Les Revenants

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Les Revenants

Serie tv francese trasmessa su Canal + da novembre 2012, di genere fantascientifico, con atmosfere che ricordano “Twin Peaks” di David Lynch, accolta molto bene sia dal pubblico che dalla critica. Trasmessa dal canale a pagamento Canal + (finora il suo più grande successo di pubblico con una media di 1,4 milioni di telespettatori ad episodio, il 23,3% di share), la serie, creata da Fabrice Gobert, si basa sulla storia del film “Quelli che ritornano” di Robin Campillo uscito nel 2004. In un piccolo paese di montagna, alcune persone morte da qualche tempo, ritornano in vita: Camille, un’adolescente morta in un incidente d’autobus, Simon, un giovane morto il giorno del suo matrimonio, Louis alias Victor, un bambino adottato da due lesbiche che non parla e molti altri. I “ritornati” cercano di tornare alle proprie vite come se nulla fosse successo ma nel frattempo si verificano degli strani fenomeni: si interrompe spesso la corrente, si abbassa il livello dell’acqua della diga del paese, appaiono strane ferite sui corpi dei vivi e dei morti… Tra i personaggi principali abbiamo la lesbica Julie (Céline Sallette) che dà il titolo al terzo episodio ma è presente in diversi momenti della serie con la sua storia con l’ex fidanzata Laure (Alix Poisson), che ritorneranno insieme e cercheranno di fuggire con il loro bambino Victor.
La serie (la seconda stagione in Francia dall’autunno 2014) è stata venduta in oltre 70 Paesi del mondo e in Italia è stata acquistata da Sky che la manderà in onda sul canale Sky Atlantic da settembre 2014. Sky Italia ha inoltre acquistato i diritti per un rifacimento italiano della serie che sarà diretto da Stefano Lodovichi. Un rifacimento della serie è in corso anche negli USA, col titolo “The Returned”, prodotto da Carlton Cuse (autore di Lost), ed un’altro dal canale russo Channel One (dove probabilmente taglieranno la storia lesbo, sic!).

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2 commenti

  1. Giuseppe81

    Concordo appieno cn il giudizio di Ki; bella serie dalle atmosfere lynchiane… anche a me ha colpito la fotografia e la colonna sonora dei Mogwai, grande gruppo scozzese. Da vedere a riprova di quanto gli europei stanno recupenda sul fronte delle serie tv fino a poco tempo fa appannaggio solo degli americani.

  2. Bellissima serie, mi ha sorpreso positivamente. Bravi francesi! Attendo con ansia la seconda stagione. Il finale è lasciato volutamente molto aperto e soprattutto i misteri irrisolti, con tante domande ancora in cerca di risposta. Molto buone la fotografia e la colonna sonora. Peccato perché la storia lesbica non ha molto spazio nella narrazione e la curiosità di saperne di più è grande!

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Varie

In Italia da settembre 2014 sul canale Sky Atlantic

The Returned opens in a small mountain community which is rocked to its core when several local people who are presumed dead suddenly re-appear at their homes. Despite having passed away some years earlier, these ghostly characters appear in human form, they have not aged, and they are completely unaware of their own fatality. Determined to reclaim their lives and start over, they slowly come to realize that they are not the only ones to have been brought back from the dead. Their return augers torment for their community when a series of gruesome murders bear a chilling resemblance to the work of a serial killer from the past. This is a homecoming like no other. (Imdb)

SINOSSI DEGLI ESPISODI (da Wkipedia)

