The Hours

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The Hours

Grandissimo il libro da cui è tratto e grandissimo anche questo film. Forse il film è ancora più comprensibile, e quindi godibile, nella rappresentazione delle tre protagoniste che appaiono tratteggiate molto bene nelle loro scelte: Virginia si uccide perché depressa, insoddisfatta e costretta a stare lontano da Londra, Laura abbandona la famiglia perché finalmente si accetta come lesbica e Clarissa soffre perché davanti alla morte dell’unico vero amore della sua vita, un amico omosessuale che sta morendo di aids (interpretato favolosamente da Ed Harris). Un film che non vi abbandonerà facilmente.

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24 commenti

  1. Ho rivisto recentemente The Hours e debbo dire che l’ingranaggio narrativo e’ perfetto nella sua capacita’ di coinvolgere emotivamente lo spettatore. Un senso di completa inquietudine e ansia me lo hanno lasciato pochi films, fra i quali Philadelphia, seppur narrativamente parlando per nulla l’ uno assomigli all’ altro. La tensione cresce di scena in scena, e’ come se i confini fra le tre storie che vedono protagoniste Virginia Woolf (Nicole Kidman), Laura (Julianne Moore), Clarissa (Meril Streep), si assottigliassero sempre di piu’ al fine di creare la storia di un’ unica donna. Ormai si e’ convalidata in me l’idea che il piccolo Richard figlio di Laura prenda spunto dal bambino che fu Michael Cunningham autore del romanzo dal quale il film e’ tratto. E che Laura interpretata da Julianne Moore sia stato nella sua creativita’ di scrittore l’incipit sul quale costruire il resto della storia. Richard e’ Michael Cunningham, la stessa sensazione vibra anche all’ interno del romanzo. Un film splendido, per regia e interpretazioni. Ho amato tutte e tre le protagoniste, ma a Julianne Moore va una menzione speciale. La dolente rappresentazione della condizione della donna nella soffocante America degli anni 50′ pre-femminismo, strappa la pelle dalle ossa.

  2. istintosegreto

    Nel precedente commento avevo affermato che non avrei mai letto LE ORE, cioè il libro da cui il film è tratto. Mai dire mai: dopo aver sentito lo scrittore Paolo Giordano che, in un’intervista, citava Cunningham come il suo autore preferito, ho deciso di prendere in mano un paio di suoi romanzi. Ora posso dire che THE HOURS mi ha emozionato più in versione cinematografica… e per questo ringrazio le interpreti. Tutte perfette, ma alla Moore è toccato il personaggio più complesso. Non dev’essere stato facile, senza i lunghi monologhi interiori della versione cartacea, riuscire ad infondere nello spettatore il senso di prigionia che soffoca Laura in quella vita esteriormente perfetta. Bel romanzo, ma non mi rimarrà nel cuore nel lungo periodo. Il film invece sì, poiché epurato da alcune lungaggini (Cunningham tende ad essere prolisso quasi quanto la sua amata Virginia Woolf) e, come ho detto poc’anzi, le attrici tirano fuori l’essenza dai loro personaggi, lasciando a coloro che si trovano davanti allo schermo il gusto di lasciarsi coinvolgere.

  3. sinestesia86

    E’ una poesia perfetta. Tratto da un libro intenso di Michael Cunningham. Un viaggio nella mente delle donne. Le protagoniste non sono mai state così brave, lasciano senza fiato. Raramente ho visto un film così bello.

  4. luca/ch

    Lo scorrere dell’esistenza può diventare un fardello troppo pesante da sopportare. Cedere o meno sotto il suo peso è una questione di scelte: soccombere inevitabilmente, ossessionati da una crudele felicità che non vuole saperne di muoversi nella propria direzione oppure scegliere di andare verso la possibile salvezza anche se al prezzo di quella altrui. Un dramma del cui epilogo gli “altri” non possono far altro che prenderne atto. Film bellissimo.

