Il Caimano

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Il Caimano

Un film attesissimo e attualissimo di un Moretti in grande forma. Il film potrebbe piacere a tutti, anche agli estimatori di Berlusconi perchè il ritratto che alla fine ne viene fuori è molto fedele al personaggio reale che parla solo citando suoi interventi pubblici (da tutti conosciuti e da metà degli italiani condivisi), e alla fine, quando è interpretato da Moretti nel processo che lo condanna a 7 anni, assurge a “vendicatore” con la folla che assalta il palazzo di giustizia (il suo sogno che diventa realtà, speriamo solo nel film).
Strepitose le interpretazioni di Moretti, e soprattutto di Silvio Orlando e Margherita Buy. Non altrettanto possiamo dire di Jasmine Trinca che nel film fa la parte di una regista debuttante che vuole realizzare il film su Berlusconi del quale ha scritto la sceneggiatura. E’ una ragazza lesbica che vive con la sua compagna e un figlio, ottenuto con l’inseminazione artificiale in Olanda. Sono anche molto bene inserite nelle loro famiglie originarie, e la regista è addiritura gelosa per le attenzioni della madre verso la compagna. Molto politically correct. Tutto questo veniamo a scoprirlo in un paio di scene di qualche minuto dove Silvio Orlando fa la parte dell’uomo comune scandalizzato da queste “incredibili” nuove realtà. Infatti il film non è solo la storia politica di Berlusconi, ma è soprattutto la storia privata dei due protagonisti che si stanno separando, forse malvolentieri, e di alcune persone del mondo dello spettacolo, giudicate forse, queste sì, con un po’ di cattiveria e ironia. Da non perdere, anche se il fatto che sia uscito nel pieno della campagna elettorale, potrebbe far mettere in secondo piano le sue notevoli qualità stilistiche.

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2 commenti

  1. Il film piu’ orribile di Nanni Moretti. La sua ossessione anti berlusconiana (per quanto giustificata!) qui diviene gigionesca. Avrei voluto che di lesbiche ne parlasse in un contesto che non fosse questo. Spero che torni presto il Nanni di Io sono un autarchico (graffiante), ecce bombo (epocale), la messa e’ finita (commovente), palombella rossa (geniale) e il mio adorato Caro Diario (spassosissimo), perche’ cosi’ proprio non se ne esce. Jasmine Trinca bella e brava, Margherita Buy quando andra’ a lavorare in banca?

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È la storia di Bruno, regista di film trash dei decenni passati (Cata-ratte, Maciste contro Freud, Stivaloni porconi) che si ritrova a leggere un copione dal titolo Il caimano, la storia di Berlusconi. Lo ha scritto Teresa (Trinca), giovane, energica, durissima nei confronti del Presidente del consiglio. Bruno compone, con la fantasia, il film dopo avere letto qualche riga di sceneggiatura. Nella prima scena un’immensa valigia piena di soldi sfonda il soffitto e piomba davanti a Berlusconi: soldi trovati, piovuti dal cielo. Si ripete diverse volte: ma dove ha trovato tutti quei soldi? C’è chi dice “lei entra in politica per non andare in galera”, eccetera. Bruno cerca di produrre il film, trova anche un finanziatore polacco che vede Berlusconi come colui che ha ridicolizzato l’Italia nel mondo. Un sosia di Silvio percorre le vicende conosciute: la costruzione di Milano 2 e 3, le televisioni, gli annunci da megalomane, le perquisizioni della finanza. Nel frattempo Bruno ha un privato tristissimo, la moglie (Buy) che lo lascia, i figli che ne soffrono, la banca che lo sta rovinando. Sembrerebbe farcela, ma tutto crolla. Però, almeno una scena la gira, quella del processo finale di Berlusconi, che verrà condannato a sette anni. Ma questa volta è Nanni in persona a dare corpo e volto al Presidente, che si difende con altre battute conosciute, il liberalismo, i comunisti, e poi la magistratura, i media e le scuole: tutto governato dalla sinistra. Si finisce con Nanni-Silvio, in macchina, con la luce che gli si spegne in faccia e dietro la folla che assalta il palazzo di giustizia.

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