Altro pianeta

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Altro pianeta

È una mattina d’estate, Salvatore sta percorrendo, tra le dune, il tragitto che lo porta alla spiaggia (Capocotta, spiaggia gay di Roma), dove frettolosamente consuma un rapporto omosex. Poco dopo vediamo il protagonista incontrare, sempre sulla spiaggia, tre giovani donne. Le ragazze sono incuriosite dall’ambiente “disinibito” e attaccano bottone con Salvatore senza sapere che è gay: “fra chiacchiere e confidenze, bugie e mezze verità, comportamenti espliciti e sentimenti contorti, alla fine della giornata nulla sarà come prima”, afferma il regista (già collaboratore di Ozpetek per Il bagno turco). Girato in sette giorni, con 780 euro di budget, ha delle sequenze che si annunciano forti: “E’ vero – ammette Merone – c’è una scena iniziale in cui sono eccitato, e anche un mio breve e intenso rapporto sessuale con un ragazzo, sulla spiaggia. Un episodio che potrebbe dare fastidio al pubblico, per realtà e immediatezza”. Ma l’intenzione del regista non è quella di scandalizzare i benpensanti bensì quella di gettare “una luce schietta e insieme affettuosa su un mondo molto meno a parte di quanto non si creda”.

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30 commenti

  1. Biagio.SdC

    Sto per spoilerare, vi avviso.
    Vorrei capire cosa venga in mente ad un tizio che scrive una storia con un protagonista gay per poi farlo scopare con le donne.
    Ho letto attentamente le recenzioni positive, che a quanto pare sono la maggioranza, visto che ha 8 di media, ma davvero non capisco come si possa trarre qualcosa di buono da questa storia.
    Chiedo, provocatoriamente ma neanche tanto, quanti di voi hanno fatto o conoscono gay che fanno sesso “liberatorio” con donne etero e queste ci stanno anche, mai che ad una venga lo schiribizzo di non darla, come fanno spesso gli etero. Quando arriva il gay che vuole sesso “liberatorio” aprono sempre le gambe. Ma stiamo scherzando? Ma poi, “liberatorio” de che? Da cosa si deve liberare il tizio di sto film? S’è lasciato con uno, incontra un ragazzo che gli piace, ma invece di rifarsi una vita sente il bisogno di liberarsi scopandosi una sieripositiva (un’altra trovata geniale) su una spiagga?
    Perdonate la durazze, ma per me gli unici a vivere su “un altro pianeta” sono i gay italiani che applaudono a ‘sti capolavori in cui se gli va bene muoiono, mentre normalmente per liberarsi dalla colpa di essere pederesti si dedicano alla salvica attività sessuale con le donne. Ma fatemi il piacere…

  2. neoargon

    Un brutto film, ma veramente brutto. Mi sono pentito di aver acquistato il dvd. I personaggi sono fastidiosi e antipatici, e il protagonista non ha nessuno spessore. Il rapporto etero che viene consumato alla fine che significato ha? E’ una sorta di redenzione? Ma fatemi il piacere.

  3. thediamondwink

    ma cos’è sta cosa? è talmente brutto che fa piangere … la recitazione è da pazzi, la trama assurda … un miscuglio di ogni genere di argomenti buttati alla rinfusa e orrendamente sceneggiati!

  4. pal39

    La stroncatura di “istintosegreto” con cui in generale sono abbastanza d’accordo , mi sembra eccessiva. Come riflessione e rappresentazione di varie solitudini e mal di vivere , il film ha forza , originalità e poesia.
    Quel che mi colpisce negativamente (ed è stato più volte sottolineato dai commenti che mi precedono) è lo sbocco , che sta diventando uno stereotipo nel cinema italiano , nel rapporto eterosessuale con funzioni salvifiche per i gay. Noi gay sappiamo perfettamente quanti legami si possono creare tra noi e una donna , che spesso è più lucida e tollerante sul piano di libertà di sesso e sentimenti ma sappiamo anche con chiarezza che l’amore vero (sesso e spirito) non sarà mai etero (almeno per la stragrande maggioranza di noi). Quindi quanta ipocrisia in proposito. Il più acuto é stato senz’altro Ozpetek nella Fate Ignoranti.

