I Racconti di S. Francisco

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I Racconti di S. Francisco

Una soap-opera sentimentale e divertente, nella quale i personaggi gay non rappresentano eccezioni né anomalie ma sono naturalmente integrati alle storie d’amore, di delusione, d’allegria, d’avventure o disavventure; un Beautiful senza aggressività né malvagità, un Dallas senza voracità né intolleranza. All’origine della serie sta una rubrica di storie cittadine pubblicata dal quotidiano San Francisco Chronicle, scritta da Armistead Maupin con immenso successo, poi raccolta dal 1977 in tre volumi.

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Tutti sotto lo stesso tetto, tutti sotto lo stesso cielo, stellato sì, ma senza amore, in una San Francisco anni post-hippie e ante-AIDS, che distribuisce permissivismo e opportunità a piene mani, ma che poco concede quando c’è da saldare legami duraturi, sinceri, di cuore. Dopo gli incontri nelle saune per soli uomini, dopo una cena a lume di candela, dopo una scorrazzata in macchina su e giù per la città, dopo aver tirato l’alba nella locale più “in” del momento, dopo essersi rollati l’ennesima canna ascoltando i Mamas and The Papas, per gli inquilini di del N° 28 di Barbary Lane, la casa rimane la vera oasi di felicità, dove ripararsi dai temporali di promesse non mantenute.
Coccolati da un amorevole padrona di casa, Anna Madrigal (Olympia Dukakys), gli otto abitanti del 28 di Barbary Lane si avvicendano in un intreccio di vite e di storie, sempre alla ricerca del vero amore, di avventure impossibili, ma passionali. Per scoprire che quella sete necessaria di stabilità e affetti consolidati, viene placata ogni giorno, al semplice ritorno a casa.

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