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Il film mette al centro della vicenda il coming out di un anziano padre, 75 enne, che dopo la morte della moglie, decide di venire allo scoperto, farsi un giovane fidanzato gay (circa dell’età del figlio), frequentare locali, partecipare a gay pride, invitare amici gay a feste in casa, ecc. Il film si differenzia da altre storie di coming out in età avanzata, perchè ci presenta il tutto dal punto di vista di un figlio che non riesce a comprendere la necessità di questa decisione, pur non avendo nulla contro l’omosessualità. Questa scelta dipende probabilmente dal fatto che il regista Mike Mills ha vissuto veramente il coming out di suo padre in età avanzata, e vuole quindi raccontarci come lui stesso ha reagito e vissuto questa importante scelta. Confessandoci che in un primo momento non aveva capito che quella scelta era servita a riscattare un’intera vita di privazioni, a dare finalmente valore a tutta una vita. Il figlio, Oliver, interpretato da un sempre fantastico Ewan McGregor (che per questo ruolo è stato candidato al Golden Globe), è un malinconico artista, che non è ancora riuscito a trovare una relazione sentimentale stabile, ha avuto un’adolescenza dominata dall’affetto di una madre instabile, e ora deve fronteggiare eventi più grandi di lui. Come il coming out del padre e il suo nuovo stile di vita, giudicato con ironia (che forse nasconde una malcelata invidia), insieme al fatto che al padre, malato di cancro, rimangono solo cinque anni di vita. Il padre, Hal, è interpretato da un mitico Christopher Plummer, attore ormai 81enne, candidato agli Oscar, che con questa parte pensiamo abbia completato un invidiabile e vastissimo carnet di ruoli. Con il suo coming out riuscirà a portare una ventata d’aria fresca anche nella piatta e scialba vita del figlio, e a essergli vicino come non era mai successo in passato. Quando Oliver, dopo la morte del padre, incontrerà Anna (Melanie Laurent già ammirata in ‘Inglourious Basterds‘) riuscirà finalmente ad amarla con tutto il coraggio, lo humor e la speranza che suo padre gli ha insegnato nei suoi ultimi splendidi anni di vita.

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14 commenti

  1. smalltownboy

    Davvero notevole il cast. Complimenti al regista per aver trasformato il fascinoso e beltenebroso dott. Kovac di ER (Goran Visnijc) in un bamboccione un po’ infantile, a volte ridicolo e imbarazzante.

  2. Rivisto ieri su Iris. Me lo ricordavo bello, la seconda visione è stata, se possibile, addirittura più piacevole della prima. Confermo la magnifica resa di una storia anche semplice se vogliamo, ma rappresentata in modo originale, poetico, direi quasi lirico. L’atmosfera che permea il film è malinconica, bellissima. Davvero una piccola opera d’arte. Grandissimo Ewan McGregor che, nonostante lo status ultra-meritato di divo, prende coraggiosamente parte a questi film indipendenti, dando modo, grazie al suo nome importante, di uscire dall’anonimato.

  3. Giuseppe81

    Anch’io m aspettavo una commmediola frivola e banale!e invece sn rimasto favorevolmente colpito dalla poeticita’dello stile tipico piu’della cinemotografia europea ke nn qll americana!grande cast e sceneggiatura ma meraviglioso e’anke il montaggio ovvero cm viene presentata la storia!!!

  4. zonavenerdi

    Il nocciolo del film è capire se una persona in età avanzata può dare una svolta radicale alla propria vita (in questo caso rappresentata dal coming out) e se arrivati agli ultimi anni della propria esistenza è giusto accontentarsi di quanto si è costruito fin li. La mia opinione è che di vita ce n’è solo una e quindi ogni attimo va vissuto al meglio per cercare di essere soddisfatti della propria qualità di vita nel momento in cui la vivi. Niente rimpianti, niente rimorsi.
    Il film mi è sostanzialmente piaciuto e gli attori hanno ben recitato.

