Dallas Buyers Club

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Dallas Buyers Club

Standing ovation al Toronto FilmFestival 2013 dove il film (diretto dal regista del film cult gay C.R.A.Z.Y.) è stato presentato in anteprima mondiale. Anche la critica scrive ottime recensioni, mettendo in risalto la superba interpretazione di Matthew McConaughey, che per il ruolo ha perso 23 chili, ed è un sicuro candidato agli Oscar. Altrettante lodi vengono attribuite a Jared Leto, anch’esso assai dimagrito, nel ruolo di una transgender (in conferenza stampa ha detto che il suo personaggio lo ha aiutato a capire meglio le donne). Il film ci racconta la storia vera (forse un po’ romanzata), che inizia nel 1986, del rude texano Ron Woodroof, uno sboccato elettricista, donnaiolo, sessista, razzista e soprattutto omofobo. Per lui le donne sono “pussy,” i gay sono “faggots,” e gli arabi sono “sand niggers.” All’inizio del film lo vediamo a letto con due prostitute, sciorinare insulti omofobici e razzisti, scappare con i soldi delle scommesse da una folla di inferociti giocatori dopo aver dato un pugno al suo amico poliziotto. Accade però che un incidente sul lavoro lo porti al pronto soccorso dove gli viene diagnosticato il virus HIV. In quegli anni l’Aids era attribuita prevalentemente agli omosessuali, per cui il nostro eroe deve adesso subirsi, anche dagli amici e colleghi, tutte le ingiurie che lui stesso faceva. Verremo a sapere che il virus HIV gli è stato trasmesso da un rapporto non protetto con una prostituta tossicodipendente. I medici, vista la quasi totale assenza di linfociti CD4+, assegnano a Ron solo 30 giorni di vita. Ron, convinto che l’HIV uccida solo gli omosessuali, ignora quanto diagnosticato e continua avivere come prima. Ben presto si accorge che sta gravemente peggiorando, nonostante assuma l’AZT, unica medicina permessa dalla FDA e supportata dalle grandi compagnie farmaceutiche. In effetti l’AZT aveva effetti secondari così gravi che spesso acceleravano la fine del paziente. In ospedale Ron fa amicizia con Rayon, un transessuale sieropositivo superbamente interpretato da Jared Leto, capace di rubare la scena a chiunque (un ruolo che lo inserisce definitivamente tra i grandi attori di Hollywood). Rayon non è il solito stereotipo trans, ma una complessa e commovente figura, capace di trasformare la vita di chiunque l’avvicini. Succederà anche a Ron che dovrà ricredersi su molti preconcetti e comprendere come tutti abbiano il diritto di essere rispettati e vivere la propria vita. Dopo un viaggio in Messico, Ron viene a sapere di medicine alternative, che porterà illegalmente negli USA, dove, con l’aiuto di Rayon, crea i Dallas Buyers Club, permettendo a tutti di acquistarle. La cosa crea subbuglio nell’industria miliardaria dei farmaci che, con il vergognoso aiuto del servizio sanitario nazionale (FDA), combatte in tutti i modi l’iniziativa di Ron e Rayon. E’ una lotta impari, Davide contro Golia. E’ più importante salvare vite umane o rispettare le regole che difendono gli interessi del businness? Il film fa una chiara e coraggiosa denuncia, attraverso la storia di un uomo che doveva morire entro un mese e che invece sopravviverà per altri sei anni, scoprendo e difendendo con altruismo una fetta di umanità prima da lui vezzeggiata.

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La recensione del critico e scrittore Vincenzo Patanè

"Dallas Buyers Club" di Jean-Marc Vallée

Questo film al box office

Settimana Posizione Incassi week end Media per sala
dal 13/03/2014 al 16/03/2014 20 39.600 1.414
dal 6/03/2014 al 9/03/2014 16 78.634 1.572
dal 20/02/2014 al 23/02/2014 18 29.257 1.125
dal 13/02/2014 al 16/02/2014 14 95.957 1.332
dal 6/02/2014 al 9/02/2014 12 254.764 1.687
dal 30/01/2014 al2/02/2014 9 418.575 2.847

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8 commenti

  1. Mi è piaciuto per la bravura dei personaggi. La storia (vera) è cruda ma che ben venga. Che si sappiano le schifezze fatte dalle lobby farmaceutiche, negli U.S.A. Ma ahimé in tutto il mondo

  2. thediamondwink

    Non conoscevo, da ignorante che sono, la storia di Woodroof, e, anche se un po’ troppo romanzata per i miei gusti, devo dire che è stata raccontata abbastanza bene. Tutto gira intorno al denaro, nemmeno al sesso, ma solo e semplicemente al denaro, che è il vero ed unico protagonista del film. Bravissimi gli attori, inquietante i complotti governativi con le case farmaceutiche, mi spaventano queste cose, mi chiedo sempre se queste aziende siano davvero interessate alla risoluzione dei problemi o soltanto ad arricchirsi sfrontatamente sulle spalle di chi soffre! Considerazioni, le mie, che lasciano il tempo che trovano, anche perchè non avrò mai delle risposte…
    Il film comunque è da vedere, sicuramente indispone il personaggio perchè molto ottuso e ignorante, ma alla fine fa anche un po’ tenerezza …

