Cinema

"Zen sul ghiaccio sottile" in uscita a Bologna dal 1 novembre e a livello nazionale dall'8 novembre

Dopo gli applausi e una positiva attenzione della stampa alla sua Prima mondiale, avvenuta all’ultima Biennale College Cinema del Festival di Venezia, e dopo l’anteprima a Roma, nella sezione Alice nella Città della Festa del Cinema, e dopo il successo dell’anteprima bolognese al GenderBender Festival, Zen sul ghiaccio sottile arriva nelle sale dall’8 novembre, con un anticipo a Bologna che lo distribuisce dal 1 novembre, con meritato orgoglio. Il film infatti è stato realizzato anche grazie alla collaborazione del Cassero LGBTI Center e del Centro risorse lgbti coinvolti in una serie di laboratori di educazione alle differenze nelle scuole medie superiori dell’Appennino bolognese. Attraverso quei laboratori la casa di produzione ha selezionato attori e attrici non professionisti per alcuni ruoli del film.

La selezione di Zen nello speciale laboratorio per talenti di Biennale College Cinema 2017/18, (attività strategica della Fondazione Biennale di Venezia rivolta alla formazione di giovani film-maker di tutto il mondo) è il sigillo alla novità e alla potenza di questo debutto, che porta con uno sguardo fresco, vivido e colorato un pugno di temi forti e sensibili: l’identità di genere, il bullismo e la discriminazione, la sessualità, la ricerca di un sé autentico. Il tutto con le armi di un film coming of age, i corpi e volti di due attrici rivelazione, Eleonora Conti e Susanna Acchiardi al debutto sullo schermo, il paesaggio attonito e poetico delle aree interne della profonda provincia italiana, tra le geometrie e i simbolismi di una pista da hockey. 

Il Cassero lgbti center, assieme al Centro risorse lgbti, ha supportato il progetto fin dalle sue fasi di sviluppo, contribuendo alla realizzazione dei laboratori-casting attraverso i volontari e le volontarie del Gruppo scuola negli istituti dell’Appennino bolognese: “Grazie alla tenacia di Margherita Ferri e di Articolture – spiega Vincenzo Branà. Presidente del Cassero lgbti center – siamo riusciti a portare i nostri laboratori nelle scuole della montagna, quelle che difficilmente attingono alle opportunità attive nel capoluogo. Questi laboratori da un lato hanno permesso di affrontare temi come l’identità di genere e l’orientamento sessuale in contesti nuovi, e dall’altro hanno consentito alla produzione di individuare attori e attrici non professionisti, selezionati non solo in base al talento e ai connotati fisici ma anche in virtù dell’adesione e del coinvolgimento al tema della scoperta di sé. È stata un’esperienza straordinaria, che ha messo in relazione il lavoro tenace del volontariato con il mondo del cinema, senza forzature o compromessi, anzi valorizzando ogni passaggio di questa inedita filiera. In questo senso, Zen sul ghiaccio sottile è un film prezioso, utile e importante. Ed è anche la traccia significativa di un lavoro di rete autentico, nato nel territorio bolognese e oggi pronto ad attraversare tutto lo Stivale. A questo viaggio associamo il nostro augurio di platee piene e tanta fortuna”, conclude Branà.

I giudizi della critica sul film:

Una regia coraggiosa e orientata al bello. una nuova autrice su cui scommettere per il futuro (mymovies)
 
Girato con mano sicura e sensibile (il messaggero )

Ferri traccia un percorso di ricerca del sé nel quale riconoscersi universalmente (sentieri selvaggi)

Il film di Margherita Ferri affronta l’età adolescenziale con autenticità, lasciando trasparire impeccabilità sotto molti aspetti e passione nella regia (Cinematographe)

La regista porta in sala con autenticità una storia che mette al centro la fragilità di un’età complicata e difficile (Cinematografo.it)

Margherita Ferri, formata all’UCLA di Los Angeles e poi al Centro Sperimentale di Cinematografia, dopo esperienze nel documentario televisivo e cinematografico a livello nazionale e internazionale, e dopo aver co-diretto la pluripremiata web-serie “STATUS”, approda al cinema di finzione con un racconto dal sapore fortemente autobiografico. Un racconto su un’amicizia, un viaggio rischioso di ricerca, di lotta, che invita a non scappare dalle crisi di identità, dalle incertezze, dalle domande pressanti del proprio intimo.
In un paese e in un momento storico spesso frastornati da messaggi di sicurezza identitaria, e dove l’identità è una patente di sicurezza, la storia di due giovani adolescenti, perse in una provincia montanara, tra le ritualità di uno sport complicato e di una comunità che faticano a capire, non è una storia minoritaria. Zen sul ghiaccio sottile è una foto delicata, dura, vivace, di un paese reale.
Un piccolo racconto universale.

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