Anno con 13 lune

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Anno con 13 lune

Questo film contiene tutto il pessimismo del regista tedesco. E’ la tragica storia degli ultimi cinque giorni di vita di un transessuale che per amore aveva abbandonato moglie e figlia, si era fatto operare a Casablanca ed aveva dedicato tutto se stesso all’uomo che amava, dal quale invece riceverà solo disprezzo. Il messaggio è chiaro: non c’è felicità o speranza per chi è diverso. Il film è comunque uno dei più belli di Fassbinder, anche se vi lascia angosciati e disperati (ma forse questo dimostra che il film riesce ad arrivare dove voleva).

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10 commenti

  1. Un film che personalmente adoro. Lo so, sono di parte ma amo l’estetica decadente di Fassbinder, quell’ alienazione che incolla all’anima dei suoi personaggi sempre outsiders, sempre sopra, fuori, sotto e mai dentro i parametri della norma. Questo film e’ semplicemente un capolavoro, potrebbe essere una poesia di Dario Bellezza o la pagina di un diario di Edmund White, una sequenza di uno spettacolo di Pina Bausch. E’ ad ogni modo arte e questo per me rimane un fattore indiscutibile. Francoforte negli anni 70′ bellissima. Elvira si eclissera’ proprio come una tredicesima luna nel fondo di una resa che non ammette ritorno. Chapeau Maestro.

    • Andrea

      R. W. Fassbinder non è certo un “ottimista” ma tu SEI UN VERO IMBECILLE, uno di quelli che danno alla parola “gay” il significato gioioso e politically correct in voga nell’omosessualità maschile di stampo anglo-americano. Forse sarà anche per questo che detesto il mondo anglosassone: superficiale, approssimativo, per nulla propenso all’analisi approfondita.

  2. Secondo me è un film molto bello. Sicuramente non è un film leggero ed è questo che lo rende grande. Si tratta di un’analisi estremamente profonda sia psicologica che sociale. Io dubito che “francesco” abbia capito qualcosa del sogno sul cimitero (un pezzo che ho davvero adorato!) o del rifiuto della realtà da parte del suicida, come, in generale, del ritratto che Fassbinder dipinge di Elvira.

  3. Per chi conosce Fassbinder e i suoi capolavori, di sicuronon ha avrà trovato questo film irresistibile, tuttavia il suo pessimismo e la sua lucida analisi sulla realtà tedesca di quegli anni escono in modo evidente.
    Per taluni bamboccioni prima di giudicare un film d’autore, documentarsi sull’autore e sulla cinematografia in generale altrimenti guardatevi le jene in TV ed evitate critiche da bar.

  4. Francesco

    Di film brutti ce ne sono in giro ma vi assicuro che questo veramente è uno dei film più brutti in assoluto: palloso, banale, patetico, noioso. E’ il tipico film d’autore il cui regista vorrebbe fare l’intellettuale del cazzo. Il film fa davvero cagare, come tutti gli altri film di questo regista.

  5. una sola parola …
    … geniale e molto personale
    per chi vuole sapere qualcosa in più su Fassbinder … che strana creature e meravigliosa fortezza polemica …

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In ogni secolo gli anni con tredici lune sono sei. Sono anni che suscitano profondissime crisi nei tipi emotivi. Il 1978 è stato uno anno con tredici lune. Ed è proprio l’anno in cui si svolgono a Francoforte gli ultimi cinque giorni di vita di un transessuale, Elwin Weishaupt, divenuto Elvira in seguito a un’operazione fatta a Casablanca. Abbandonato da bambino in un orfanotrofio, perché illegittimo, Elwin da adulto era diventato macellaio nel mattatoio di Francoforte, si era sposato, aveva avuto una figlia. Questa è la sua famiglia che non abbandonerà mai affettivamente, anche dopo l’operazione di Casablanca. L’uomo per il quale ha subito l’operazione è Anton Seitz, un ebreo, sopravvissuto ai lager e divenuto potente con la speculazione edilizia e con la prostituzione organizzata. Ora Seitz è lontano e non pensa più all’amica. L’unico conforto di Elvira è una prostituta, Zora la rossa. Seguendo i pressanti consigli della sua ex sposa, Irene, Elwin-Elvira si mette sulle tracce di Seitz, lo incontra e ne subisce il cocente disprezzo. Ad Elvira rimane solo Zora. Vorrebbe ritornare a vivere nella sua famiglia, con la sposa Irene e con la figlia. Ma ormai è troppo tardi. Si sente un respinto da tutti. Solo la morte non può opporgli un rifiuto… e termina la sua vita col suicidio.

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