Closet Monster

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Closet Monster

Film vincitore al prestigioso Toronto Film Festival, come miglior film canadese, si aggiunge alla ormai lunga fila di film a tematica gay che s’impongono nei festival internazionali di questi ultimi anni. Ci basta ricordare “Desde Allà” alla Mostra del Cinema di Venezia 2015 e “La vita di Adele” Palma d’Oro a Cannes 2013. Da notare che questo film, che ripercorre in modo originale le tribolazioni di un coming out adolescenziale, è l’opera prima del 26enne Stephen Dunn, quindi ancora più stupefacente, soprattutto per le qualità stilistiche che dimostra. Da notare anche la particolare finezza con cui affronta tematiche difficili, come, ad esempio, il fastidio, quasi l’orrore, con cui il protagonista deve superare la paura del sesso anale. Noi ci siamo subito innamorati del personaggio di Oscar, il bravissimo attore Connor Jessup, (da notare l’empatia con cui la regia segue tutti i personaggi, sia buoni che cattivi), un giovane al suo ultimo anno di liceo in una piccola città che, bravissimo nel make-up, aspira a frequentare una scuola d’arte. Sogna insieme alla sua amica Gemma di fuggire a New York e nei momenti più intimi si confida col suo criceto (cha ha la voce di Isabella Rossellini). Sulle sue spalle pesa un passato non facile, con genitori ora divorziati, che non l’hanno mai compreso. Un padre che fatica a stare in piedi e che è l’essenza dell’omofobia. Una madre che lo traumatizzò quando abbandonò la famiglia. Tremendo fu anche quando vide dei bulli stuprare un ragazzo con un tubo d’acciaio. La sua vita cambia quando incontra il bello e ribelle Wilder (Aliocha Schneider), che lo aiuterà a risolvere i conflitti interiori ed i traumi della sua giovinezza. Inizia con lui un viaggio pieno di avventura, di scoperta di sè, di superazione del dolore e di accettazione… Un film che scorre via senza inutili divagazioni o rallentamenti, con dialoghi magistrali e soprattutto il ritratto a tutto tondo di un personaggio, Oscar, che si manifesta nei suoi pregi e nei suoi difetti, e che forse proprio per questo amiamo ancora di più. Il film ha inaugurato la sezione indipendente ” Alice nella Città” della festa del Cinema di Roma 2015. La critica Gentili Giada (Melty.it) lo commenta così: “Il mostro nell’armadio [del titolo] sono i vestiti della mamma di Oscar, andata via di casa quando lui era ancora piccolo; il percorso di accettazione dell’omosessualità è il corpo centrale dell’opera, che si tinge di meravigliose metafore visive e la voce di un criceto, doppiato – se così si può dire – nella versione originale,da Isabella Rossellini. L’animaletto si chiama Buffy, il grillo parlante nei toni ironici e la profonda coscienza nei momenti più difficili per il protagonista. Non immaginatevi Stuart Little: appena ho visto questa specie di topo ad inizio film mi si è accapponata la pelle, uscita dalla sala quasi volevo cercare nei tombini di Roma per adottarne uno. “Closet Monster”, oltre l’averne apprezzato la solida costruzione dei personaggi e una regia modellata con cognizione sulla storia (anche se in alcuni momenti troppo didascalica), ha sollevato in me una grande e solenne domanda: perché in Italia non si riescono a realizzare film che parlino dell’amore omosessuale in maniera tanto onesta?…

