Resident Alien

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Quentin Crisp (1908 – 1999) famoso scrittore, attore e autore satirico britannico, nel 1981 alla bella età di 73 anni, decise di lasciare l’Inghilterra e di trasferirsi a New York in un piccolo appartamento in affitto. Questo film biografico gli rende omaggio ricostruendone la vita di tutti i giorni a Manhattan, attraverso interventi di Crisp stesso e di suoi importanti amici, tra i quali la pop star Sting, che scrisse per lui una canzone ( “Englishman in New York”) e l’attore John Hurt che aveva impersonato Crisp in ‘The Naked Civil Servant’. Il titolo del film fa riferimento allo status di Crisp come cittadino in USA: Residente Straniero.
Mentre nel film TV ‘The Naked Civil Servant’ (1975), tratto dall’omonimo libro di memorie (del 1968), Quentin Crisp ci raccontava la prima parte della sua vita trascorsa in Inghilterra tra umiliazioni e discriminazioni dovute soprattutto alla sua omosessualità ostentata, in questo documentario vediamo descritta la vita di Crisp dopo il suo trasferimento a New York, dove egli era ormai pubblicamente riconosciuto come un personaggio di successo, continuamente invitato agli eventi mondani e cercato dai giornalisti a caccia di una sua provocazione o di un parere sui più disparati argomenti. Nel film vediamo come la comunità gay newyorkese lo abbia da subito adottato con affetto e ammirazione, riconoscendone il contributo alla causa, fornito dall’esempio di una vita vissuta sempre senza compromessi (qualcuno lo ha paragonato ad Oscar Wilde in quanto entrambi non erano solo omosessuali, ma si ‘atteggiavano’ a tali)… segue sulla scheda (R.M.)

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… L’esuberanza del personaggio pubblico dalla battuta sempre pronta, non nasconde una tristezza di fondo, che diventa evidente quando Crisp viene ripreso a casa propria, un luogo dove regna il disordine e tutto sembra odorare di muffa, mentre noi ci saremmo aspettati un arredamento adatto ad un salottino della Regina Madre… Da anziano Crisp ha perso molto del suo personaggio trasgressivo ed ora appare come un vecchietto strambo che, con i suoi cappellini, l‘ombretto agli occhi ed i capelli bianchi pettinati in modo strano, a noi ricorda lontanamente Rita Levi Montalcini. Per l’argomento trattato, questo film è per forza di cose meno interessante rispetto a ‘The Naked Civil Servant’ e non bastano a risollevarne le sorti i vari siparietti messi qua e la, come la scena iniziale stile film giallo anni 50 o la riproposizione di vari spezzoni di ‘The Naked Civil Servant’, oppure le passeggiate per le strade affollate di Manhattan, dove Crisp incontra strani personaggi metropolitani come ‘Franco the Best’, il Picasso nero/italiano di New York, che riesce a dipingere anche bendato. (R.M.)

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