Ex Drummer

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Ex Drummer

Tre giovani con problemi psichici vogliono fondare una band ma non trovano un batterista, così chiedono ad un famoso scrittore di diventare il loro batterista e di portarli al successo. Un film generazionale sulle onde della musica Rock e Punk.
Il nuovo “Trainspotting”. Tre musicisti disabili, drogati marci, stanno cercando un batterista per la loro Rock band. Dries, un famoso scrittore, sembra l’uomo giusto, per partecipare al più grosso raduno di musica fiammingo. Una gara senza esclusioni di colpi. È necessario che anche Dries abbia un’invalidità: così si inventa di non saper suonare la batteria. Nascono i The Feminists. Gli altri membri della band sono: Koen, un violento stupratore; Ivan, un rozzo tossico finto sordo; Jan, un omosessuale con complessi materni. Dries viene risucchiato dal fascino che prova nei confronti dei The Feminists. Ma lo stesso cercherà di manipolarli fino a portarli ad odiarsi spietatamente l’un l’altro. Però la verità non è come appare….

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2 commenti

  1. Questo film fa veramente cagare, se il regista voleva essere Underground il risultato e’ che riesce ad essere solo patetico. Consigliabile a chi vuole infarcirsi i sensi con un una bella dose di spazzatura audio/visiva.

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COMMENTO

Fino a quando potremo vedere film come questo significa che il cinema non è ancora stato risucchiato completamente da quella fabbrica del denaro che sembra essere sempre più allergica alla creatività, all’innovazione e a tutto ciò che, per un verso o per un’altro, potrebbe scandalizzare.
All’opposto questo film sembra fatto proprio per recare scandalo e ribrezzo a qualsiasi tranquillo bempensante. Eppure Dries, il protagonista di questa storia, ai limiti dell’horror, è proprio uno di questi borghesi arrivati e apparentemente felici. E’ uno scrittore di successo che vive in una moderna e agiata residenza (dove lo vediamo spesso meditare completamente nudo), con una moglie sexy e vogliosa, anche di sesso lesbico. Li vediamo infatti impegnati in contorsionistici rapporti di sesso a tre con la figlia di un ministro, probabilmente l’unica trasgressione che possono concedersi. Ma l’ispirazione alla scrittura richiede continui stimoli, cos’ì il nostro eroe, inizialmente titubante, decide di esplorare (ma poi anche di colpire mortalmente) quel mondo sottoproletario fatto di emarginati, drogati e psicotici che hanno come unica valvola di sfogo la musica hard rock esibita nei locali underground del posto.
Capita infatti che una di queste band, composta da due chitarristi e un cantante, ognuno con un handycap particolare (uno è sordo o quasi, un altro è un misogino stupratore e il terzo ha un braccio paralizzato) si rivolgano a Dries per chiedergli di partecipare come batterista e potere così iscriversi al concorso per la migliore band dell’anno.

Il film segue quindi la vita e le sessioni di prove di questa band, battezzata per l’occasione “The Femminist” dallo scrittore batterista, ma in realtà i componenti sembrano essere l’esatto contrario del femminismo. Uno dei membri della band, Jan Verbeek, quello dal braccio inerme, è gay dichiarato, ha diversi amici gay coi quali scopa tranquillamente, un padre malato che per sicurezza viene tenuto legato nel letto e una madre che diventerà la menager della band. Il tema dell’omosessualità è predominante nel film, tanto che potremmo definirlo con tranquillità un film gay. L’omofobia emerge solo a tratti come un retaggio del secolo passato. Anche il coming out di Jan davanti al padre immobilizzato nel letto, un ex militare, è più patetico che traumatico. L’episodio della sodomizzazione con un membro vero di 50 cm, per il danno o il piacere di uno degli amici gay di Jan, è più una presa in giro del mito della virilità che colpisce sia etero che gay, che una condanna dell’ingordigia di alcuni (Jan ne è completamente immune).

Jan alla fine si rivelerà il vero eroe di questa storia tragicomica che mette in mostra il peggio della nostra società ma solo per dimostrarci che in realtà il peggio sta altrove, dove è più consapevole, più determinato, più ipocrita, più crudele.

NOTE DEL REGISTA

Ex-Drummer si muove in diverse direzioni. Da una lato vi è un rock’n’roll di nicchia che come micro-biosfera considero cinematograficamente estremamente interessante. D’altro canto invece ci sono i piccoli e numerosissimi localini dove, di continuo, inseguendo il successo, suonano tantissime rock band: un ambiente particolare e grottesco. Ogni villaggio nelle Fiandre ha una o due band che, in modo bizzarro, sembrano essere le più famose del mondo, invece sono conosciute solo nel loro piccolo villaggio. Creano il proprio mondo di cliché di rock’n’roll che spesso termina nella pazzia e nell’abuso di droghe.

Chiaramente il più importante ed interessante elemento del film è il protagonista. Una prima occhiata ci mostra un individuo piuttosto comprensivo ed umano, anche se un po’ arrogante. Come un eremita sta vivendo lontano dalle droghe e dall’alcool, fuori da “la cattiva vita”. Sta soprattutto a casa nel caldo utero del suo amore, Lio. Chiunque penserebbe che è completamente felice. È benestante, è un affermato scrittore e la sua ragazza è una delle più belle creature che abbia mai conosciuto. Ma lo vediamo lasciare questo protettivo ambiente, “come gli Dei Greci lasciarono l’Olimpo”, per mescolarsi con la teppaglia umana, creando scompiglio.

La musica è uno degli elementi più importanti dei miei lavori. Ex Drummer è un esperimento musicale. Credo che sarà un film “orecchiabile”, cosa logica dato che la maggior parte della storia si svolge in mezzo ai concerti. Ho utilizzato talenti musicali e canzoni note proprio per non dare l’impressione che i personaggi stessero vivendo fuori dal mondo.

Koen Mortier

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