Sex Education

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Una serie, il primo bel regalo di Netflix per il 2019, che potrebbe definirsi la versione teen di “Masters of Sex”, anche se forse non è allo stesso livello qualitativo, sebbene progredisca di episodio in episodio fino a presentarci un ottimo affresco generazionale, meticolosamente indagato soprattutto sul versante sessual-sentimentale, uno sguardo stimolante e profondo sull’adolescenza, capace di mostrarci il difficile viaggio verso la maturità oltre all’isolamento e la solitudine della vita da adolescente. Con tantissimi spunti sia educativi che divertenti ma sempre molto realistici e spesso drammatici. Pregio non da poco. Il tutto grazie anche a degli ottimi interpreti, quasi tutti britannici, sia principali che secondari, evitando nella maggioranza dei casi di cadere negli stereotipi.
I protagonisti sono tre giovani studenti liceali più una madre, decisamente poco convenzionale, interpretata da un’incantevole Gillian Anderson. Ma ogni personaggio della serie sembra avere qualcosa da dire, capace di catturare il nostro interesse.
Otis (uno stralunato ed efficace Asa Butterfield) è il figlio di una coppia separata che vive con la madre, Jean (Gillian Anderson) una terapista sessuale molto aperta sia nella professione che nella vita reale. Otis si sente assillato dalla madre e soprattutto dal sesso che praticamente è il complemento di ogni pasto in casa. Sicuramente, anche senza volerlo (ma anche ascoltando i dialoghi della madre coi pazienti in cura per problemi sessuali), ha imparato tantissime cose su sesso e sessualità. Eppure, all’alba del 17mo compleanno, non riesce nemmeno a masturbarsi. Sta cercando di capirne i motivi, rifiutando l’aiuto della madre. Il suo migliore amico è Eric (Ncuti Gatwa), un ragazzo nero, un po’ effeminato, gay dichiarato anche in famiglia (bellissime le scene col padre molto comprensivo sebbene molto religioso), che vorrebbe trovare l’amore ma finora riesce a realizzare solo qualche sega di sfuggita. La sua storia con Otis ci regala momenti indimenticabili sul valore dell’amicizia. Da notare che la serie ci presenta una comunità scolastica assolutamente gay-friendly, dove gay e lesbiche possono baciarsi davanti a tutti, come fanno gli etero, senza creare nessun stupore. L’unico momento di violenza omofobica arriverà da persone mature estranee all’ambiente. Il personaggio di Eric, così come quello di Otis e altri, avrà una interessante e significativa evoluzione, con momenti drammatici intensi, che ci faranno dimenticare il ragazzo esuberante e camp dei primi episodi, ai limiti dello stereotipo. Diventa quasi un protagonista principale della serie.
Molto bella anche la storia, secondaria (sono tra i ragazzi che hanno bisogno di aiuto), delle due fidanzate lesbiche, una delle quali non riesce ad avere l’orgasmo. Erano amiche dall’infanzia, hanno fatto coming out insieme e si sono subito fidanzate, affrettando troppo i tempi… Anwar (Chaneil Kular) è l’atro ragazzo gay dichiarato, dal carattere opposto a quello di Eric, e uno tra i ragazzi più popolari della scuola. Abbiamo anche due madri lesbiche, che sembrano ancora affiatate dopo 17 anni di convivenza ma che in realtà scopriremo essere sull’orlo della separazione (restano insieme solo per il bene del figlio adolescente).
Maeve Wiley (Emma Mackey) è la protagonista femminile della serie, una ragazza spigolosa, dura, con già alle spalle più dolori che piaceri, in totale ristrettezza economica (non riesce nemmeno a pagare l’affitto della roulette in cui vive sola). Sicuramente la più intelligente e capace di comprendere e adeguarsi alla realtà. Se all’inizio ci appare scorbutica e antipatica alla fine risulterà una delle migliori, capace di amore e amicizia come pochi altri.
Dimenticavo di dire che il suddetto trio, chi per vocazione chi per necessità, si esibirà in un improvvisato lavoro di aiuto agli studenti che hanno problemi sessuali, come Adam (Connor Swindells), uno dei primi assistiti, figlio del preside, che viene preso in giro per il suo membro enorme (come due carote messe in fila e sovrapposte), cosa che lo blocca psicologicamente fino ad impedirgli di eiaculare…
Ogni episodio, otto in totale di 45 minuti ciascuno, inizia con una scena che mostra le difficoltà sessuali, con abbondanza di particolari anche visivi, di quelli che poi andranno in ‘cura’ dai nostri eroi. Una storia che sembra studiata a tavolino ma che in realtà corre via con la massima naturalezza, senza sbalzi o interruzioni, senza essere mai noiosa o ripetitiva. Scusate se è poco. Facile prevedere che la serie potrà permettersi un lungo seguito.

Ruoli LGBT

Eric (Sex Education) - Ncuti Gatwa

ruolo: Eric (Sex Education)
inteprete: Ncuti Gatwa

Tra i protagonisti principali della serie, gay dichiarato ma ancora alla ricerca dell’amore

Anwar (Sex Education) - Chaneil Kular

ruolo: Anwar (Sex Education)
inteprete: Chaneil Kular

Studente gay dichiarato, assai più riservato di Eric, con un po’ di puzza sotto il naso, ma….

synopsis

A teenage virgin who lives with his sex therapist mother teams up with a smart and edgy high school classmate to start their own health clinic.

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2 commenti

  1. Che bello vedere un teen drama in cui si parla di adolescenti veri. Manco a dirlo, la produzione è inglese, non americana. Mi sono sempre piaciuti i teen drama made in USA, ma, diciamolo, gli adolescenti d’oltre oceano non conducono una vita simile alla nostra. Tra cheerleader e quarterback, sembra sempre un mondo lontano.
    L’idea di partenza, descritta dal titolo, si perde con l’andare degli episodi, ma le vicende sono tutte appassionanti e mai scontate. Essendo di produzione inglese, è ovvio che gli interpreti siano talentuosi, senza eccezione alcuna. Grazie a questo telefilm, da ora in poi non sarà più impensabile che un ragazzo etero ed uno gay possano essere amici del cuore (si era visto qualcosa di simile in Pretty little liars, ma erano amicizie tra donne). Straordinaria la Anderson che, prendendo furbescamente esempio dal collega Duchovny (Californication), ha scelto un personaggio molto lontano da Scully. Perfino il mio compagno, che non seguiva Xfiles (lo so… meriterebbe la crocifissione) e non era quindi un fan dell’attrice, si è innamorato subito della psicosessuologa nonché madre ultra moderna. Si è talmente portati ad amare la madre che, spesso, il figlio risulta capriccioso e antipatico.
    La seconda stagione è, ovviamente, meno sorprendente della prima, però la qualità resta alta. Speriamo prosegua su questa strada.
    Insomma: guardatelo e non ve ne pentirete.

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