Camille
Diretto da: Fabrice Gobert
Scritto da: Emmanuel Carrère, Fabrice Gobert, Nicolas Peufaillit
Trama
Una famiglia viene sconvolta dal ritorno a casa di loro figlia Camille, rimasta vittima in un incidente stradale quattro anni prima, incolume e convinta che sia il giorno stesso dell’incidente del quale non ha memoria. Simon è alla ricerca della sua fidanzata, Adèle, inconsapevole di essere morto da dieci anni. La signora Costa si ritrova nella casa di suo marito, trent’anni dopo la sua morte, il quale decide di nasconderla dall’infermiera locale Julie, che amministra le sue medicine. Questa è seguita a casa da un ragazzino che si rifiuta di parlare, e gli dà il nome di Victor quando la sua vicina di casa ficcanaso, Mademoiselle Payet, inizia a farle domande. Lucy, una cameriera locale, viene pugnalata in un sottopasso mentre torna a casa. Monsieur Costa, incapace di affrontare la ricomparsa della moglie, brucia la propria casa, prima di suicidarsi saltando dalla diga locale. In un flashback al giorno dell’incidente, Léna, sorella gemella di Camille, si finge malata per evitare la gita scolastica in pullman e trascorrere del tempo con il suo fidanzato, conteso da entrambe. Durante il viaggio Camille si angoscia nello stesso momento in cui sua sorella è in approccio amoroso con Frédéric e, mentre cerca di far fermare il pullman, il conducente nota Victor in piedi in mezzo alla strada e sbanda, precipitando oltre il bordo della scogliera.

Simon
Diretto da: Fabrice Gobert
Scritto da: Emmanuel Carrère, Fabrice Gobert, Nicolas Peufaillit
Trama
La famiglia di Camille, tra cui sua sorella gemella Léna, ormai quattro anni più grande, tenta di affrontare il ritorno della figlia. Adèle, che ha iniziato i preparativi per il matrimonio col suo nuovo compagno Thomas, fa pace con quello che lei crede essere una visione di Simon, che in realtà l’ha finalmente trovata. Lui viene arrestato poco dopo per aver aggredito il proprietario di una caffetteria. L’accoltellamento di Lucy mette in allarme la polizia, resasi conto che il modus operandi corrisponde a quello del serial killer di sette anni fa, ritenuto morto. Intanto Toni, il proprietario del Lake Pub, nonché uno dei sospettati, rimane sconvolto quando si imbatte nel fratello Serge, il vero serial killer, che aveva sepolto vivo sette anni prima per impedire che uccidesse ancora. Nel frattempo, gli ingegneri della diga hanno notato che il livello dell’acqua nel serbatoio è iniziato a calare inaspettatamente.

Julie
Diretto da: Fabrice Gobert
Scritto da: Emmanuel Carrère, Fabrice Gobert
Trama
Camille tenta di vivere una vita normale, fingendo di essere una cugina di Léna, “Alice”, mentre la sua famiglia discute della possibilità di trasferirsi in una nuova città per ricominciare. Simon, rilasciato dalla polizia, torna in contatto con Adèle, la quale gli mostra la loro bambina, concepita poco prima della sua morte. Quando Adèle sente che altre persone hanno parlato con un ragazzo di nome Simon, comincia a rendersi conto che non può trattarsi semplicemente di una sua visione. Mademoiselle Payet, convinta che Julie abbia illegalmente adottato Victor, minaccia di dire tutto alla polizia. Quando la sera Julie esce di casa per lavoro, Victor va da Mademoiselle Payet. Al ritorno, Julie, non trova Victor e inizia a cercarlo per la palazzina. Il bambino la sorprende all’entrata, salvandola dalla presunta aggressione da parte del serial killer. Intanto Mademoiselle Payet giace nel suo appartamento con una serie di coltellate all’addome.

Victor
Diretto da: Fabrice Gobert
Scritto da: Emmanuel Carrère, Fabrice Gobert
Trama
Julie è sconvolta quando Laure, la sua ex, prende con sé Victor per portarlo al rifugio locale, gestito da Pierre. Al rifugio, Victor, si rende conto che Pierre è uno dei due uomini che svaligiarono la sua casa, trent’anni fa, uccidendolo dopo aver freddato a colpi di pistola la madre e il fratello. Thomas tiene sotto controllo Adéle che è a casa, usando le telecamere di sorveglianza delle quali lei non è a conoscenza, scoprendo che ha ripreso la relazione con Simon, al quale presenta sua figlia, dicendole che è un “angelo”. Léna è ricoverata in ospedale con una ferita sulla schiena che sembra essersi improvvisamente ampliata da una cicatrice dovuta allo scatto d’ira del padre, Jérôme, un anno prima. Léna lascia presto l’ospedale e, ancora debole per la ferita, viene prelevata da Serge. Il livello dell’acqua nella diga continua a scendere, ma gli ingegneri non riescono a trovare nessun difetto nella diga.

