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Other People

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Chris Kelly, uno degli sceneggiatori del fortunatissimo “Saturday Night Live” (per il quale è stato nominato 5 volte agli Emmy), firma la sua prima regia cinematografica con una storia, che dichiara essere molto autobiografica (sua madre è morta nel 2009), che ha per protagonista David (Jesse Plemons, “Fargo” serie 2, “Friday Night Lights” serie, “Il ponte delle spie”, “Bent” serie), un tormentato sceneggiatore di commedie che ha appena rotto col suo fidanzato e si trasferisce da New York City a Sacramento per assistere la madre malata. Si trova quindi a convivere, per la prima volta dopo dieci anni, anche col padre conservatore che non ha mai accettato la sua omosessualità, e le sorelle più giovani. Non si era mai sentito così estraneo nella casa della sua infanzia come ora. Mentre peggiora la malattia della madre David, che sta passando uno dei periodi peggiori della sua vita, deve fare i conti con se stesso, con gli altri, con le sue scelte e coi suoi comportamenti, cercando di capire se è sulla strada giusta… Il regista è bravissimo nel catturare l’intera gamma delle emozioni che possono verificarsi quotidianamente all’interno di una famiglia. Rileva squisiti dettagli anche nei momenti più banali, che donano al film umorismo e una visione personale e rara, suggerendo che anche i problemi quotidiani della gente comune, se interpretati con sufficiente consapevolezza ed empatia, possono farci emozionare quanto quelli grandi. Indimenticabili i momenti in cui Molly Shannon e Jesse Plemons, come madre e figlio, ridono piangendo di fronte alla morte. Un film che, come ha dichiarato John Cooper, il direttore del Sundance che ha selezionato il film per la serata d’apertura, “vi farà ridere, vi farà piangere, e vi farà anche arrabbiare un po’. (Sundance) Il film ha vinto come miglior attrice non protagonista (Molly Shannon) al Film Independent Spirit Awards 2017. Disponibile doppiato in italiano su Netflix.

synopsis

David, a 29-year-old gay man, moves home to Sacramento to take care of his mother, Joanne, who’s in the advanced stages of leiomyosarcoma. Being home is further complicated by his conservative, religious family and his father’s refusal to accept his sexuality (ten years after he came out). As Joanne struggles through chemo, decides to quit treatment, and begins to decline, each of the family members deal with the inevitable loss in their own way. A struggling comedy writer, fresh from breaking up with his boyfriend, moves to Sacramento to help his sick mother. Living with his conservative father and younger sisters, David feels like a stranger in his childhood home. As his mother worsens, he tries to convince everyone (including himself) he’s “doing okay.”

REVIEW:

“Ably playing the loving son, a comedy writer quietly worrying that his life is falling apart even without having Mom’s cancer in the picture, Jesse Plemons delivers on the promise he has shown in so many supporting roles since his Friday Night Lights breakthrough” (The Hollywood Reporter).

“”The child actor is only featured in two of Other People’s scenes — he plays the flamboyant younger brother of Plemons’s best friend — but he makes the goddamn most of them: Totah waltzes into his first scene casually hitting on the far-older Plemons, then spends his second scene in drag, staging an over-the-top, twerk-filled performance for his bemused family” (New York magazine)

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RECENSIONI:

Partenza col botto: una donna muore, nel suo letto, circondata da marito e figli che, devastati, s’abbracciano in un mare di lacrime. Suona il telefono, parte la segreteria: è una vicina che chiede «Come stai?», ma subito si distrae a bisticciare con l’inserviente di un fast food per un ordine d’asporto. Non sappiamo ancora nulla di David, di Joanne e della famiglia Mulcahey, ma di Other People capiamo già molto: che ci parlerà di malattia e morte, che camminerà sul confine impervio tra tragedia e commedia, che forse ci farà ridere e piangere, ma sicuramente ci metterà a disagio. Il peggio che si può dire dell’opera prima che Chris Kelly, sceneggiatore del Saturday Night Live e della serie Broad City, ha tratto da dolorose esperienze personali, è che si muove in un paesaggio già visto: quello della commedia indipendente dolceamara (“da Sundance”, e infatti dell’edizione 2016 del festival è stato l’apertura), sottogenere cancer movie mescolato a coming of age tardivo più ritorno a casa, in provincia, dopo anni nella grande città. David ha quasi 30 anni, a New York lascia un primo fallimento lavorativo e una lunga relazione appena conclusa, a Sacramento ritrova le due sorelle più giovani, i nonni tra il saggio e lo svampito, il padre che non ha mai accettato la sua omosessualità, un unico amico, il più triste gay bar della storia e, si diceva, una madre morente. Un déjà-vu, certo, che però Other People spezza ripetutamente, punteggiandosi dell’evidente autenticità di dettagli autobiografici (e grazie alle splendide performance di Shannon e Plemons). Trovando, nel banale quotidiano, una sua lieve verità. (ALICE CUCCHETTI, FilmTv)