Io vi dichiaro Marito e Marito

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Io vi dichiaro Marito e Marito

Chuck e Larry sono l’orgoglio della loro unità di pompieri. Chuck ama spassarsela mentre Larry, rimasto vedovo, non ha in testa che il bene della sua famiglia. Quando un burocrate troppo zelante mette il naso nelle carte della polizza sulla vita di Larry, Chuck è pronto ad aiutarlo. I due pompieri fingono così di essere una coppia gay sposata per ricevere i benefit domestici riservati ai partner. Il film era stato abbandonato dal regista David Dobkin per disaccordi con la Universal Pictures (15/3/06)

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8 commenti

  1. Una commedia divertente che vede i due protagonisti Adam Sandler e Kevin James inscenare un rapporto di coppia omosessuale solo per pure questioni burocratiche e per consentire che al primo (Sandler) nel caso che al secondo (James) accada qualcosa poiche’ rimasto vedovo della moglie, vada la custodia dei figli. Non credo che il film sfrutti malamente la tematica gay per arruffianarsi il pubblico, a mio avviso il messaggio per quanto un po demagogico risulta nel complesso positivo. Attraverso la necessita’ di far fronte ad una questione privata, i pregiudizi che i due protagonisti hanno sulla comunita’ gay vengono sfalsati, arrivando a sensibilizzare la propria coscienza e giungendo a compiere un salto qualitativo sulle proprie vite. Personalmente l’ho trovato carino, consigliabile per futuri Gay Friendly con ancora qualche riserva da abbattere riguardo il nostro mondo.

  2. zonavenerdi

    Commedia tutto sommato carina, ma c’è un fatto cfhe poprio non mi va: in questa storia non si è presente ad una coppia gay, ma a due amici cvhe per alcune necessità fingono (e nepure tanto bene) di esserlo. Quindi siamo di fronte a un film che sfrutta la tematica glbt perchè è un argomento caldo.

  3. Il film non spiccherà in originalità, ma per dio! Io l’ho trovato molto divertente! I due bambini di Larry in particolare sono assolutamente fantastici xD!
    Ogni tanto fa bene vedere qualcosa che non finisca in modo tragico o non sia intriso di morte e drammaticità…questo film mette in OTTIMA luce la comunità gay, ed il fatto che sia una commedia così soft lo rende fruibile da molte più categorie.
    Un film che farei vedere anche ai bambini.

  4. Il nucleo tematico di questa commedia è una lettura ironica e divertita dell’attuale riflessione sulle post-identità sessuali e di genere, sulla messa in discussione di istituti parentali e genitoriali inadeguati alle nuove soggettività sessualmente metamorfiche. E se pur non mancano vere lezioni di tolleranza (Larry riconosce alla fine che la parola frocio è unpolitically correct, l’eterissimo capitano dei pompieri che impartisce all’aula di tribunale una autentica lezione di queer theory) nondimeno la rappresentazione che del “divenire gay” emerge è impietosa. Il film è un tripudio di macchiette e stereotipi, di stupiderie fin troppo abusate nella cinematografia di ispirazione camp e gay friendly. E se un matrimonio gay di convenienza tra due maschioni etero dimostra tutta la sua incongruenza, c’è sempre la celebrazione di un matrimonio vero tra due gay a ricordarci che in ogni commedia che si rispetti è immancabile il lieto fine. Ma a chi giova tutto ciò?

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Farsa insopportabile su due pompieri machi che si fingono gay conviventi d’amore per non perdere i vantaggi della pensione. La burocrazia indaga, non è facile fare la commedia omo: una serie di gag di pessimo gusto e di coatta volgarità, fintamente riscattate alla fine, dopo il processo, da una lezioncina di tolleranza sul sesso che ognuno gestisce come vuole. Adam Sandler tiene la scena, sbaciucchia il suo partner e seduce la bellona di turno, ma tutto gira a vuoto in una serie di scenette d’avanspettacolo (Corriere della Sera)

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