  3. Il film di Jean-Marc Vallée è essenzialmente il racconto di una storia di riscatto e di rivolta contro il potere precostituito, in questo caso rappresentato dalle lobby delle industrie farmaceutiche e della famigerata FDA (viene quasi automatico il parallelismo con quello che sta accadendo negli ultimi tempi qui da noi per il caso Stamina). E’ la storia di redenzione, quasi di santificazione di Ron Woodrof che da rude, ignorante e zotico elettricista e cowboy da rodeo, alla notizia della sua malattia, intraprende un percorso irto di ostacoli a cominciare dall’essere considerato un escluso, al pari di quel “branco di froci” che tanto detestava, un percorso fatto di manette, di arresti, di fughe e di ricerca ossessiva di denaro per salvare vite umane, un percorso che lo porta a trasformarsi in un eroe atipico, della stessa stirpe regale degli eroi western di Hollywood, pronto a lottare per avere ancora di che sperare, per il suo fortissimo anelito di sopravvivenza. Un film bellissimo, carico di contenuti, a metà strada tra una epic novel e un road movie, con l’AIDS a fare da sfondo, quando in molti avrebbero scommesso che non c’era poi molto altro da aggiungere dal punto di vista filmico, dopo un capolavoro come Philadelphia. E invece, quasi agli antipodi dell’Andrew Beckett di Tom Hanks, il Ron Woodrof di Matthew McConaughey sorprende e commuove, portando sulle sue spalle smagrite quasi l’intero peso della storia e del film. Se Oscar deve essere per questo attore dalle riscoperte doti interpretative dopo le eccellenti performance in “Killer Joe”, “The paperboy”, “Il lupo di Wall Street”, “Mud” e “Magic Mike”, che sia per la sua partecipata e vibrante interpretazione di Ron Woodrof. Applausi anche per Jared Leto, che giganteggia pur nel ruolo più piccolo ma indimenticabile di Rayon. Un piccolo film che resta nella mente anche dopo giorni dalla visione.

  4. Struggente e abbastanza realistico, anche se non è una riproduzione del tutto fedele del “vero” Ron Woodroof (che non era poi così omofobo, come recentemente rivelato in un articolo su Slate.com), il film è una narrazione appassionata sulla voglia di vivere e di non arrendersi mai. Matthew McConaughey e Jared Leto sono fantastici. Imperdibile.

  5. Ciao perugia14. Uscirà il 30/01, io lo vedrò sicuramente (sperando arrivi nella mia città) dato che il regista è lo stesso del film C.R.A.Z.Y. che è uno dei miei film preferiti a tema. Ai golden globe hanno vinto Matthew McConaughey (miglior attore protagonista dramma) e Jared Leto (miglior attore non protagonista dramma)

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trailer: Dallas Buyers Club

Varie

Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani SNCCI.

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In un periodo incerto nella storia americana, un uomo con i suoi difetti lotta per la sopravvivenza. Ispirato a fatti realmente accaduti, Dallas Buyers Club racconta la storia sulla tenacia di Ron
La Good Films distribuisce il film in Italia dal 30 gennaio 2014

Woodroof attraverso lo sguardo del regista Jean-Marc Vallée, su una sceneggiatura originale di Craig Borten e Melisa Wallack. Il vincitore dello Spirit Award, Matthew McConaughey veste i panni di un personaggio reale, che per il proprio interesse è spinto a qualcosa di molto più elevato.
Figlio del Texas, Ron Woodroof è un elettricista e un cowboy da rodeo. Nel 1985, vive un’esistenza secondo le proprie regole, indipendente. Ma come un fulmine a ciel sereno, scopre di essere sieropositivo con una prognosi che lo condanna a 30 giorni di vita. Ron rifiuta di accettare questa sentenza di morte e, di fatto, reagisce.
Ricerche rapide sulla sua grave condizione lo portano a scoprire una serie di medicinali e terapie non ancora approvate dal ministero. Decide così di oltrepassare il confine. In Messico impara le procedure per alcuni trattamenti alternativi che comincia a esportare di contrabbando, andando contro la comunità scientifica e i medici specializzati, compresa la sua terapista, la dottoressa Eve Saks (la vincitrice dello Screen Actors Guild Award, Jennifer Garner) preoccupata del suo caso.
Completamente al di fuori della cerchia omosessuale, Ron trova un improbabile alleato in un paziente malato di AIDS, Rayon (l’attore premiato con il Gotham Independent Film Award, Jared Leto), giovane transessuale che condivide con Ron un attaccamento spassionato alla vita. Ma anche uno spirito imprenditoriale: per evitare sanzioni governative dovute alla vendita non autorizzata di farmaci e articoli sanitari, fondano un “buyers club” (un ufficio acquisti), per cui i sieropositivi pagano quote mensili adeguate per avere accesso alle forniture di nuova acquisizione. Nel cuore del Texas, l’iniziativa del collettivo clandestino ideata da Ron prende il via, presto aumentano i clienti e i sostenitori. Ron si batte per la dignità, l’informazione e l’accettazione. Negli anni successivi alla diagnosi, il vessato Cavaliere Solitario vive a pieno la vita come non mai. (Distribuzione)

