Das Boot

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Das Boot

Con questa serie l’Europa, più precisamente la Germania, riesce a dimostrarsi più inclusiva degli USA, grazie anche alla produzione Sky che non può dimenticarsi dei tanti abbonati LGBT, quasi il 10% del totale, come ha già fatto con Suburra (che ha tra i protagonisti principali lo zingaro gay). Purtroppo in questo caso non possiamo dirvi nulla di specifico per non rovinarvi la sorpresa, sulla quale hanno puntato molto gli abili sceneggiatori Johannes W. Betz e Tony Saint che solo a metà serie, alla fine del quarto episodio, fanno esplodere una piccola bomba, questa volta solo metaforica.
La nuova serie (la più costosa prodotta in Germania, 26 milioni di euro, fortunatamente venduta in più di 100 Paesi ancor prima che venisse terminata, con già in lavorazione una seconda stagione) si basa sempre sul libro di Lothar-Günther Buchheim del 1973 ma con aggiunte del libro dello stesso autore, “La Fortezza” pubblicato nel 1995. La trama parte nove mesi dopo gli eventi del film originale di Wolfgang Petersen, uscito nel 1981 (poi diventato serie tv nel 1985), siamo quindi a settembre del 1942 ed ora l’interesse della storia viene diviso quasi a metà tra le vicende sul sottomarino (che non è più equipaggiato da marinai accuratamente selezionati, ma da membri in maggioranza alle prime armi, e assai litigiosi) e dalle vicende della resistenza francese a La Rochelle che cerca di boicottare gli occupanti tedeschi. La serie quindi non vuole essere un rifacimento ma qualcosa di nuovo e diverso. Nella storia terrestre hanno il sopravvento alcune donne, con alla testa Simone Strasser (Vicky Krieps) che lavora come traduttrice presso gli uffici del comando tedesco. E’ appena arrivata dall’Alsazia e la vediamo incontrare suo fratello, Frank (Leonard Scheicher) che sfortunatamente (colpa di uno stupido incidente sul sottomarino U-612) deve all’improvviso sostituire un uomo dell’equipaggio e partire il giorno dopo per una pericolosa missione. I due fratello e sorella sono tedeschi ma sono cresciuti in una regione che storicamente si è alternata tra dominazione tedesca e francese, risultando così poco simpatici sia ai tedeschi che ai francesi. Frank è segretamente fidanzato, con figlio, ad una ragazza ebrea, con la quale stava progettando di espatriare in America. Adesso, impossibilitato a tornare a terra, chiede a Simone di sostituirlo in un incontro dove in cambio di alcune carte dovrebbe avere i passaporti che gli servono. La serie, grazie anche a questa parte terrestre della vicenda, affronta con profondità le tematiche politiche dell’epoca (oggi non del tutto sopite) assegnando a queste gran parte della suspence che nel film originale era riservata solo all’equipaggio sottomarino, che era un disperato grido contro la guerra. Simone si trova così invischiata in due situazioni inattese, come presa tra due fuochi, una con la resistenza (guidata da Carla Monroe, interpretata da Lizzy Caplan, la brava e bella protagonista di Masters of Sex) ed una sul lavoro coi gerarchi tedeschi, col comandante Hagen (Tom Wlaschiha) che inizia a corteggiarla…
Nel sottomarino la tensione sempre più drammatica è tra il comandante Klaus Hoffmann (Rick Okon) e il suo equipaggio in permanente allerta, sobillato dal primo ufficiale (il solito militare frustrato che ambiva al comando). Non mancano sporadici passaggi con riferimenti gay (oltre ai soliti epiteti offensivi) come quando un soldato dice ad un altro di non rammaricarsi per una conquista perduta, in quanto col suo “bel culo” potrà presto rifarsi. Ma come promesso, per il vostro divertimento, ci fermiamo qui.

synopsis

The story of the new high end series “Das Boot” begins in the fall of 1942, at a time when, in the midst of World War II, submarine warfare was becoming ever more brutal. The plot follows a young submarine crew on a dangerous surveillance mission, as the Résistance begins to gain influence at the French port of La Rochelle. During the Autumn of 1942, in occupied France, U-612 is now ready for its maiden voyage, preparing to head into the increasingly brutal warfare with its young crewmen, including the new commander, Klaus Hoffmann (Rick Okon). As the 40 young men take on their first mission, they struggle with the cramped and claustrophobic conditions of life underwater. Their personalities are pushed to the limit as tensions rise and loyalties begin to shatter. Meanwhile, at the port of La Rochelle, the world of Simone Strasser (Vicky Krieps) spirals out of control as she is engulfed in a dangerous liaison and forbidden love, torn between her loyalty for Germany and the Résistance,

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