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American Gods

American Gods
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American Gods

Splendide immagini dove la violenza ed il sangue si cristallizzano in arabeschi giochi di colori e luci, dove sogno e realtà si mescolano di continuo, dove suspence e mistero lasciano spazio ad ampi momenti di lenta riflessione. Una serie che sfida le convenzioni e forse anche la pazienza degli spettatori che vorrebbero subito comprendere tutto e che invece vengono spesso sospesi in intermezzi che appaiono estranei a quanto finora raccontato. Eppure è tutto meravigliosamente collegato, nello stile (fantasioso ma anche iper-realistico), nelle immagini, nei personaggi, nei pensieri, nelle storie, di un mondo confuso tra mitologia e storia reale, tra passato, presente e futuro. Come tutte le innovazioni artistiche e le esplorazioni di nuove strade di comunicazione ed interpretazione, anche questa seminerà dubbi e perplessità, quando non rifiuti o condanne aprioristiche. Solo il tempo ci darà le conferme necessarie. Questa breve premessa per mettervi subito sull’avviso che stiamo parlando di un’opera non facile, discontinua (volutamente), ma sicuramente affascinante per chi vuole staccarsi dalla solita routine televisiva.
La serie, co-scritta da Bryan Fuller, gay dichiarato, è ricavata da un romanzo fantasy di Neil Gaiman (autore famoso soprattutto per opere di fumetto), che ha vinto diversi premi internazionali (Bram Stoker, Nebula, Hugo), mette in scena l’impari lotta tra i vecchi ed i nuovi dei dell’umanità. “Adesso, come avete avuto modo di scoprire da soli, in America stanno nascendo nuovi dèi che crescono sopra nodi di fede: gli dèi delle carte di credito e delle autostrade, di Internet e del telefono, della radio e dell’ospedale e della televisione, dèi fatti di plastica, di suonerie e di neon. Dèi pieni di orgoglio, creature grasse e sciocche, tronfie perché si sentono nuove e importanti“. I vecchi dei, che sono i protagonisti della vicenda, sono le antiche divinità dei pantheon mondiali, arrivate in America con gli emigrati, che hanno portato con loro, inconsapevolmente, la loro fede e le loro tradizioni. “Ben presto la nostra gente ci ha abbandonato, ricordandosi di noi soltanto come creature del paese d’origine, creature che credevano di non aver portato nel nuovo mondo. I nostri fedeli sono morti, o hanno smesso di credere in noi, e siamo stati lasciati soli, smarriti, spaventati e spodestati, a cavarcela con quel poco di fede o venerazione che riuscivamo trovare“.
La storia narra le vicende del misterioso Shadow, un uomo che viene rilasciato di prigione tre giorni in anticipo, dopo aver scontato una condanna di tre anni per una rapina in banca, a causa dell’improvvisa morte della sua amatissima moglie Laura, venuta a mancare in un incidente d’auto (scopriremo poi che era in auto col migliore amico di Shadow impegnata in una fellatio). Durante il viaggio in volo verso casa per il funerale, Shadow si ritrova seduto a fianco ad un uomo che si presenta come Mr. Wednesday, il quale si dimostra essere fin troppo informato sulle vicissitudini, passate e presenti, del protagonista. L’enigmatico Wednesday proporrà a Shadow di lavorare per lui come sua guardia del corpo in cambio di un lauto compenso, ma ciò che il protagonista non immagina minimamente è chi sia in realtà il suo nuovo datore di lavoro…
Nel terzo episodio troviamo una delle scene gay più erotiche mai viste in tv. La scena fa parte delle varie digressioni, inserite nella trama principale col titolo “Da qualche parte in America”, che mostrano diverse storie d’immigrati. Qui vediamo due uomini, Salim (Omid Abtahi), giovane uomo d’affari musulmano di New York, e un tassista (Mousa Kraish) che si ritirano in una stanza d’hotel per un focoso amplesso. Il significato di questa scena è stato così spiegato dal creatore Fuller (che ha fatto rigirare più volte la scena perché fosse esplicitamente gay) : “Questa scena ambisce a sfumare il confine tra estasi sessuale e spirituale. Non è un’impresa facile, per due personaggi gay musulmani, avere una splendida, elevata esperienza sessuale. Ho voluto mostrare, assieme al co-creatore Michael Green, come fosse accogliere un dio dentro di sé, trattando il sesso come metafora dell’esperienza religiosa. Abbiamo voluto presentare una scena di vero sesso gay e raccontare la storia di un uomo che viene da un Paese (Oman) dove l’omosessualità è punita con la morte. Per lui, che probabilmente in passato aveva fatto solo cose al massimo come pompini, si tratta del primo rapporto sessuale completo della sua vita, della prima vera esperienza d’amore totale. È un incredibile e bellissima esperienza per un essere umano, soprattutto se si considera che molti uomini o donne non possono realizzarla nel loro Paese d’origine.”
Lo scrittore del romanzo, Neil Gaiman, che riteneva impossibile mostrare in tv quell’episodio, si è detto estremamente soddisfatto: “mi è sembrato di vedere il miglior porno gay che avessi mai guardato [ma confessa di non averne visti molti]. Hai l’impressione che i confini siano cancellati, e questo mi rende davvero orgoglioso”. La serie, disponibile (sottotitolata) su Amazon Video un episodio a settimana, è già stata rinnovata per una seconda stagione.

Ruoli LGBT

The Jinn - Mousa Kraish

The Jinn
(Mousa Kraish)

Tassista mussulmano che soddisfa il desiderio amoroso di Salim

Salim - Omid Abtahi

Salim
(Omid Abtahi)

Uomo d’affari mussulmano che seduce il tassista

synopsis

Its about wars to come with Old Myth Gods, and new American Gods. Where one side manifestations of the Old Gods of ancient mythology, whose powers have waned as their believers have decreased in number, against the New American Gods – manifestations of modern life and technology, such as the Internet, media, and modern means of transport. Shadow is a man with a past. But now he wants nothing more than to live a quiet life with his wife and stay out of trouble. Until he learns that she’s been killed in a terrible accident. Flying home for the funeral, as a violent storm rocks the plane, he is greeted by a strange man in the seat next to him. The man calls himself Mr. Wednesday, and he knows more about Shadow than is possible. He warns Shadow that a far bigger storm is coming. And from that moment on, nothing will ever be the same. In the third episode we have a love story between gay Muslim immigrant Salim (Omid Abtahi) and a mystical Jinn (Mousa Kraish). This story, part of the show’s recurring “Somewhere in America” segment which highlights a different immigrant story each episode, shows that the story of two gay Muslim men is undoubtedly part of the portrait of America (GLAAD).

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