Cinema

Seconda giornata al 32mo Mix di Milano. Premiata Iaia Forte.

 

La serata è iniziata con una strepitosa interpretazione dell’attore Angelo Di Genio che potete gustare nel video qui sotto (sarebbe un delitto riassumerla), seguita dalla premiazione come Queen of Comedy 2018 di Iaia Forte, che ha ricambiato con un manifestato amore verso la nostra comunità, che, ha detto, ha ancora molto da insegnare alla nostra società.

 

 

Fumetti Fuori! al Festival Mix – Tavola rotonda sul fumetto LGBT in Italia

Tra gli eventi collaterali di questa edizione del Festival Mix abbiamo potuto assistere ad un incontro particolarmente interessante e originale: Fumetti Fuori! Tavola rotonda sul fumetto LGBT in Italia.

Un appuntamento con il mondo del fumetto in realtà periodico, nato un’anno fà e arrivato qui alla settima edizione, organizzato dall’instancabile Mario Muscio della Libreria Antigone insieme a Massimo Basili, esperto da sempre di fumetti. Hanno partecipato all’incontro numerosi autori di fumetti LGBT: Giulia Argnani, Jacopo Camagni, Giopota, Wally Rainbow, Samuel Spano e Ariel Vittori. Raramente si sono potuti organizzare in Italia incontri simili con una tale partecipazione di autori.
Simbolo mascotte dell’incontro un’immagine del fumetto Krazy Kat ideato nel 1913 dal George Herriman, un gatto nero né maschio né femmina che si può considerare una specie di anticipatore del fumetto lgbt. Massimo Basili ha iniziato l’incontro chiedendo ad ognuno degli autori di parlare di una tavola di fumetto che sia stata formativa e decisiva per la loro carriera e nella loro vita in generale. Tutti noi che frequentiamo le rassegne di cinema LGBT possiamo citare alcuni titoli di film che sono stati importanti per capire meglio noi stessi e per il nostro coming out. E’ meno risaputo che molti giovani devono ringraziare la lettura di un fumetto. Tanti della nostra generazione devono molto alle tavole di Tom of Finland, mentre tra i giovanissimi spopolano i manga, pieni di personaggi e storie d’amore LGBT.
Quindi Basili ha chiesto agli autori se al giorno d’oggi il fatto di proporre storie a tematica LGBT e dichiararsi gay e lesbica non abbia ancora conseguenze negative per la propria carriera di autori di fumetti. Si è quindi parlato a ruota libera della valenza politica del raccontare di storie lgbt nei fumetti, quindi dei fumetti a tematica con contenuti erotici, dei fumetti d’autore e fumetti più popolari, dei fumetti con un’anima rivoluzionaria underground e fumetti più main stream, rassicuranti per il grande pubblico. Degli editori di fumetti LGBT e dell’avvento di internet.

Biografie
Massimo Basili, scrive di fumetto e cultura gay per riviste on-line e di carta. Con Fumetti Fuori! cerca di far conoscere i titoli e gli autori lgbt che segue con maggior interesse. Attualmente collabora con Pride, Left, Fumettologica e Fumo di China.
Giulia Argnani (Tunué, Renbooks, Edizioni BD) è autrice unica di Up All Night per Edizioni BD; Jacopo Camagni (Kappa Edizioni, Soleil, Marvel Comics, Panini Comics Italia) è disegnatore di Nomen Omen per Panini Comics; @Giopota (BAO Publishing, Attaccapanni Press, Renbooks) è disegnatore di Un anno senza te per Bao Publishing; Wally Rainbow (Gay.it, Coniglio Editore, Babilonia) è titolare del blog di cultura pop LGBT lightelf.blogspot.com; Samuel Spano (Disney America, Libri Mondadori, Editoriale Cosmo) è autore unico di Nine Stones; Ariel Vittori (Attaccapanni Press, SLOWCOMIX, Renbooks) è autrice unica di Little Waiting per Slowcomix.

(a cura di Antonio Schiavone e Roberto Mariella)

FILM VISTI:

“Dykes, Camera, Action!” di Caroline Berler

VOTO: 

Se siete cinefili o anche semplicemente amanti del buon cinema è una delizia vedere film come questo che ripercorrono i momenti più significativi del cinema LGBT (che magari coincidono anche coi momenti più significativi della vostra vita). Il film inizia ricordando come il cinema lesbico sia nato dopo quello gay (ma la differenza di età è minima), e sia nato come espressione della militanza lesbica, cioè per merito di attiviste lesbiche che erano desiderose di vedersi rappresentate anch’esse sullo schermo, uno schermo che fino ad oggi è stato prevalentemente maschilista. Nel film parlano registe come Barbara Hammer, Su Friedrich, Rose Troche, Cheryl Dunye, Yoruba Richen, Desiree Akhavan, Vicky Du, Jenni Olson, che ci raccontano le loro prime opere, realizzate con l’aiuto, anche economico, di gruppi lesbici che avevano come bandiera la visibilità, l’affermazione di uno stile di vita diverso, libero, solare. Seguendo le immagini dei tanti film realizzati ci sembra di aprire un libro di storia ormai superato, ma se guardiamo le date scopriamo che il grosso di questa produzione si concentra quasi tutto negli due o tre decenni. Film come “Go Fish”, “The Watermelon Woman”, “Appropriate Behavior”, e tanti altri, fino al più recente “Carol”, sono tutti fondamentali paletti di un percorso di emancipazione sociale e libertà.

