OZ

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OZ

Una serie iniziata nel 1997 e terminata con la sesta serie nel febbraio 2003. In Italia viene trasmessa prima su Sky e poi Italia 1. Tutta ambientata all’interno di un carcere di massima sicurezza ne racconta la vita dei prigionieri con brevi flash back del momento in cui hanno commesso il reato. Stupri omosessuali, prigionieri gay alquanto stereotipati, ma anche una bella storia d’amore tra Tobias ‘Toby’ Beecher, sposato con figli che si scopre gay e innamoratissimo di Christopher ‘Chris’ Keller che prima lo seduce poi lo abbandona umiliandolo e facendolo soffrire terribilmente. Toby cercherà in seguito di vendicarsi ma l’amore per Chris non lo abbandonerà e ricadrà ancora in una sua trappola prima di …
Scene di nudo maschile in quasi ogni puntata. Per gli amanti del genere carcerario è imperdibile. Disponibile anche in dvd italiano.

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9 commenti

  1. thediamondwink

    Una geniale serie televisiva che solo HBO poteva concepire e produrre, devo dire che sin dall’inizio mi ha appassionato tanto, coinvolgente e, in certe parti, non si può fare a meno di riflettere sugli avvenimenti. Molto bravi gli attori, la rappresentazione della violenza in un penitenziario è espressa in modo eccelso, ma, al tempo stesso, non esagerato come si possa pensare. Infatti, mi aspettavo più sangue e scene da film horror, come del resto sono stato abituato negli ultimi lavori di HBO, ma nella serie è stato tutto molto contenuto.
    La storia d’amore tra Beecher e Keller è molto ridicola, forzata e al limite della realtà: come si può amare e, dopo pochi minuti, snobbare e odiare il proprio “compagno”? Alla fine il copione diventa un po’ una cozzaglia di argomenti, triti e ritriti, qualche interessante puntata nelle ultime due stagioni, ma le migliori rimangono le prime …

  2. pal39

    Ho scaricato dal web le stagioni 5 e 6 che non sono mai state date in Italia. I personaggi principali acquistano maggiore “umanità” nel senso di capacità di qualche forma di amore , sprazzi di luce tra le tenebre. Tra Chris e Toby si sviluppa un vero amore pur sempre tra violenze estreme e omicidi. L’amore per il fratello ritardato rende meno odioso il personaggio di Ryan O’Reily fin qui pericoloso e subdolo come una vipera e persino il “mostro” nazista Schillinger ha momenti di cedimento ,quasi di tenerezza. Gli unici personaggi positivi rimangono sempre il prete cattolico e la suora cattolica (la brava Rita Moreno) riuscendo comunque ad evitare l’agiografia e l’oleografia , mettendo in risalto dubbi e debolezze. Il giudizio finale è sempre ottimo. Più che una rappresentazione dell’orrore della vita carceraria e della pena di morte ciò che ti rimane dopo la visione è l’interrogativo sul male del mondo e sulla sua origine. Anch’esso emanazione di Dio ?

  3. In questa eccellente serie televisiva dell’inizio degli anni 2000 , il tratto dominante è la malvagità del genere umano. E non soltanto perchè il microcosmo in cui si svolge è un carcere di massima sicurezza che raccoglie il peggio della società ma perchè riesce a travalicare i confini del carcere dandoci un’immagine dell’uomo in sè come figlio del male. Tutto è tradimento,violenza, sopraffazione e nessuna religione, filosofia di vita riescono a far intravvedere una fiammella di speranza. In tanto nichilismo il mondo gay ovviamente si adegua. Che poi gay qui indica solamente stupro anale o orale. L’unico spunto d’amore, Toby verso Chris (un sexy Christopher Meloni) si infrange al solito per tradimento e spietatezza d’animo. Gli attori sono tutti (e dico tutti) ottimi e la serie raggiunge un livello di eccellenza persino all’interno delle produzioni d’alto livello della HBO. Voto 9.

  4. “Per gli amanti del genere carcerario…” mi pare riduttivo. OZ è un capolavoro della serialità televisiva. Qualcosa di difficilmente avvicinato in futuro. Il voto è persino basso.