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In 1986, the AIDS crisis was still a misunderstood horror, withering then taking its victims, alarming the public and confounding the doctors who sought a cure. In Texas, Ron Woodroof stood beyond the fear of AIDS. He was clueless. So when this boozing, foul-mouthed, womanizing heterosexual contracted HIV, his response was instinctive: Bullshit.
Dallas Buyers Club draws on his true story. When Woodroof (Matthew McConaughey) is told that he has only thirty days to live, he pleads with a doctor (Jennifer Garner) for what was then an experimental drug, AZT. But he refuses to submit to a clinical trial, so he steals the drug — taking his first dose with a beer chaser and a snort of cocaine. When the AZT dosage makes him sick, he seeks out alternative medicine. Never one to heed rules, Woodroof smuggles unapproved treatments over the border from Mexico. Along the way, he strikes up an unlikely alliance with Rayon, a sleek but troubled drag queen, played with stunning conviction by Jared Leto. The pair teams up to sell treatments to the growing numbers of HIV and AIDS patients unwilling to wait for the medical establishment to save them. It’s a classic story of American enterprise. (TIFF.net)

CRITICA:

“…Vallée’s direction of the story is impressive. He takes artistic liberties we haven’t seen him attempt before and does a comparable job at bringing the unfocused and at times, jumbled narrative to the screen. Craig Borten and Melisa Wallack pen the script from an honest place. The “Inspired by true events” phrase that’s plastered on the film’s poster should have allowed a more cohesive and finely tuned story to be constructed. Their decisions on where to focus Woodroof’s life during his first year living with HIV didn’t give the film a thematic foundation to connect with. I wasn’t sure if I was supposed to be watching a socially political film that highlights the intolerance of homosexuals in the 80’s or a politically-motivated drama that highlights the injustices that our own government takes on its people. You can make the argument that it’s a blend of the two, but the way the events unfold and are represented don’t necessarily ring authentic. If anything, they paint a poorly constructed portrait of homosexuals and victims of HIV and AIDS during a very difficult time in our nation where anyone was looking for an outlet of longevity. We know lots about the traumas and prejudices of our victims during the AIDS epidemic and the battles they fought just to simply live. There’s no other message or values that the film presents that I haven’t already heard in “And the Band Played On” and “How to Survive a Plague.” The performances in the film rise above any flaws that the script may slip into. McConaughey is the best I’ve ever seen him. Simply a delight from head to toe, beginning to end. What I haven’t started to uncover is the revelation that is Jared Leto as the lovable and AIDS-stricken Rayon. Leto, who has been away from the game for some time as he focused on his music with his band “30 Seconds to Mars” showcases one of the year’s finest turns and the best he’s ever delivered. Every time the talented Leto is on-screen, he steals focus from everyone around him. He manages to illuminate the pain and horror of the human spirit as it deals the inevitable notion that fairly soon, you will die. You won’t see a more devastating turn or a greater example of masking the real emotions of the being this year. A Supporting Actor contender has emerged…” (Clayton Davis, IMDB)

“…“Dallas Buyers Club” then effortlessly glides into a different gear, with Woodruff smuggling in carloads of unapproved (but not illegal) medication. Even though he has his own relative health as proof to potential buyers (he still looks rail thin, but not death’s door sickly) he begrudgingly teams up with that former hospital roomie for a distribution network.
That man is Rayon, a trans* individual played by Jared Leto, a perfect performance coming to us at a perfect time. Rayon isn’t just the wacky gay friend – he is a complex and heartbreaking figure, and Leto tears into this role with everything he’s got. His portrayal of Rayon is imbued with such heart that no one will doubt that his struggles are enough to change the heart and mind of someone so rough-around-the-edges as Woodruff. With “Dallas Buyers Club” Leto elevates directly to the top of the A-List. His career will never be the same.
Not to disregard McConaughey. His physical transformation for this role is remarkable, as is his ability to somehow win our sympathies before his attitude changes. Once Woodruff has a clear mission, it is quite fun to rally behind him. It makes you wish he’d found this industrious side of himself before getting sick… McConaughey and Leto don’t just give voice to the disenfranchised of the 1980s, but all people suddenly faced with impossible challenges. The fireworks caused by pitting never-say-die Texas bravado against heartlessness is a powerful mix, and “Dallas Buyers Club” somehow manages to be an inspiring tale amidst all this sadness… VOTO: 8,5” (Jordan Hoffman, Film.com)

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