Gli Occhiali d'oro

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Gli Occhiali d'oro

Se avete amato il libro amerete ancora di più questo sottovalutato film che racconta una storia triste ed assai comune in quegli anni dominati da una piccola borgesia (fascista fino al midollo), anni in cui l’omosessualità poteva essere solo segreta e l’omofobia era così diffusa che bastava a giustificare qualsiasi violenza. E’ la storia di un grande amore impossibile. Mirabile è l’ambientazione, il ritratto di una provincia perniciosa, l’interpretazione del protagonista (fatta più che di parole, di sguardi, di piccoli gesti che rivelano una profonda disperazione). Imperdibile.

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7 commenti

  1. Morgenstern

    Molto bello,un film che nei silenzi e negli sguardi racconta piú che con i dialoghi. Un amore impossibile raccontato in un modo diverso dal solito, un anziano signore che si rassegna alle difficolta della vita a quei tempi per quelli come lui, ma senza nascondersi.

  2. thediamondwink

    Malinconico, triste, come le giornate d’autunno viste nello stesso film, in cui l’ombra del nazismo sembra confondersi con i nuvoloni grigi e carichi di pioggia. Un gran bel film, dove si parla di una realtà che ancora oggi turba in modo spaventoso e, personalmente, trovo schifosamente disumana: la persecuzione! Un cast d’eccezione, dove, per la prima volta, trovo “antipatico” il personaggio della Sandrelli, schifosamente realistico dell’Italia vera di quel tempo e forse anche simile a quella dei nostri giorni. Ottimo, mi è piaciuto

  3. zonavenerdi

    Un film davvero mirabile per gli anni ottanta. Narra della vita di un gruppo di ebrei nel 1938 a Ferrara, all’inizio della promulgazione delle leggi razziali in Italia e quando gli echi dalla Germania narravano di cose ben peggiori. Tra chi si illude che in Italia non capiterà nulla e chi decide di farsi cristiana; c’è anche chi prevede i tempi difficili e oscuri. Stefania Sandrelli nella parte di una acida signora romagnola che crede che sia suo dovere perseguire un professore omossessuale che ha la sola colpa di non nascondersi.

  4. Francesco

    Film pesante e noioso, i profili dei personaggi sono banalissimi, scontati e prevedibili… peccato perchè il cast è molto bello e gli attori sono bravi, soltanto la trama è poco coinvolgente e molto lenta. Buon doppiaggio e bella colonna sonora.

  5. johan_it

    è un film bellissimo…..trama molto triste…..direi che spesso i giovani non sanno amare…meglio morire che soffrire per un amore piu’ giovane mai corrisposto…..

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Anche sulla Ferrara del 1938 la politica del regime imperante fa addensare le nubi minacciose e crudeli delle discriminazioni razziali. La locale comunità ebraica viene gradualmente respinta in un ghetto morale di umiliazioni e di vessatorie prepotenze. Davide Lattes, il narratore, un universitario sensibile e colto, sembra presentire – a differenza della sua stessa famiglia (che è israelita) – ciò che si sta preparando per l’Italia e in Europa. Egli vive una sua storia d’amore con Nora, ebrea come lui, una storia che però si concluderà con l’abbandono da parte di lei, decisa a farsi battezzare e a convolare a nozze con un gerarca fascista, pur di sfuggire a un destino ormai più che probabile. Ma Davide è, allo stesso tempo, il testimone dell’amara vicenda che vede protagonista il dottor Fadigati, un medico stimatissimo in città e di larga clientela borghese, il quale, omosessuale, è preso dalla passione per Eraldo, un giovane biondo, compagno di università del narratore. Poco a poco anche il medico sarà come ghettizzato, resterà senza i suoi pazienti e si ridurrà, isolato e impoverito nella sua stessa città, dopo essere stato non solo abbandonato da Eraldo, ma da quest’ultimo anche derubato e pubblicamente preso a pugni. Nello scandalo che ne consegue, resta al medico, con la consapevolezza della sopravvenuta solitudine, solo la comprensione e la pietà di Davide, fino al suicidio nel Po presso Pontelagoscuro.

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