Center of My World

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Center of My World

Il film è tratto dal romanzo di successo (un best-seller di ben 550 pagine) di Andreas Steinhöfel che con un andirivieni di presente e passato racconta la complessa storia di una famiglia medio-borghese, coinvolgendo diversi personaggi. Il regista Jakob M. Erwa ha sapientemente estratto dal romanzo la figura centrale di Phil (interpretato da bravissimo 18enne Louis Hofmann), un adolescente gay che, a differenza di quanto succedeva nell’acclamato “Summer Storm” di 12 anni fa, non ha più come problema principale l’accettazione della sua omosessualità, che qui è data per scontata e perfettamente digerita da tutti, madre compresa che se ne accorse quando Phil era giovanissimo. Questa cosa rende ancora più significativa la vicenda raccontata che si rivela comunque come un pugno nello stomaco degli eventuali spettatori omofobi, anche per esplicite e passionali scene di sesso gay. In merito il regista 35enne ha dichiarato: “Siamo abituati a vedere ovunque scene di sesso etero, anche molto forti, e volevo dimostrare che si possono vedere senza turbamenti anche scene di sesso omosessuale, senza cadere negli stereotipi del genere.  Anche perché questa è soprattutto una storia sulla famiglia, non volevo centrarla esclusivamente sull’aspetto passionale. Gli attori poi erano molto giovani, Louis diciottenne e Jannik ventenne, e anche per professionisti adulti è sempre dura trovarsi nudi sul set. Così, prima del film ci siamo ritrovati per un periodo insieme come se fosse una vacanza, abbiamo imparato a conoscerci, scherzato, giocato, li ho preparati, e alla fine la confidenza era tale che si poteva anche girare nudi per casa! Credo che anche questo abbia contribuito a creare l’alchimia che si respira nel film”. Il regista continua spiegando: “Ho letto il libro quando avevo vent’anni. Mi ha subito affascinato, perché è una storia dove c’è già  in partenza una totale accettazione dell’essere gay da parte del protagonista e anche della sua famiglia, dunque  l’omosessualità non è il tema centrale del romanzo. Ci sono voluti otto anni per ottenere i diritti, poi finalmente la produzione ha trovato il denaro per partire, e a quel punto ho iniziato a scrivere. Ho impiegato due anni, ma l’ho fatto in maniera istintiva e senza controllo da parte della produzione, perché volevo assolutamente mantenere un approccio personale”. E l’approccio personale risultante è assolutamente affascinante, sia per come è stata stesa la sceneggiatura (che diventa quasi un thriller), sia per l’approfondimento dei personaggi, con parole e immagini che ne colgono l’essenza. La storia inizia con Phil, 17 anni, che ritorna a casa (una bella villa nella periferia di un piccolo paese, davanti alla foresta) dopo una lunga vacanza in un campo estivo. Con lui vivono la sorella gemella Dianne (Ada Philine Stappenbeck) e la madre Glass (Sabine Timoteo) che ora, inspiegabilmente, non si parlano più, come avessero avuto un grave litigio. Phil cerca di indagare ma non ottiene risposte. Scopriamo che i due gemelli non hanno mai conosciuto il loro padre, del quale la madre non ha mai detto niente. Phil cerca di distrarsi ritornando al suo solito tram tram: andare a fare shopping con la sua migliore amica Kat, gustarsi gelati e trascorre pomeriggi immerso nella lettura. Intanto Kat gli parla di un nuovo affascinante ragazzo arrivato nella scuola, Nicholas (Jannik Schumann). Per Phil è un colpo di fulmine. Con qualche astuzia riesce ad avvicinarlo e scoprire che l’interesse è reciproco. Nasce così un rapporto intenso e passionale. Il suo primo vero amore gay. Ma sarà altrettanto per Nicholas? E cosa succederà quando dovrà affrontare i segreti della sua famiglia? Phil imparerà che comunque è sempre meglio affrontare i problemi piuttosto che sfuggirli, anche quando si teme che le risposte possano essere difficili da sopportare. Uno struggente ed accattivante viaggio verso la maturità condotto con sorprendenti qualità cinematografiche, un’ottima fotografia e ottime interpretazioni. Il film è in concorso al Giffoni Film Festival nella sezione dedicata ai maggiorenni.

synopsis

After a summer away at camp, Phil returns home to find that his mother, Glass, and twin sister, Dianne, aren’t speaking to one another. Not willing to confront his family during the last days of the summer holidays, Phil escapes to hang out with his best friend, eating ice cream and playing dress-up. As the school year begins, a new student arrives – the handsome and mysterious Nicholas. Smitten, Phil watches his crush as he runs around the track after school, and is thrilled when Nicholas returns his feelings.

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8 commenti

  1. solokiefer

    Dolan, giovanissimo super talentuoso regista canadese, fa già scuola.
    Eh si perchè se questa film ha un difetto (enorme però), è di ricordare in maniera impressionante i film e le dinamiche messe in scena dal giovane Xavier, non per ultimo l’uso della colonna sonora.
    Phil, giovane ragazzo tedesco, fa parte di una famiglia sgangherata composta da madre (brava l’attrice, ma troppi cliché nel descrivere una madre alternativa) e la gemella (personaggio troppo poco esplorato).
    E’ il racconto della prima storia d’amore di Phil, un bono incredibile di nome Nicholas, ancora però parecchio insicuro su cosa sia di suo gradimento a letto (tutto, apparentemente).
    Immagini ed sterni bellissimi, ottimo uso della colonna sonora, come già detto; la storia, abbastanza deboluccia rende il film tutto sommato gradevole, ma non certamente indimenticabile.
    Molto bene tutti gli attori, soprattutto il protagonista.

  2. visto…è bello, ma CAVOLO!!!!!! in sti film gay le relazioni finiscono tutte da schifo.
    voglio un film dove tutto finisce bene(visto che nella realtà l’amore non esiste)

    • graffio3

      Gab hai perfettamente ragione: il film è bellissimo, i protagonisti bravissimi e belli e le scene d’amore sono molto realistiche e romantiche, peccato che tutti i film che ho visto finiscano sempre male…..

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