  5. damages79

    le ore… a volte pesano come macigni, difficili da mandar giù e ancor più da digerire e sopportare. ognuno le affronta come può: cercando di soffocare il silenzio e affrontando i fantasmi del passato, cercando la morte per ritrovare la vita o rompendo con il passato per tornare a vivere. un film, the hours, difficile da affrontare se non si è consapevoli di come l’esistenza possa spesso risultare drammatica. un cast stellare e la meravigliosa colonna sonora di p. glass aggiungono un tocco di classe ad una pellicola che non potrà essere facilmente dimenticata.

  6. enola

    Bellissimo film, interpreti perfetti e regia magistrale, l’intreccio delle storie è efficace, calibrato e la Kidman supera davvero se stessa nel ruolo di Virginia Woolf. Meraviglioso,come sempre, Ed Harris, nella sua straziante intensità, in parte anche per merito di un ottimo doppiaggio. Assolutamente da vedere. Ora però voglio leggere il libro…

  7. perles75

    Un po’ tendente al manierismo ma comunque un film bellissimo da vedere, per le ricostruzioni storiche, il gioco tra le epoche con i vari richiami l’una con l’altra, per la musica splendida e adattissima che fa parte del film come un attore a se stante, e ovviamente per la prova delle tre protagoniste. 10!

  8. daniele

    Cast stellare, regia superba, colonna sonora incantevole, storia/e commuoventi… Insomma, un capolavoro! Consigliatissimo anche il romanzo della Wolf, capolavoro della letteratura inglese insieme a “Gita al faro”…

  9. istintosegreto

    Premetto che il libro non l’ho letto e non lo leggerei. Ho vito il film con poca convinzione, e solamente per verificare se meritava le lodi che lo accompagnarono all’epoca dell’uscita. In effetti il mio parere è del tutto positivo. Con una serie di artifici che vanno dalla scelta dei colori, alle musiche, ai dialoghi scarni, la trama riesce a precipitare lo spettatore nel senso di profondo malessere interiore vissuto dalle protagoniste.
    Inutile soffermarsi sulla bravura delle interpreti…

  10. Film bellissimo e ben fatto dal capolavoro di M. Cunningham.

    Ma perché hanno imbruttito così tanto la Kidman?
    VIRGINIA NON ERA COSì BRUTTA!!!!!
    A parte che non aveva gli occhi azzurri (come l’attrice), ma verdi!

  11. Jim Puff

    Bello e toccante il film come è bello il libro di Cunningham da cui è tratto.
    Tre storie di donne, unite da un filo comune, davanti a scelte esistenziali.
    Storia intimista e delicata resa magistralmente da un’interpretazione svuotata (a intendere la distanza dalla vita) di Kidman, Moore e Streep.
    E’ un film che ti scalda il cuore, da vedere quando il freddo ci attanaglia i sentimenti!

  12. Giocasta

    L’ho appena finito di vedere con mia nonna.

    Mio commento: bellissimo e commoventissimo.
    Mia nonna: Ma poveri sti uomini con ste mogli pazze (non aveva capito il dramma interiore di Virginia e di Laura Brown!!!)

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Varie

Tre storie di donne che vivono in periodi diversi ma che hanno come comune denominatore il romanzo “Mrs. Dalloway” di Virginia Woolf. Nel 1923 la stessa Virginia Woolf mentre sta scrivendo il libro si trova a dover combattere contro la depressione e il pensiero del suicidio. Nel 1949 Laura Brown, casalinga di Los Angeles in attesa di un bambino, deve organizzare una festa per il compleanno del marito ma non riesce a staccarsi dalla lettura del libro della Woolf. Nella New York del 2000, Clarissa Vaughn vuole dare una festa per l’amico e ex compagno Richard, famoso scrittore che sta morendo di AIDS, che la chiama ‘Mrs. Dalloway’.

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