  5. A me di tutto il film è rimasta impressa la figura di Anna, la sua anima tormentata e la sua difficoltà a relazionarsi. La storia del coming out invece è la cosa più normale del film direi, trattata in modo abbastanza ironico, con l’unica pecca, secondo me, di aver “macchiettizzato” troppo il personaggio di Andy (il giovane amante di Hal). Bravo McGregor (anche se ha sempre quella faccia da spaesato e triste perenne anche quando dovrebbe essere felice). Appare alquanto brusca e illogica la sua decisione di troncare con Anna senza dare spiegazioni o far intuire validi motivi. Forse il regista poteva evitarsi qualche scena di troppo fra lui e il cane e concentrarsi di più sui suoi tormenti interiori. Ripeto: io salvo essenzialmente il personaggio femminile di questo film 😉

  6. Nick88

    Film bellissimo!
    Un merito particolare agli attori, tutti bravissimi. Cristopher Plummer in una delle sue più grandi interpretazioni. Ma grandissimo anche Ewan McGregor (uno degli attori più sottovalutati di Hollywood – forse perchè non americano?) con una recitazione tutta in sordina, fatta di sfumature e sottotesti.

  7. De La Croix

    Ma che bel film! Uno di quelli che, dopo averlo guardato, ti lascia una piacevole sensazione di sazietà senza risultare pesante. Una bella cena squisita più che una mera abbuffata.
    Direi che McGregor ha dato il meglio di sè in questo film, come d’altronde ogni altro protagonista, cane incluso. Una profonda analisi del rapporto tra genitori e figli, in cui si evince il gusto per la vita del padre, unito al costante timore del figlio. Storie intrecciate e piene di tutti i sentimenti che la vita contiene. Molto visuale e decisamente di buon gusto. Le musiche semplici fanno da splendida cornice al tutto, senza mai disturbare la visione. Un 9 meritatissimo.

  8. Credo che l’amico istintosegreto abbia proprio ragione : molti danno voti che abbassano le medie senza alcun commento o spiegazione. La cosa di per se è certamente lecita ma in un sito come questo, che è un approfondimento dei sentimenti e opinioni del pubblico gay sul cinema gay , esprimere la propria idea argomentandola , mi sembrerebbe la cosa più intelligente e costruttiva. Siamo tutti interessati all’opinione di tutti !

  9. istintosegreto

    Voto medio mentre scrivo: 6,5. Negli ultimi tempi dev’esserci qualcuno che abbassa volutamente le medie. Il sito ci guadagnerebbe se, oltre al click sul voto, la gente si sforzasse di argomentare in poche righe la propria opinione.
    Il film analizza i difficili rapporti di coppia, ma, ancor più a fondo, il rapporto genitori/figli. Da notare il contrasto tra il padre di Oliver, determinato a spremere ogni istante della vita che gli rimane, e quello di Anna, che ossessiona la figlia con le sue manie suicide. Stupenda la sequenza in cui Hal confessa a Oliver di non avere mai rimpianto di essersi sforzato di non essere gay per 44 anni: “Senti, mi piaceva la mia vita!!”. Interpreti di gran mestiere per un film tutto da gustare.

  10. E’ un magnifico film , una lunga riflessione sul male di vivere , sull’amore che ti sfugge e non riesci ad afferrare, sul tempo che passa inesorabilmente. Il personaggio positivo , il padre gay , che si è depredato della sua vita coscientemente ma che prima di morire cerca una rinascita effimera , è l’unico slancio vitale in un film rassegnato e pieno di malinconia. Gli attori sono veramente in stato di grazia. Anche il jack russel , vero adorabile compagno di vita. Voto 9.