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5 commenti

  1. solokiefer

    Il ragazzo che parlava col criceto.
    Bel film sull’adolescenza di Oskar, sull’odio totale per la sua città, sull’essere diverso e su quanto sia difficile accettarlo, sul desiderio di partire e realizzarsi.
    Il film amalgama benissimo la vita reale del protagonista con assurdi no-sense disseminati ovunque: il suo miglior amico è un criceto con cui parla amabilmente e al quale spetta la migliore battuta del film, talvolta vomita viti e ad un certo punto – mentre si masturba – scopre che il suo cazzo è diventato una barra di ferro. Accanto a tutto questo, accadono cose assolutamente normali: i genitori divorziano e lui resta col padre strambo, ha una cotta per il collega super figo e super etero.
    L’attore, Connor Jessup, è bravo a trasmettere tutta la goffaggine di un personaggio immobilizzato da paure che si porta dietro dall’infanzia.
    La forza del film sta nell’equilibrio perfetto tra follia grottesca e vita ordinaria, senza mai la minima sbavatura

  2. Non capisco molto bene la logica di certa distribuzione. Questo film l’ho trovato recensito bene e alla fine l’ho trovato anche in rete. Altri film made in Europe sono quasi introvabili e scarsamente recensiti, film che, comparati a questo, mi sembrano di gran lunga superiori
    Il regista ha solo 26 anni, va bene, ma vuole raccontare troppi temi che necessariamente non sono legati gli uni agli altri. Non capisco, ad esempio, come l’abbandono della madre del protagonista nell’infanzia e la relazione conflittuale padre-figlio siano connessi al trauma psicologico rappresentato come flash back in un cimitero e al fatto di essere gay, con la vicenda coming out con il crescendo ed esplosione finale che dovrebbero rappresentare il percorso di maturazione. Inevitabilmente alcuni di questi plot rimangono solo accennati oppure entrano in contraddizione tra loro. Il padre a volte sembra un mostro, a volte l’unica persona che si sia presa cura del protagonista fino a costruirgli la casetta sull’albero. Alcune idee (il criceto) e alcuni guizzi (la fuga alla festa) intrigano e mi fanno dire che il film non è male. Bene che ci siano questi film, vorrei che ce ne fossero di più, ma volete mettere questo contro un Departure o un Quand on a 17 ans -sempre film 2016? Andiamo….

    • in italia l’hanno presentato nel 2015, ma non sono stata in grado di sapere se è stato mai trasmesso nei nostri cinema. negli USA ora lo stanno trasmettendo mentre in Canada è già uscito nelle loro sale. In giro trovi solo il film in inglese e senza sottotitoli…

  3. Soletta

    Scusate, posso chiedervi dove posso trovare il film… ho seriamente cercato ovunque ma non c’è il Dvd… vi prego rispondete perché sono disperata e ho già contattato tutte le filmoteche o come cavolo si chiamano dei miei dintorni e giuro che nessuno sapeva che un film del genere fosse esistito… vi prego ho bisogno di saperlo

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CRITICA:

This movie is the most assured feature film debut since Xavier Dolan’s I KILLED MY MOTHER. Truthfully, I also have a soft spot for coming of age movies and when I met Oscar Madly, first as a 5-year-old then as a teenager (a stunning, natural performance by Connor Jessup) I was rooting for him every step of the way. Traumatized as a young boy by his mother leaving and then seeing the brutal rape of a young man by bullies using a steel pipe, Connor turned out to be a skilled make-up design artist, hoping to continue down that path with an acceptance to an art college. He confides all his secrets and dreams to his pet hamster (voiced by Isabella Rossellini) whose no nonsense and honest approach he finds refreshing. He is also gay and deep in the family closet (that’s still filled with his mother’s clothes) as his emotionally damaged father (Aaron Abrams) is homophobia personified. Oscar’s life changes when he meets the handsome and rebellious Wilder (Aliocha Schneider). His journey is now fraught with adventure, self-discovery, pain and acceptance.
There is nary a false note in CLOSET MONSTER. As a writer, Dunn has a flair for dialogue. It’s funny without being precious and sitcom-like and the story progresses with uncanny ease. As a director, he is flashy without being gimmicky and the affection he feels for all his characters, whether they be hero or foe or animal is genuine. Whereas I cannot wait to see what journey Dunn will take me on the next time, I am a happier movie camper for having seen and savoured CLOSET MONSTER. (George Kozera, blacksheepreviews.com)

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