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Film di ambiente militare che, nonostante grandi interpreti di richiamo, è stato un flop negli USA, probabilmente perché è un film contro l’esercito (se si esclude il finale fantapolitico) e nel periodo post 11 settembre non poteva funzionare. L’attore comunque più bravo di tutti, anche se non protagonista, è senz’altro Giovanni Ribisi che fa la parte di un ragazzo gay che si arruola nell’esercito per sfuggire alle ire del padre, ma qui trova un ambiente ancora più ostile e maschilista che lo tormenta. Questo almeno è quello che crederete fino all’ultimo minuto del film. Per chi ama il genere (ambiente militare) è senz’altro un film consigliabile, anche se manca la classica scena delle doccie.

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La storia è quella di Tom Hardy (Travolta), un ex militare dell’esercito diventato agente della narcotici, attirato nel complicato mistero che circonda la scomparsa del temuto e spesso odiato Sergente Nathan West (Jackson) e degli allievi del suo gruppo scelto di Forze Speciali, durante quella che sarebbe dovuta essere una esercitazione militare nel corso di un uragano nelle foreste di Panama. Vengono trovati solo due superstiti, Dunbar (Brian Van Holt) e Kendall (Giovanni Ribisi), che è rimasto ferito gravemente, ed è figlio di un alto funzionario dell’esercito. Nessuno dei due ha intenzione di collaborare con il capo della polizia militare di Fort Clayton, il Capitano Julia Osborne (Connie Nielsen), pertanto il comandante della base, il colonnello Bill Styles (Tim Daly) chiama l’ex militare Hardy, un vecchio amico nonché valido inquirente.
La Osborne disapprova il comportamento di Hardy, che è in congedo dalla narcotici dopo essere stato sospettato di aver accettato dei soldi da alcuni trafficanti locali di droga. Si trova anche a disagio allorché viene a sapere che Hardy un tempo era stato addestrato da West e che lo ha odiato tanto quanto le sue giovani reclute.
Col passar del tempo che incalza velocemente, Hardy e la Osborne arrivano ad una temporanea, anche se non facile, tregua. Hardy carpisce una confessione a Dunbar, il quale sostiene che il Sergente West e i suoi soldati scomparsi sono stati uccisi e i loro corpi dispersi dall’uragano.
Quando in seguito interrogano Kendall, questi conferma la versione che West e i soldati sono morti. Ma, per molti versi, la sua storia è in contraddizione col racconto di Dunbar.
Cosa è accaduto veramente a West e ai suoi uomini? E cosa stavano facendo realmente nella giungla?
Nulla, evidentemente, può essere davvero quello che sembra e nessuno è in realtà chi dice di essere.

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