Lui portava i tacchi a spillo

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Lui portava i tacchi a spillo

Interessante film che nel 1986 suscitò un certo interesse nella comunità gay. La storia tratta del classico mènage à trois ma con una interessante variazione sul tema: lui si innamora di lui. Monique è una prostituta annoiata dalla vita offertale da Antoine, suo marito, uomo depresso e dalla vita monotona. Una sera incontrano Bob, scassinatore, omosessuale dichiarato, simpatico e pieno di vita che con il suo modo di fare estroverso li coinvolge dapprima nella sua vita fatta di piccoli furti per poi risucchiarli completamente nel suo mondo arrivando fino a corteggiare spudoratamente Antoine davanti agli occhi esterrefatti di Monique… Una storia come questa oggi potrebbe sembrare scontata e nemmeno tanto controcorrente, ma nel 1986 proporre un triangolo nel quale i due amanti vincenti risultavano alla fine essere i due uomini fu una scelta molto coraggiosa da parte di Blier, al quale possiamo solo imputare la colpa di avere pigiato forse un po’ troppo sul pedale dell’esagerazione rischiando così di rendere il tutto quasi irreale, ma in una commedia grottesca di questo tipo il realismo è l’ultima cosa da ricercare. … segue (M.G.)

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4 commenti

  1. oltreparis

    Forse non dovrei commentare questo film visto che non sono riuscito a vederlo per intero.
    Noioso, trama banale, Jerard De Pardieu non mi sta particolarmente simpatico.
    Non vale la pena vederlo.

  2. Poteva essere divertente anche se un po’ oramai passato l’inizio, la seconda parte proprio non più è piaciuta: lei trattata male inutilmente, lui ben presto pure, e alla fine tutti travestiti a fare marchette non si capisce perché.

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In una sala da ballo, nei bisticci di una strana coppia (lui è Antoine, un uomo insignificante, e lei Monique, una prostituta stufa della vita magra che il marito le fa condurre, malgrado reiterate e patetiche proteste di amore) interviene Bob. Questo Bob è un gigante, svaligiatore fortunato di ville e omosessuale dichiarato e convinto. Il duo ne è travolto, viene implicato nei furti e si dà con il nuovo amico ad una vita ben più comoda. Senonché Bob comincia ad insidiare Antoine con un corteggiamento sottile e appiccicoso, cui la donna assiste sgomenta e impotente. Le resistenze di Antoine crollano e Bob si impossessa di lui, anima e corpo: i tre vivono ormai insieme e Monique è costretta a far da serva e ad assistere alle effusioni del marito e dell’altro. Poi gli eventi precipitano: Monique se ne va a fare l’entraineuse in una grande discoteca ed è qui che una sera incontra Bob al braccio di Antoine, tenerissimo con lui e travestito da donna. Monique spara al marito e lo ferisce, ma i tre, tutti in abiti femminili, continueranno a stare insieme, nel freddo inverno parigino, offrendo per strada le loro prestazioni a clienti occasionali.
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La storia è classica: A ama B che vorrebbe essere amato da C che, invece, si è follemente innamorato di A e lo seduce. C’è un piccolo particolare, però: A e C sono uomini e A s’identifica tanto nella sua condizione di “donna” da sognare di diventare madre. In questa inquietante commedia grottesca M. Blanc (premiato a Cannes) è straordinario: tiene testa a due compagni assai bravi e li supera con la finezza del lavoro di composizione. Sulla linea provocatoria di Les Valseuses (I santissimi, 1974) B. Blier ha fatto un film sull’omosessualità divertente, non pesante né volgare. Non è poco. (Morandini)

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