Alice

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Alice

Il percorso di ricerca interiore della protagonista, Alice, alle prese con le turbolenze della sua realtà quotidiana: la famiglia, il lavoro, l’amore, l’amicizia. La maturazione, agevolata dalla scoperta del potersi affidare agli altri e chiedere aiuto, porta Alice ad uscire dal suo guscio. In questo modo lei acquisisce consapevolezza di sé, comprende i suoi desideri oltre le apparenze e, soprattutto, si emancipa psicologicamente dalle figure che venera, scoprendole sole, frustrate, impaurite dalla vita quanto lei. Tra i ruoli secondari anche quello di Sandro, lo scatenato amico gay di Alice che l’aiuta nella scelta dei vestiti, delle scarpe o del taglio di capelli, del quale veniamo a sapere che frequenta un uomo sposato con moglie in attesa di un figlio.

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trailer: Alice

https://youtube.com/watch?v=jKPwHzLbVMA%26hl%3Dit_IT%26fs%3D1

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CRITICA:
Il paese delle meraviglie è in provincia. Pur con qualche approsimazione a livello di scrittura cinematografica, la commedia di Oreste Crisostomi è un esordio ricco di intuizioni, laddove una città di provincia come Terni si rivela lo sfondo adatto per famiglie scombinate ed eterne crisi sentimentali, che hanno per protagonista un’Alice più vicina al precariato che al paese delle meraviglie. Nonostante le tante sbavature, le piccole imprecisioni tecniche, le digressioni un po’ futili che la sceneggiatura a volte introduce, vi è più di un motivo per guardare con curiosità e un pizzico di simpatia all’eccentrica commedia sentimentale partorita dall’esordiente Oreste Crisostomi; vi è una vitalità, intanto, un interesse per il complicarsi delle relazioni umani, da cui, rispetto alle pratiche sempre più omologate dell’italica commedia (con l’eccezione, magari, di un Paolo Virzì sempre più attento alle contraddizioni della nostra contemporaneità), scaturisce un’osservazione dei guai famigliari e sentimentali cui sono soggetti i protagonisti quantomeno partecipe, attenta, meno convenzionale e moralisteggiante di quanto sono soliti proporre, ad esempio, l’indifendibile Leonardo Pieraccioni e l’ultimissimo Carlo Verdone, sceso quasi agli stessi livelli di becerume nazionalpopolare dell’altro. In Alice vi è almeno una certa freschezza di sguardo. E poi c’è la provincia. Stanchi dei soliti scorci di una Roma borghesotta e tanto insincera quanto i film chiamati a rappresentarla, abbiamo preferito senz’altro sbirciare tra le stradine di Terni e in quei baretti, teatrini, locali di tendenza più o meno sonnacchiosi, in cui i personaggi descritti da Crisostomi vanno ad approfondire tresche, malumori e pettegolezzi… (Stefano Coccia, Cinemaplayer.it)

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