  5. istintosegreto

    La scena iniziale, in cui il protagonista cammina tra i cespugli masticando la gomma rimarrà nella storia… del cinema spazzatura Made in Italy.
    Quasi rimpiango “Giovannona Coscialunga” e “L’infermiera nella corsia dei militari”.

  6. credo il peggior film che ho visto: per essere gentili, in quest’anno.
    pessimi attori (forse se ne saqlva unaq… ma sempre per una questione di gentilezza);
    credo ci volesse poco per farne un bel film: i presupposti erano buoni, il risultato pessimo!

  7. Valmònt

    E’ un film che dura quasi un’ora e venti minuti, che si svolge interamente in una spiaggia, nello stesso giorno, e che a dispetto di ciò, non annoia per niente; non ci sono tempi morti: accade sempre qualcosa di interessante. E’ un film che proprio nella sua semplicità, nella sua delicatezza, nel suo essere “alla portata”… sa coinvolgere!!! E poi gli attori sono veramente tutti bravissimi; tutti!!! Ciascuno è ben calato nel proprio personaggio. Non sono attori famosissimi, ma recitano in modo spontaneo, naturale, e molto meglio di tanti attorucoli di second’ordine (quali Nicole Grimaudo o Cristiana Capotondi), che non sanno recitare affatto, eppure siamo costretti a vederli quotidianamente in TV. L’UNICO FILM ITALIANO A TEMATICA GAY CHE MI E’ PIACIUTO!!!

  8. gusvansantboy

    Lo potevano chiamare ‘Dune’ (romanzo e film di fantascienza) data la location. Mi piace la filosofia di fondo e il fatto che si pone in assoluta antitesi (Un altro pianeta) a tutto ciò che siamo soliti vedere in giro. Dovrebbe essere un elogio della semplicità che mette in luce la banalità e l’imprevedibilità della vita. Un discorso che andrebbe perfezionato. Iper-realistico, narra una fetta di realtà che vale per il tutto. Assistiamo a quegli atteggiamenti e discorsi quotidiani, in genere, oscurati dai media istituzionali. La morale sociale è repressiva. Tutto può essere accettato anche un nudo integrale. Il mare è sempre una presenza che amplifica sensazioni ed emozioni poiché rimanda automaticamente ad una dimensione trascendentale. Forse questo elemento avrebbe dovuto essere meglio sviluppato. Non tutto funziona ma la sceneggiatura non è male. Mi è piaciuta l’interpretazione delle tre amiche, soprattutto. Il protagonista è simpatico, funzionale – baci terribili.

  9. LoveKonsequence

    Commovente… W il cinema Italiano! Trovo che il regista abbia saputo magistralmente fornire tante piccole inquadrature fatte di sfumature dei caratteri di ciascun personaggio. Per niente banale… anzi tremendamente Umano e Terreno. Bello!

  10. jeegcat

    Non mi è piaciuto per niente, pienamente daccordo con alex, sarà che mi sto godendo innumerevoli film stranieri e quindi quando guardo quelli italiani mi cascano le braccia

  11. Le intenzioni del regista si capiscono,non c’è moralismo.Però è vero che dalle fate ignoranti (anno 2000) in poi il gay protagonista, è spesso rappresentato come il meno eccentrico del suo gruppo di amici (per lo sguardo etero),il più problematico, che trova la sua anima gemella solo e soltanto in una donna ,con cui immancabilmente fà sesso.Tutto questo si può anche semplicemente intendere come non accettazione della propria condizione, ovvero rifiuto della propria omosessualita perchè fonte di tutti i dolori. Povia docet

  12. Film bello e intelligente. Storia di solitudini, sofferenze nascoste, tanta tenerezza e sorpresa per la vita e per le sorprese che sa offrire, raccontato con leggerezza e magistrale bravura degli attori. Da vedere!