Serge et Toni
Diretto da: Frédéric Mermoud
Scritto da: Emmanuel Carrère, Fabrice Gobert, Fabien Adda
Trama
Victor lascia il rifugio con la signora Costa, la quale si ricorda di lui e di sua madre. Serge trattiene i suoi istinti omicidi per prendersi cura di Léna. Adèle è scioccata quando scopre che Simon è morto suicida, e lui rimane sconvolto dalla decisione di lei di non seguirlo fuori città con la figlia. Thomas, tornato a casa, spara a Simon. Victor torna a confrontarsi con Pierre sulla sua morte, e quest’ultimo implora il perdono del bambino ricordandogli di non esser stato lui a sparare e di aver cercato di proteggerlo. Victor decide di non vendicarsi. Verso il fondo della diga vengono ritrovati diversi animali morti annegati, come se si fossero andati incontro alla morte per scappare da qualcosa.

Lucy
Diretto da: Frédéric Mermoud
Scritto da: Fabrice Gobert, Fabien Adda
Trama
Lucy si sveglia dal coma, in ospedale, dopo essere miracolosamente guarita da tutte le ferite. Gli amici di Camille, sospettando della vera identità di “Alice”, decidono di aprire la sua bara per verificare la presenza del corpo trovandola invece piena d’acqua. Pierre organizza un incontro con i genitori degli altri bambini rimasti uccisi assieme a Camille nell’incidente dello scuolabus, per rivelare loro il ritorno della ragazza. Simon si sveglia nella camera mortuaria dell’ospedale, la sua ferita da proiettile è completamente guarita. Poi incontra Lucy nei corridoi ed escono assieme dalla struttura. Victor ritorna a casa da Julie, la quale si accorge che il braccio del bambino ha iniziato a mostrare segni simili a quelli di Léna. Camille crede che il suo scopo sia quello di confortare i genitori dei suoi compagni di classe morti e decide di inventare delle immagini provenienti dall’aldilà, provocando invece il suicidio di due coniugi, che speravano così di raggiungere prima loro figlio. Léna si avvicina a Serge, ma fugge dopo che Toni spara a un poliziotto per tenerlo lontano da suo fratello. Nascondendosi nella foresta, Léna scopre un folto gruppo di Revenants, in piedi, intorno a un fuoco.

Adèle
Diretto da: Frédéric Mermoud
Scritto da: Fabrice Gobert, Fabien Adda
Trama
Al rifugio, Pierre mostra a Claire, la madre di Camille, le scorte di cibo e armi da fuoco, convinto che l’arrivo dei Revenants segni la fine del mondo. Lucy sembra invece aver acquisito comprensione per quanto riguarda lo scopo dei Revenants, e persuade Simon a lasciare Adèle, della quale non ha più bisogno; il tradimento di padre Jean-François, che si è schierato con la polizia, lo spinge ulteriormente ulteriormente a fidarsi della ragazza. Serge e Toni tentano di rintracciare Léna, e Toni intravede la madre defunta nella foresta. Durante il tentativo di attraversare il lago a nuoto, Serge sparisce sotto l’acqua. Léna trova la sua strada per il rifugio, e aiuta Camille a coprire i segni di decomposizione che sono apparsi sul suo volto. Simon trova gli stessi segni sul suo addome. Laure e Julie riallacciano il loro rapporto e cercano di partire con Victor, ma scoprono presto di non poter lasciare il paese in quanto continuano inspiegabilmente a girare in tondo, passando almeno tre volte dalla diga. Lucy trova un folto gruppo di Revenants nel bar.

