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Seconda produzione Netflix Italia dopo il discusso “Suburra-La serie”. Una bella storia d’amicizia femminile. Diciamo subito che la serie strombazzata dai media come il racconto della terribile vicenda di cronaca che vide coinvolte un gruppo di ragazzine della Roma bene che si davano alla prostituzione solo per avere soldi con cui comprare vestiti e partecipare a feste prestigiose e che poi finirono per essere sfruttate, minacciate, ricattate con video pedo-pornografici e con una delle madri coinvolta direttamente, tutto questo, come hanno dichiarato gli stessi autori, nella serie Baby è presente solo come spunto per analizzare invece tutto quello che può esserci dietro e prima, cioè come sia possibile, in quei determinati ambienti sociali e famigliari, arrivare a quegli estremi.
La serie è stata scritta dal collettivo GRAMS (composto da cinque giovani autori: Antonio Le Fosse, Re Salvador, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti e Giacomo Mazzariol) coadiuvati da Isabella Aguilar e Giacomo Durzi. Un team giovanile per una storia giovanile, quale miglior garanzia di autenticità? Ed in effetti la serie, tra molti limiti, ha sicuramente il pregio di essere fresca e spontanea, grazie a dei bravi interpreti (anche i giovanissimi, sebbene alle prime armi), un montaggio serrato (anche se nei primi tre episodi, su sei in totale, si limita a presentare i vari protagonisti) e delle buone ed efficaci musiche. Il limite principale è che non riesce ad andare oltre gli stereotipi già visti e rivisti in numerose serie teen. Qui si insiste molto sulle responsabilità della famiglia per cui abbiamo genitori che vivono separati in casa, tutti presi dalle loro vicende personali, con i figli che fanno appena da sottofondo alle loro trame, oppure madri separate che cercano di rifarsi una vita e sentono i figli come un ostacolo, oppure padri che non sanno conciliare lavoro e vita famigliare, ecc. I figli, che si sentono abbandonati a se stessi, devono cercare qualcosa a cui aggrapparsi, soprattutto qualcuno o qualcosa che possa dare un senso alle loro vite, al loro futuro, al loro bisogno d’amore. Sono temi bellissimi e fondamentali che però vorremmo vedere indagati sotto qualche aspetto inusuale, con qualcosa di nuovo da dire o mostrare, che ci aiuti ad approfondire, a comprendere meglio. Poi non vorremmo che si utilizzasse il solito schema che vede il mondo diviso tra buoni e cattivi mentre sappiamo che la realtà è assai più complessa e frammista. Poi vorremmo che tutti i personaggi messi in campo avessero la capacità di farsi individuare e comprendere, senza fermarsi al ruolo di macchiette. C’è da dire che sei episodi di poco più di 40 minuti sono sicuramente pochi, sembrano più un prologo a qualcosa che seguirà, qualcosa che speriamo possa farci ricredere sulle prime negative impressioni. Anche la storia gay, per ora sicuramente la più sacrificata, merita sviluppi più consistenti. Siamo arrivati ad un coming out che sembra piovuto dal cielo, con un padre burbero e lontanissimo dal proprio unico figlio. Il ragazzo gay è ancora velato a scuola (sebbene nei cessi appaiano scritte rivelatrici) e noi intuiamo qualcosa quando lo vediamo interessarsi al bel tenebroso di turno (con zero possibilità di sviluppare qualcosa che non sia una semplice amicizia). Poi lo vediamo che si masturba davanti ad una foto di moda intima maschile, e infine che si mette a cercare su grindr (o qualcosa di simile). Una rapidissima scena (sembra scappata di mano agli sceneggiatori) ci mostra qualcuno, di spalle, che si presenta fisicamente davanti al nostro eroe… il seguito l’anno prossimo (anche se finora Netflix non ha annunciato una seconda stagione). Eppure il soggetto dovrebbe essere tra i principali protagonisti della serie, a giudicare dalle varie presentazioni ufficiali. Speriamo di poterne riparlare il prossimo anno.

synopsis

Baby, which is based loosely on real events, follows two high school girls as they’re pulled into a prostitution scheme. At first, Chiara (Benedetta Porcaroli) and Ludo (Alice Pagani) find the income liberating and the male attention flattering. When Saverio (Paolo Calabresi), the ring’s organizer, shows his lasciviousness and tries to take advantage of Ludo, they realize the inherent danger of their set-up. They remember their “business partners,” Saverio and Fiore (Giuseppe Maggio), are straight-up criminals.

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