Gomorra (la serie)

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Gomorra (la serie)

“Gomorra – la serie”, di brutto ha solo il logo e forse un racconto narrativo che mira più alla semplificazione che all’approfondimento, cosa che però può anche considerarsi un pregio quando riesce comunque a centrare il bersaglio preposto, quello di una comunicazione semplice e diretta, efficace e coinvolgente quanto basta. A differenza del film “Gomorra”, che si poneva l’obiettivo di raffigurare più un’ambiente che dei personaggi, e per questo aveva scelto di rappresentare una serie di eventi specifici ma scollegati tra loro, qui abbiamo una storia unica, quella della famiglia e del clan Savastano in lotta con i clan rivali per la gestione del territorio e dei suoi traffici illeciti. Ciò nonostante gli sceneggiatori hanno felicemente scelto di dedicare ognuno dei dodici episodi della prima stagione (ma sembra anche della seconda) a delle precise e differenziate tematiche, come la famiglia malavitosa, la violenza gratuita, il carcere, i traffici con l’estero, il riciclaggio del denaro, la politica e le elezioni, ecc. Abbiamo così la possibilità di conoscere diversi personaggi secondari, spesso che durano solo il tempo di una o al massimo due puntate, ma quasi sempre molto efficaci, grazie ad una intelligente sceneggiatura ed un’abile regia. Nel settimo episodio della prima stagione (diretto da Francesca Comencini) abbiamo il personaggio di Luca Giacobone, una giovane lesbica il cui nome vero è Marta. Veste abiti maschili ed è capace di farsi rispettare da chiunque, anche dai bulletti del quartiere che zittisce con poche parole. Ha un rapporto sincero ed affettuoso col padre che purtroppo arriva a suicidarsi in conseguenza delle minacce ricevute da uno strozzino, Franco Martucci (detto leccalecca) che dopo la sua morte vorrebbe continuare a rivalersi sulla famiglia Giacobone. Marta è disperata e si rivolge a Imma, la moglie del boss (attualmente in carcere) del quale sta facendo le veci. Il rapporto tra Imma e Marta è forte e pieno di rispetto. Imma prende con decisione la sua difesa recandosi a casa dello strozzino per lasciargli un avvertimento chiaro. Franco non desiste e picchia Marta minacciandola di morte se non restituisce il denaro. Quando Imma vede il volto tumefatto di Marta non esita un istante e manda due sicari ad uccidere Franco. Naturalmente Imma non agisce a titolo gratuito ed ora ottiene che Marta lasci che la sua casa, posta in un nuovo quartiere che il clan sta conquistando, diventi un luogo di osservazione degli spacciatori nel caso ci fossero improvvisi interventi della polizia. Imma vorrebbe anche aiutarla a rimettere in piedi l’attività paterna, un negozio di abiti da sposa, ma lei rifiuta dicendosi non adatta a quel lavoro. Marta si mette così a completo servizio di Imma, diventando la sua portavoce nel posto e distribuendo lei stessa le paghe ai giovani spacciatori. A questo punto Marta diventa anche il primo bersaglio del clan concorrente. Struggente la scena in cui vediamo Marta che entra nel negozio chiuso del padre, si toglie la camicia e si aggiusta le fasce che le stringono il seno, per indossare uno degli abiti da sposa. A questo punto entrano due uomini a volto coperto che tentano di assalirla. Marta, con indosso l’abito da sposa, cerca di fuggire in strada ma viene raggiunta e crivellata a colpi di pistola. Marta è un personaggio omosessuale rappresentato nella sua cruda realtà, quello di un ambiente dominato dalle faide dove vige la legge del più forte (o del più spietato), in cerca solo di poter sopravvivere senza sacrificare nulla della sua identità.
La sua vicenda è anche quella che regala alla protagonista Imma una sfaccettatura di umanità e benevolenza, pur sempre interessata, che la serie volutamente esita ad assegnare ai cinque protagonisti principali. Nel terzo episodio della seconda stagione ci viene mostrata la vita intima di Salvatore Conte (Marco Palvetti), capo del clan dei scissionisti costretto ad un’alleanza con la banda di Ciro (Marco D’Amore). Salvatore partecipa al battesimo del figlio di un gregario dove vediamo cantare Nina (Alessandra Langella), una trans della quale Salvatore è innamorato. Poco dopo lo vediamo infatti a letto con Nina che gli mostra orgogliosa il suo procace seno. Salvatore fa poi una visita a casa della madre che lo rimprovera di non avere ancora trovato una fidanzata. Per fugare sospetti si mette d’accordo con la sorella (?) di Nina per simulare una relazione, mostrandosi in pubblico che si baciano, mentre Nina, d’accordo, li guarda dalla finestra. Alla festa per il suo compleanno Salvatore si presenta con la finta fidanzata, un’occasione per farla conoscere a tutti, mentre il suo amore Nina vi partecipa cantando una canzone, che però viene interrotta dalle offese e dagli insulti (frocio, checca, ecc.) soprattutto di O’Mula. Salvatore sopporta con sofferenza questa situazione ma poco dopo pianta un coltello nella mano di O’Mula. La motivazione di questa reazione è che Nina è la sorella della sua fidanzata. Questo fatto sembra aver cambiato le prospettive di Nina, che ora vorrebbe costringere Salvatore a venire allo scoperto. In una scena vediamo la sorella di Nina che tenta di mettere alle corde Salvatore, che però le fa capire che per lui è impossibile mostrarsi innamorato di una trans. A questo punto finisce la finta storia d’amore e vediamo la sorella che entra in camera di Nina, che sta piangendo, per dirle che Salvatore non vuole cambiare nulla… Peccato che gli sceneggiatori non se la siano sentita di portare avanti una storia d’amore trans, tagliando subito la testa al toro.

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