  13. E’ un film che vuole rappresentare la condizione umana, non solo omosessuale.In primo piano,l’unicità di ognuno di noi rispetto agli altri;un’unicità che,se lasciata in balia dei luoghi comuni e del “falso sè”,ci esilia persino da noi stessi in una profonda solitudine.Ogni singolo individuo è diverso da un altro.”Un altro pianeta”,appunto.Ma Tummolini rassicura:la diversità di ognuno è una sfida quotidiana che può essere vissuta senza timore,al di là della superficialità e del pregidizio che tentano di sconfessarla.
    Ed ecco allora che,quando non si svilisce la differenza a mero paradigma di incomunicabilità,si può stabilire un contatto con l’altro.E così anche il rapporto sessule tra una donna ed un uomo gay si fa,nell’efficacia del paradosso,emblema della possibilità di essere uniti pur nelle differenze:la comunicazione,infatti,non è subordinata all’eguaglianza degli interlocutori,ma semplicemente alla loro “coraggiosa” disponibilità all’ascolto.

  14. A me non è piaciuto molto, pure io sono pienamentre d’accordo con “buzz intercultura”… I film gay fatti in italia non danno un’immagine esatta dell’uomo gay.. ma quello che con gli uomini fa solo sesso..e poi và pure con le donne… Che palle io, come molti altri, non sono così!!!! Menomale che posso verdere almeno film stranieri!! Consiglio a tutti di documentarsi tramite cinemagay e vedere (se prima o poi lo faranno…) quali sono in lingua italiana o con sottotitoli. Alcuni li troviamo solo tramite p2p.

  15. A dire il vero la visione moralistica non c’è… Vederla significa non aver colto la psicologia dei personaggi… Il rapporto sessuale tra Salvatore e Daniela è un sesso liberatorio tra due persone sole, che han bisogno l’una dell’altra inquel momento.. va molto al di là del fatto che si tratti di ungay e di una donna etero…

  16. buzz intercultura (Fabio Roma)

    Si, la storia e carina e rompe gli molti stereotipi. Ma mi spiegate perché nei film italiani ci dev’essere sempre una visione moralistica? Capisco il senso dell’elaborazione del lutto, ma la maggioranza lo capirá? O capirá che i personaggi gay sono tutti cinici e odiosi l’unica via di uscita per il gay “pulito” é andare con una donna? Quando un regista italiano fará un film a tematica gay senza visooni moralistiche (nascoste con varie scuse)? Quando un film italiano fatto da un regista italiano dará una visione dell’omosessualitá positiva, senza stereotipi? Io lo sto ancora aspettando, e nel frattempo organizzo una rassegna da spagna e america latina, almeno lí qualcosa di decente in questo senso si trova!

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trailer: Altro pianeta

https://youtube.com/watch?v=hkQVQrb6XTg%26hl%3Dit%26fs%3D1

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Il film di Tummolini rappresenterà l’Italia al Sundance Film Festival 2009

“Un altro pianeta”, il film a basso costo di Stefano Tummolini, sceneggiato insieme all’attore protagonista, Antonio Merone, sarà in concorso al prossimo Sundance Film Festival, rappresentando l’Italia nella celebre kermesse diretta da Robert Redford. “È davvero una gioia indescrivibile – ha commentato Merone – pensare che il nostro piccolo film stia raccogliendo tali riconoscimenti. A settembre la partecipazione e addirittura un premio alla Mostra di Venezia e ora in concorso al Sundance, il festival più importante al mondo per il cinema indipendente!”. Il film, che ha vinto il premio “Queer Lion” all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia , racconta una giornata al mare di Salvatore (Antonio Merone) sulla spiaggia di Capocotta a Ostia dove, grazie a un incontro inaspettato con un gruppo di persone, sarà costretto a fare i conti con il fantasma del suo passato. La pellicola, costata circa mille euro, è stata realizzata in una settimana, e successivamente acquistata e distribuita dalla Ripley’s Film, come rende noto l’Ansa. (www.fondazioneitaliani.it)

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