema gay e lesbico visto nei vari festival lgbt e non solo. Da sottolineare l’impegno di partecipazione e sostegno di Queerframe alle varie rassegne e festival gay distribuiti ormai quasi in ogni regione del nostro Paese. A marzo 2011 Queerframe stipula un accordo con la Lucky Red per i diritti VOD (streaming e download) di alcuni classici del cinema gay di Pedro Almodovar, Todd Haynes, Wong Kar Wai, Lukas Moodysson e molti altri. La produzione dvd va un po’ a rilento per gli alti costi d’investimento ma a settembre escono tre nuovi titoli fondamentali (Ander, Per sempre, Andando a Sud), ai quali si aggiungono poco dopo i dvd di Assente e Controcorrente. A ottobre viene pubblicata BRUCE(X)PLOITATION, la prima bellissima monografia illustrata su Bruce LaBruce, curata da Cosimo Santoro. All’inizio di novembre Atlantide acquista i diritti italiani di North Sea Texas, esordio al lungometraggio di Bavo Defurne che vince nella sezione Alice nella Città al Festival Internazionale del Film di Roma 2011. Purtroppo negli ultimi due mesi non si registra nessuna novità, tranne l’offerta in download dei titoli pubblicati in dvd. A metà dicembre ci arriva una mail di Cosimo che annuncia le sue dimissioni da Atlantide manifestandoci la sua amara disillusione: “ho lavorato 20 ore al giorno, sacrificando praticamente tutto a fronte invece di una mentalità puramente commerciale”. Cogliamo l’occasione per ringraziare Cosimo per l’impegno che ha dimostrato e sofferto per promuovere il cinema gay in una società, quella italiana, ancora molto ostica su questo fronte, sicuri che nel prossimo futuro troverà il modo di proseguirlo.

   
20
Rosalinda Celentano

Il 2011 è stato un anno sotto i riflettori per Rosalinda Celentano, figlia di Adriano e Claudia Mori, causa l’invadenza dei paparazzi che la fotografano mentre bacia sulla bocca Simona Borioni, con la quale sfilerà poi mano nella mano sul red carpet del Festival di Roma, e causa alcune sue dichiarazioni su passate avventure lesbo. Il papà e la mamma faticano a comprendere ma poi fanno pace e Claudia Mori dichiara “Non m’importa che sia lesbica, l’importante è che sia felice”. I settimanali rosa, ma non solo, sono andati a nozze sulle dichiarazioni di Rosalinda che, tra l’altro, ha confessato di aver amato Monica Bellucci: “Ci siamo amate in gioventù, ma io mi sono sottratta, ho penato molto per lei. Le ho chiesto di fermarci al bacio. Ma è stato meglio così, quando ci vediamo ancora oggi abbiamo il magone“; e anche Asia Argento: “Con lei limoniamo. Lei mi mette la lingua in bocca e la gente passa e ci guarda schifata. Si spaventa di queste cose perché ha paura dell’amore.” Coraggiosa e senza peli sulla lingua la nostra Rosalinda!

   

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