La Horde
Diretto da: Fabrice Gobert, Frédéric Mermoud
Scritto da: Fabrice Gobert, Fabien Adda
Trama
Un flashback, al giorno del ritorno di Camille presso la diga, mostra molti Revenants tornare allo stesso tempo. Svegliatisi nella loro auto, Victor dice a Julie e Laure che un gruppo di Revenants ha provato a portarlo via dalla macchina nel bel mezzo della notte. Dopo aver salvato Toni, che tenta di suicidarsi gettandosi dalla diga, l’orda appare ancora una volta, e il gruppo fugge. Sulla loro strada per il rifugio, Victor scopre che Toni ha ucciso suo fratello, causando a sua volta la morte della madre, e usa la sua capacità di creare visioni per far sì che Toni si spari allo stomaco, il quale muore poco dopo l’arrivo al rifugio. Simon si libera dalla sua cella e fa visita ad Adéle per dirle che è incinta, rapendo poi la figlia Chloé. Thomas arriva al rifugio avvisando tutti che ci sono altri Revenants e che stanno venendo per loro. L’orda arriva di notte, guidata da Lucy, e reclama Camille, Victor e la signora Costa sulla promessa di rilascio di Chloé. La signora Costa lascia a malincuore, Julie non si arrende a lasciargli Victor e decide di andare con lui, Claire sceglie di andare con Camille. Chloé viene restituita, ma Lucy esige che anche Adèle faccia parte dell’orda, promettendo poi di andarsene. Thomas rifiuta, e dà ordine ai suoi uomini di bloccare l’edificio iniziando una sparatoria. All’interno, Chloé dice ad Adèle che i morti la vogliono perché è incinta di Simon. In mattinata, i Revenants sono scomparsi assieme agli eventuali corpi di Thomas e delle altre persone della polizia. Nella valle, l’intera città è allagata.

CRITICA

Les Revenants parla di una remota cittadina su un lago, nella quale ad un certo punto delle persone morte riappaiono dal nulla e se ne tornano a casa. Tipo un The Walking Dead francese, ma nel senso letterale del termine “walking”: i morti in questa serie camminano molto, mangiano come se non ci fosse un domani e più che distruggerci vogliono semplicemente riprendere la loro vita. Purtroppo per i vivi, il fatto che loro non vogliano farci del male non vuol dire che indirettamente non ce ne facciano: basta un’occhiata al proprio passato per distruggere il precario equilibrio in cui si trovano molti personaggi dopo il lutto e, più il personaggio è ancora legato al defunto (penso ad esempio alla madre di Camille, a cui basta spostare due cose per far trovare alla figlia la camera come l’aveva lasciata), più sembra rimetterci con l’avanzare della serie.
Metaforoni come se piovessero quindi, ma c’è anche un gran lavoro sui personaggi. La sceneggiatura è ottima e in solo 8 puntate riesce a far evolvere sia i personaggi vivi sia quelli morti, senza andare mai out of character o far perdere interesse nella storia.
Non ci sono solo personaggi e metaforoni in Les Revenants ma anche mistero: le luci saltano, il livello d’acqua della diga diminuisce, strani rash appaiono sulla pelle e ovviamente i morti tornano in vita. Il ritmo è lento ma costante e più avanza la trama più aumenta la curiosità. È veramente difficile staccarsi da questa serie e se dovete recuperarla la maratona è fortemente consigliata. Il problema delle serie piene di misteri è sempre il finale che, tanto vale dirlo subito, definire aperto è un po’ riduttivo: non solo non dà alcuna spiegazione ma fa sorgere molte altre domande. A me tutto sommato va bene così: 8 episodi sono troppo pochi per una storia di questa portata e preferisco tenermi le mie domande ancora per un po’ piuttosto che ottenere subito delle risposte affrettate. Non preoccupatevi la seconda stagione è già stata confermata, ma il pericolo che il finale non sia soddisfacente in questi casi è comunque molto alto e se per voi è un deal breaker non so se vi conviene rischiare.
Uno dei motivi per cui questa serie mi è piaciuta così tanto è per il modo in cui tratta il ritorno dei morti: quando i morti tornano in vita negli Stati Uniti è subito una zombie apocalipse, quando lo fanno in Francia invece è risurrezione. Les Revenants è una serie con molti misteri quindi non c’è (e probabilmente non ci sarà mai) la certezza su cosa siano i morti e come siano ritornati, ma la parola “risurrezione” è detta molte volte all’interno della serie, in modo serio e rispettoso ma senza sforare nel fanatismo religioso. Il risultato è che non si cerca mai una causa per il ritorno dei morti, si cerca un motivo per il loro ritorno. È una mentalità che mi riesce difficile associare ad un paese protestante, mentre trovo molto adatto per un paese fortemente cattolico come la Francia e l’Italia.
Ecco la vicinanza tra i nostri paesi è un altro motivo per cui questa serie mi ha colpito, perché permette un’immedesimazione che trovo semplicemente maggiore rispetto ad uno show americano. Lo scenario di Les Revenants è praticamente identico a quello del mio paese di 4000 abitanti nel mezzo della pianura padana (che io chiamo, amichevolmente, il terzo mondo): in un modo o nell’altro tutti si conoscono, i giovani hanno tutti lo stesso zaino, si passa il tempo libero a bere nell’unico pub della zona perché c’è solo quello da fare, i fidanzati fanno il corso con il prete prima di sposarsi in chiesa, eccetera eccetera. Quando nel pilot quindi si sente la madre di Camille dire “tu me l’avevi detto, mi avevi detto che se avessi pregato tanto lui mi avrebbe ascoltata” non suona solo credibile, ma famigliare: potrebbe tranquillamente essere una mia vicina di casa che ha perso un figlio in un tragico incidente.
Per finire, che ho già scritto troppo, due parole sul comparto tecnico: come detto in precedenza la sceneggiatura è ottima, la regia non è mai banale e riesce a passare dal drama classico all’horror con una semplicità incredibile. La recitazione è mediamente molto buona (con picchi veramente eccellenti), trovo però che il francese sia una lingua abbastanza piatta nei toni e ogni tanto, soprattutto quando i personaggi dovrebbero essere arrabbiati, rovini un po’ la scena. La cosa migliore comunque è l’atmosfera della serie, creata sia con una fotografia cupa e fredda (direi quasi obbligatoria per il genere), sia con la splendida colonna sonora di Mogwai: uno di quei temi che non ci scorderemo facilmente. (Stefano Pandini, Serialmente.com)

