Broken Flowers

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Broken Flowers

Vincitore morale del festival di Cannes 2005, dove comunque ha preso il Gran Premio della Giuria, è senz’altro uno dei film più belli di quest’anno. In questo film il protagonista cerca di rimettersi in careggiata rivisitando il suo passato (la ricerca del figlio è un po’ come la ricerca di un senso da dare alla propria esistenza) per capire poi che non serve guardarsi indietro e che la vita va continuamente costruita giorno per giorno. Jarmush è un regista che cresce e ci meraviglia ad ogni film (già l’ultimo Ghost Dogs ci aveva incantati), i suoi personaggi ci rimangono nella memoria, ci fanno compagnia e ci fanno riflettere. Siamo felici quindi di poterlo inserire in queste pagine, con la debole scusa che probabilmente il personaggio di Jessica Lange, fredda psicologa di animali, che lo riceve tra la visita a un cane nevrotico e quella a un coniglio represso, è probabilmente lesbica. Un film che riempie lo spirito.

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5 commenti

  1. Il film piu’ fiacco di Jarmush, autore che apprezzo, qui assolutamente in pessima forma registica. Qui Murray sembra incastrato nella formula Lost in Translation. La divina Jessika Lange qui appare incastrata in un ruolo invalidante per la sua statura di attrice. Si presume che fra lei e Chloe Sevigny la sua segretaria vi sia qualcosa, avremmo voluto sapere anche noi cosa.

  2. zonavenerdi

    Mi dispiace davvero. Ero entusiasta di vedere il film, ma devo ammettere che mi ha annoiato. Detto questo non mi piaxce il concetto che se non si ha figli non si è persone compiute. Ma il difetto peggiore di tutti è che non c’è una vera trama, ma solo una galleria di incontri tra il protagonista e le sue ex…

  3. Jim Puff

    Jarmush è un regista molto amato dai critici cinematografici e quindi i suoi film sono sempre molto apprezzati, anche questo filmetto.
    E’ un film tenero dove un presunto padre parte alla ricerca delle sue ex compagne con le quali avrebbe potuto fare un figlio.
    Anche in questo film, sembra che senza un figlio la nostra esistenza sia priva di senso, beh basta, certe cretinate lasciamole alla chiesa cattolica che eccelle in scempiaggini per creduloni!
    In questa ricerca si lascia convincere dall’amico molto + interessato al figlio e simpatico.
    Un mazzo di fiori rifiutato fa pensare che una delle sue ex (Jessica Lange in un ruolo surreale ma divertente assai) stia vivendo un bel rapporto lesbico.
    Molto buona la rappresentazione degli incontri tra il nostro incerto padre con le ex: lo straniamento di Don Murray, e l’incomunicabilità, il niente.
    La trama davvero esile viene supportata da scenette ai limiti del grottesco con figure spesso borderline; gli attori, anche i comprimari sono bravi e recitano con gusto, ma non siamo nei paraggi del capolavoro|

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Broken Flowers racconta la storia di Don (Murray), inguaribile seduttore, che un giorno riceve una lettera anonima, probabilmente di una donna, e scopre di essere padre di un giovane, ormai ventenne.
Don, convinto dal suo vicino etiope Winston (Wright), compila una lista delle sue ex amanti frequentate 20 anni prima e intraprende un viaggio alla scoperta della misteriosa autrice della lettera e alla ricerca del presunto figlio. Senza molto entusiasmo fa visita a quattro donne (interpretate da Sharon Stone, Jessica Lange, Tilda Swinton e Frances Conroy), la quinta della lista è morta da tempo. Ma per tutte c’è un mazzo di fiori rosa.

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