“Mr. Gay Syria” di Ayse Toprak

VOTO:  

Si tratta di un documentario ma con una storia, centrata principalmente su due personaggi, assolutamemte coinvolgente e drammatica. Ci troviamo in Syria, un Paese che, come viene spesso ripetuto nel film, ci ricorda, per quanto riguarda i gay, le feroci esecuzioni dell’Isis. Un Paese dove l’omosessualità è illegale e quindi clandestina. Gli omosessuali ci sono ma sono invisibili e per loro con c’è vita, non c’è storia, non c’è amore. Contro tutto questo sta cercando di mobilitarsi un piccolo gruppo, sfruttando l’idea di partecipare a Mr Gay World che avrà luogo a Malta. Bisogna quindi eleggere un Mr Gay Syria. Fanno tenerezza le riunioni, le preparazioni, le paure ma anche il coraggio di questi giovani che sulla scia di quanto sta avvenendo nei movimenti gay occidentali, vogliono creare uno spazio anche per loro, nel loro Paese, nelle loro città (ma alla fine diranno che oggi è ancora una cosa impossibile). Ci sono due ragazzi innamoratissimi che potranno realizzare la loro felicità solo fuggendo all’estero, c’è un giovane che è stato costretto a sposarsi e a mettere su famiglia costruendosi una vita fondata sulla menzogna, c’è il militante emigrato in Germania che ora vuole fare qualcosa per gli omosessuale del suo Paese d’origine e pensa che eleggere Mr Gay Syria sia un’ottima occasione di visibilità. La loro storia non avrà un buon fine ma sarà sicuramente una tappa necessaria ed un esempio per tutti coloro che combattono l’omofobia mussulmana.

“Tinta Bruta” di Felipe Matzembacher e Marcio Reolon

VOTO:  

Peccato per una programmazione non ottimale del film che ha vinto il premio Teddy alla Berlinale di quest’anno. Anche se la tematica non è certo delle più edificanti e i tempi di certe scene sono forse troppo allungati. Siamo a Porto Alegre in Brasile, nella periferia di una grande città, dove la gente fatica a sopravvivere. Il protagonista, Pedro, è omosessuale dichiarato, almeno alla sorella con cui vive. Per guadagnare qualcosa e poter pagare l’affitto s’è inventato uno show gay su internet, dove si esibisce pitturandosi il corpo con vernici fosforescenti. Per chi è disposto a pagare aggiunge uno spettacolo privato, sempre online, soddisfando le richieste del cliente (che però si rifiuta d’incontrare). Quando la sorella deve partire, rimane completamente solo, prigioniero della sua solitudine (sebbene alla sorella abbia promesso che uscirà almeno cinque minuti ogni giorno) e delle sue paure. La sua paura ha però una giustificazione concreta, essendo in attesa di giudizio per essersi difeso da un attacco omofobo (causando la cecità di uno dei suoi assalitori). Ma Pedro, nonostante tutto, ha coraggio e voglia di vivere. Riuscirà ad innamorarsi, a migliorare le sue entrate economiche, a sentirsi meno solo (conoscendo amici e parenti del suo innamorato) ma la vita non è mai semplice… Ottimo film, bravissimo il protagonista, musica trascinante, bella e interessante la storia, con un messaggio di umanità e desiderio di vita capace di affrontare le più nere avversità. Applauditissimo.

“Just Friends” di Elen Smit

VOTO:  

Film inserito al posto d’onore della giornata, con una meritata sala strapiena che applaudiva a scena aperta, graditissimo dal pubblico più disparato. Come giustamente meritano le belle storie d’amore, gay od etero che siano. Come non innamorarsi da subito di due attori dalla faccia e dal fisico stupendi, di una nonna che si mette subito dalla nostra parte, di due famiglie che, nonostante le differenze, vorremmo tutti avere, e di un paesaggio che ci fa sognare le vacanze? Dall’Olanda un film del genere Laguna Blu che non ti aspettavi. I problemi ci sono, altrimenti la commedia non può stare in piedi, ma si fermano a livello di corollari (difficile credere all’improvvisa separazione dei due ragazzi) e in ogni caso sono superabili come dimostrano le stereotipate mamme che sentono ancora il compito di guidare i rispettivi figli. Per luccicarsi la vista e riposare lo spirito.

“Marilyn” di Martin Rodriguez Redondo

VOTO:  

Film premiato da Cultweek come il migliore di questo Festival. Maurizio Porro, critico cinematografico del Corriere della Sera e direttore di Cultweek, insieme al fratello Gabriele sono saliti sul palco per spiegarne le motivazioni, sia qualitative che contenutistiche, che noi abbiamo condiviso in pieno. Una storia delicata, tratta da un fatto di cronaca vero, che alla fine si trasforma in tragedia, ambientata nella rurale Argentina contemporanea. Marco (stupenda e premiata interpretazione dell’attore emergente Walter Rodriguez) è un adolescente che studia e vive nella piccola fattoria dei genitori insieme al fratello. E’ omosessuale, ama vestirsi da donna, tutte cose che nel suo ambiente sono inconcepibili. Quando arriva carnevale finalmente può essere se stesso, ma il carnevale non basta a proteggerlo…
Una storia triste, raccontata con la massima intensità, con momenti che sarà difficile cancellare dalla memoria. Il vero Marco sta scontando l’ergastolo ed è stato uno dei primi carcerati a fare un matrimonio gay dietro le sbarre.

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