  5. perles75

    A livello visivo è un pugno nello stomaco (anime delicate astenersi) e rappresenta un’umanità degradata e deprimente, ma come serie televisiva è una delle cose migliori che siano state fatte. I moltissimi personaggi principali sono quasi tutti interessanti (oltre ad essere interpretati da attori molto bravi) e le varie storylines sono raramente banali.

  6. smalltownboy

    Non mi risulta che Mathew St.Patrick (il poliziotto nero e gay protagonista di Six Feet Under) abbia recitato in nessuna delle puntate di Oz… L’attore che interpreta Zahir Arif, discepolo dell’Imam Said in Oz, gli somiglia ma non è lui, si chiama Granville Adams.

  7. Exeunt Omnes

    La storia tra Beecher e Keller nella serie Oz tocca il vertice dell’Arte cinematografica e segnerà una pietra miliare nella storia del cinema.Tra l’altro il film è stato premiato da GLAAD.
    In Italia poco conosciuta e quindi poco apprezzata poichè è stata mandata in onda solo le prime stagioni e di notte.Tra l’altro non esiste la versione italiana.
    Non a caso Oz termina nella 6a stagione con la rappresentazione del Macbeth e termina cosi’ in modo sublimamente Shakespeariano.
    Non è solo la denuncia sul sistema penitenziario e dei diritti civili in Usa ma il tentativi di rompere il clichè dell’amore “gay” in una visione piu’ ampia dell’amore di un uomo verso un altro uomo.

  8. Jim Puff

    Serie che si svolge tutta dietro le sbarre, adatta x chi ama il genere carcerario.
    Molti nudi, molta violenza e qualche bella storia d’amore.
    Vecchi attori (Rita Moreno e Toni Musante) riciclati e tanti giovani attori davvero bravi!
    Tra i neri religiosi s’individua il gay poliziotto della serie “six feet under”.
    Se non disturba troppo la violenza, le puntate presentano situazioni varie e spunti interessanti!

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trailer: OZ

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Varie

Racconto romanzesco di quanto accade dietro le sbarre di uno dei carceri di massima sicurezza degli Stati Uniti. In Oz la galera viene raccontata in tutta la sua assoluta crudeltà. Un luogo dove il sangue scorre a fiumi e il linguaggio sboccato è la maggiore fede praticata. Un luogo corrotto e contorto dove ogni giorno si deve cercare di sopravvivere fondamentalmente a due grossi pericoli: alla lama affilata del coltello che il tuo compagno di cella nasconde sotto al cuscino o, alternativa sicuramente non più affascinante, a “quello” che il tuo stesso compagno di cella nasconde nei pantaloni.
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La difficile convivenza tra i diversi gruppi, etnici e/o religiosi, costretti a vivere a stretto contatto, tra odi personali, pregiudizi e “aspettative di vita”, ci viene raccontata nella maniera più cruda possibile, ma per una volta i dialoghi e le situazioni non suonano censurati né esagerati. Per una volta la violenza non ha bisogno di essere mostrata, perché trasuda da ogni inquadratura, da ogni battuta…
Il “Paradiso” (“Emerald City”, in originale) è il braccio speciale del penitenziario di Oswald, poco fuori Baltimora. Gli ospiti di questo braccio stanno decisamente meglio degli altri, ma se sei lì devi fare qualcosa per renderti utile, come pulire il culo ai prigionieri ammalati di AIDS. Se sei lì è perché i capi vedono qualche possibilità di redenzione, per te… oppure sei il cugino del direttore… Gli “angeli custodi”, ossia i secondini, ti controllano 24 ore al giorno, a differenza degli altri bracci, in cui la notte sei abbandonato a te stesso, ma questo non vuol dire che puoi permetterti di dormire tranquillo: di qualunque gruppo tu faccia parte (Fratellanza Ariana, Uomini d’Onore, Mussulmani, Afro…) hai dei nemici da cui devi guardarti.
La serie è stata prodotta dalla HBO, con una qualità (ed una mancanza di moralismo) che le nostre televisioni si sognano nelle notti di plenilunio, ed è interpretata da buoni attori, tra cui il vecchio leone Tony Musante o i volti già noti ai telespettatori di “Homicide” di Zeljko Ivanek e Jon Seda. (Alberto Cassani, Cinefile.biz)

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