  11. Mi aspettavo un film differente… più allegro, non banale o sciocco assolutamente ma una vera e propria commedia, con battute intelligenti e spiritose e un’atmosfera vivace. Invece no: molto bello e recitato splendidamente, è pervaso di malinconia, frasi rarefatte, sentimenti espressi a fatica. Ma alla fine espressi, sì, espressi. 9

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CRITICA:

“…Trovarsi in una situazione di crisi esistenziale, in uno stato di silenziosa disperazione, è un qualcosa che molte persone accettano come un dato di fatto. Anzi, capita addirittura che si sentano confortate, coccolate dal quel sottile e costante dolore che questo provoca. Perché tentare di essere felici, addirittura riuscirci, è una questione che implica responsabilità vere, che mette paura. Questo ci racconta con semplicità e con dolente introspezione intimista il personaggio di Oliver, interpretato da un Ewan McGregor senza mezzi termini alla prova più convincente della sua prestigiosa carriera. A costruirgli addosso questa figura malinconica e umanissima il regista e sceneggiatore Mike Mills, che dopo il sopravvalutato “Thumbsucker – Il succhiapollice” dimostra con questo film una sensibilità di fattura ammirevole: alternando piani temporali, atmosfere, volti espressivi e musica raffinata, il regista costruisce un puzzle più emozionale che narrativo, che spiega la vita interiore dei personaggi molto meglio di un meccanismo narrativo lineare. “Beginners” diventa in questo modo un gioco di rimandi poetici, di sensazioni soffuse che non può non emozionare lo spettatore. Anche perché Mills riesce nel piccolo miracolo di rendere il tutto toccante ma non ostentatamente drammatico. Ma la forza di questo film non risiede soltanto nella regia o nell’interpretazione del suo protagonista, affiancato da un cast di attori in stato di grazia. Come non ammirare il carisma e l’ironia di una leggenda come Christopher Plummer, la dolcezza poetica di Mélanie Laurent, il sarcasmo compassato della meno conosciuta Mary Page keller? Tutti partecipano con la maggiore espressione delle loro qualità attoriali a rendere “Beginners” un’opera di sentimenti sussurrati ma veri, e quindi potentissimi. Ci troviamo davvero di fronte a uno dei lungometraggi più sensibili da mesi a questa parte, il cui intimismo non viene percepito per un solo istante come artificiosamente autoriale o meccanicamente costruito. Il mosaico dell’animo umano di Mills è invece elegante, avvolgente, molto doloroso nel suo tono pacato. Un film emozionante.” (A. Ercolani, Film.it)

“…Mike Mills firma una commedia intelligente, raffinata e molto curata, un film indipendente e poco convenzionale, che di recente ha anche vinto il premio come miglior film ai Gotham Indipendent Film Awaeds di New York, ex-aequo con Tree of Life di Terrence Malick. Il tema del rapporto tra padre e figlio è analizzato in una chiave diversa e del tutto nuova: un padre che confessa la propria omosessualità. E se l’espediente può sembrare bizzarro, non lo sarà affatto l’amore che i due si scambieranno reciprocamente. Oliver è un uomo acuto che accetta questa situazione e nonostante i ricordi materni, capisce che la felicità percorre molte strade. Un rapporto che si completa anche grazie ad una totale sincerità che Hal concederà al figlio. Ma anche la storia di Oliver con Anna, caratterizzata da una felicità che percorrerà anch’essa altre strade e altri stadi. Un nascente amore, fatto di sguardi e panini notturni, e rapporti conflittuali da sistemare. Un film, oltre che intelligente, ironico che mordacemente analizza tematiche di vita con sagacia e simpatia. Hal è il perfetto esempio di ciò, perché nonostante una vita di menzogna adesso è in pieno possesso dei suoi sentimenti e non ha paura a rivelarli. Oliver inizia a crescere, a maturare e a prendere la vita con quella ironia necessaria a completare l’esistenza, anche grazie ad Anna e alla sua strana malinconia. E poi c’è il cane i cui pensieri sono sottotitolati e questo è una delle trovate più simpatiche degli utimi anni. Mc Gregor veramente convincente ed intenso, affascinante e tenero. Film assolutamente da recuperare, passato purtroppo, ed ingiustamente, in sordina. (R. Pia Morrone, Cinema4stelle.it – voto 4/4)

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