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Siamo in Francia, in un paesino chiuso fra le Alpi, si avverte subito un senso di oppressione e di completo isolamento. Una ragazzina cammina per strada a passo svelto, arriva a casa, mangia, si fa la doccia, saluta la mamma. Tutto normale se non fosse che la ragazzina in questione è morta da anni. Ebbene si, ancora una volta abbiamo a che fare con degli zombie, ma non sono come gli zombie di The walking dead, qui non c’è nessun corpo in decomposizione, nessuna intenzione di cibarsi di esseri umani, non sono mostri. Sono persone che prima erano morte e ora sono tornate in vita e l’unica cosa che sembrano desiderare è essere riaccolte dalle proprie famiglie. State pensando a Yomigaeri (Resurrection) di Akihiko Shiota? Si, la premessa è la stessa ma Les Revenants va oltre, non c’è solo il mistero di un fenomeno inspiegabile come Les-revenants_portrait_w858la resurrezione, c’è anche e soprattutto un’indagine sulla perdita e sulla solitudine, che non appartiene più soltanto a chi rimane in vita dopo la morte di una sorella, di un fidanzato, di una moglie o di un figlio. La solitudine qui appartiene soprattutto ai ritornati perché le situazioni della vita vera non sono più quelle che loro ricordano, sono passati anni, le persone che avevano pianto la loro morte hanno costruito nuovi equilibri, nuove vite, hanno incontrato nuovi amori, sono invecchiate. E infatti non c’è nessun party di bentornato per loro, l’ideatore della serie, Fabrice Gobert, sembra molto più interessato a mostrare le reazioni delle persone che improvvisamente devono riesumare un dolore con cui avevano già fatto i conti in passato. Un dolore che chiama la paura perché Mogwai_-_Les_Revenants_1355764260_crop_550x550non solo manca la consapevolezza di cosa siano realmente le persone che ritornano, manca anche la consapevolezza di cosa sia definitivo: la morte o la resurrezione. Les Revenants in Francia è stato paragonato a un moderno Twin Peaks, paragone azzardato forse, ma sicuramente gli otto episodi di questa prima stagione hanno registrato un enorme successo di pubblico su Canal +, tanto che la seconda stagione è stata immediatamente confermata ed è prevista per febbraio 2014. Va detto che la fotografia di questo prodotto francese è un tantino noiosa, decisamente imparagonabile alla maggior parte delle serie americane, il cast fa un lavoro dignitoso e la regia si difende bene. La colonna sonora è interamente firmata dai Mogwai che riescono benissimo a veicolare il senso di mistero e l’attesa di rivelazioni che si respirano durante tutta la serie. Consigliato. (Marta Freddio, semprelastessastoria.com)

