Il Matrimonio del mio migliore amico

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Il Matrimonio del mio migliore amico

Per nove anni Michael O’Neal è stato l’unico punto fermo nella vita di Julianne Potter. Le sarebbe bastato solo un cenno e lui sarebbe stato suo per sempre. Adesso Michael ha deciso di sposarsi. Ma con un’altra. Prevedibili le conseguenze.Assai banale e prevedibile commediola, molto sopravvalutata, che resta degna di nota per la presenza di Rupert Everett, bravissimo a interpretare la parte di un equilibrato ed intelligente gay che sembra venire da un altro pianeta.

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4 commenti

  1. bello, rivisto ieri sera in compagnia di amiche ed e’ un piacere constatare quanto questa commedia di fine anni 90′ sia entrata indiscutibilmente a pieno titolo nella rosa degli ever green cinematografici piu’ amati di sempre. Julia e Cameron sono strepitose, ma su tutti vince Rupert Everett, per: grazia, simpatia ed esuberanza. Un film che tutt’ oggi rivedo volentieri e che a mio avviso piu’ che raccontare la storia di una donna che cerca di conquistare l’ amore della sua vita, celebra simbolicamente attraverso la visione del rapporto fra Julia e Rupert, l’ amicizia pura, disinteressata, ed incrollabile che s’ instaura fra donne e uomini gay.

  2. Questa commedia ebbe molto successo quando uscì. Io vidi il film alcuni anni fa e devo dire che mi sembra sopravvalutato. Comunque positivo il personaggio interpretato da Rupert Everett

  3. zonavenerdi

    La perfetta e sorridente Julia Roberts alle prese con un ruolo da antagonista. Cinica e anche cattivella per ottenere lo scopo di sposare l’uomo che cadeva ai suoi piedi per nove anni consecutivi; ma che solo quando le sfugge di mano scopre d’amare. E non si è capito se proprio perchè le sta sfuggendo o, come dice lei, per paura d’amare. Fatto sta che il tempo passa e se non lo fermi in tempo non puoi pretendere il diritto di prelazione. Ed ecco che il tuo futuro sposo non può diventare al massimo che il tuo migliore amico…

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Nove anni prima, Julianne e Michael avevano deciso, da amanti, di rimanere semplicemente amici, facendo però un patto: se, compiuti ventotto anni, non avessero trovato l’anima gemella, si sarebbero rimessi insieme e sposati. Il momento è arrivato e, una notte in albergo, Julianne riceve una telefonata di Michael: lui però la chiama per dirle che ha conosciuto una ragazza e che la domenica successiva si sposeranno. Julianne rimane senza fiato e solo in quel momento si accorge di quanto sia ancora legata a Michael. Chiama George, suo editore, omosessuale e unica persona alla quale confidare la sua rabbia. Parte poi per Chicago, sapendo di avere davanti quattro giorni per impedire quel matrimonio. Rivede Michael, insieme vanno all’aeroporto ad accogliere la promessa sposa Kimmy, che subito dice a Julianne di voler diventare sua amica e di sceglierla come prima damigella. Julianne tuttavia rimane ferma nel proprio proposito. Così cerca di mettere in cattiva luce prima Kimmy agli occhi di Michael e poi Michael agli occhi di Kimmy: e qui sembra quasi riuscirci, perché Michael fa il giornalista sportivo, e il padre di Kimmy è un magnate dei mass-media. Ma equivoci e incomprensioni non sono sufficienti. Alla fine il matrimonio si fa, gli sposi partono per la luna di miele, e Julianne rimane sola e triste alla festa. A consolarla arriva George, che le fa riacquistare il sorriso e la fiducia nel futuro.

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