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Se Twin Peaks avesse un erede, sarebbe questo. Les Revenants, piccolo grande miracolo televisivo del 2012, ha la bellezza cupa e mostruosa di uno scenario onirico dal quale è impossibile fuggire e nel quale può accadere qualunque cosa. L’ambientazione è quella di un piccolo paese nebbioso e grigio circondato dalle montagne, sovrastato da una grande diga, a testimoniare la vita solo poche case e una comunità di “prigionieri”. Prigionieri del luogo, dal quale si sentono protetti ma che non riescono ad abbandonare, prigionieri di se stessi, delle loro paure, dei loro lutti, mai completamente elaborati. Ad un certo punto il precario equilibrio della comunità, sempre uguale a se stessa, viene spezzato: i morti ritornano.
Sono loro i revenants che danno il titolo alla serie francese. Bambini, soprattutto questi, legati ad un tragico incidente avvenuto alcuni anni prima, messaggeri di vita e di morte al tempo stesso. Come nel capolavoro di Lynch l’uccisione di Laura Palmer era soltanto l’evento scatenante di una serie di reazioni nella comunità, così il ritorno dei defunti mette a nudo le contraddizioni, i tradimenti, le debolezze dei vivi. Elemento comune del complesso mosaico narrativo è la presa di coscienza (non molto positiva, ma tant’è) dell’impossibilità di dimenticare, di andare completamente avanti, di cancellare in maniera ipocrita il passato e le proprie colpe. L’umanità, il desiderio di essere accettati e la ricerca del perdono sono dei legami che nemmeno la morte può spezzare: questo in sintesi ciò che la serie cerca di raccontare.
E su tutte queste tematiche emerge una sensibilità decisamente “europea” in un avanzamento nella trama lento ma mai noioso, nella volontà di sorprendere ma non di shockare a tutti i costi, nel delicato scivolare di ogni storia all’interno dell’altra, senza una falsa morale, senza soluzioni facili o edificanti. È grandioso come una serie con un plot del genere, ricco di misteri, piuttosto che lasciare che tutto venga travolto dagli assurdi eventi e basarsi solo su quelli, riesca a poggiare la propria narrazione soprattutto sui personaggi e sulle loro emozioni. Senza quasi mai perdere di vista i propri caratteri, la tensione viene comunque ben gestita puntellando gli episodi con nuovi pilastri (in genere, nuovi piccoli misteri o rivelazioni inattese) che reggono il grande enigma dal quale tutto scaturisce.
Ogni elemento tecnico, in armonia con gli altri, contribuisce a creare la stessa sensazione di oppressione e prigionia dei protagonisti, con una regia attenta a valorizzare tanto i piccoli dettagli quanto le stesse ambientazioni ossessivamente riprese ancora e ancora fino a creare un clima di chiusura. Gli ambienti, spesso oscuri, con i personaggi in penombra illuminati da una fotografia fredda richiamano alla mente le atmosfere di The Killing (anche in quel caso una serie spesso accomunata a Twin Peaks). La prova del cast – tranne un paio di eccezioni – nel complesso è grande, e dimostra, casomai ce ne fosse bisogno, come la giovane età non sia né una scusa né una discriminante per un’ottima recitazione.
Discorso a parte merita la splendida colonna sonora dei Mogwai. Pur non essendo uno dei lavori migliori del gruppo post-rock scozzese la soundtrack si sposa perfettamente con le immagini dello show contribuendo ad immergerci ancora di più nelle sue atmosfere claustrofobiche. Su tutto emergono le chitarre cupe e ossessive di Wizard Motor, l’inquietante e ritmico crescendo della opening Hungry Face e la più delicata e malinconica This Messiah Needs Watching.
Difetti? Se Les Revenants fosse stato progettato come una stagione unica e avesse creato un finale all’altezza delle prime, perfette puntate, a quest’ora staremmo parlando di un capolavoro. Purtroppo così non è e la decisione di rinviare ad una seconda stagione la risposta a tutte le maggiori questioni della trama lascia un pò di amaro in bocca, anche considerando come l’equilibrio, fino a quel momento gestito benissimo, negli ultimissimi episodi si sposti un pò troppo a favore della dimensione “mistery”. (Simone Novarese, Badtv.t)

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