Televisione

"Storie del genere" su Rai 3 dal 19 aprile con Sabrina Ferilli che incontra diverse persone transgender

 

Sempre encomiabile Rai 3 che dopo ben tre edizioni di “Stato civile – L’amore è uguale per tutti”,  il docu-reality sulle nuove unioni omosessuali, ci regala adesso un programma in sette puntate tutte centrate su storie transgender, proseguendo nell’impegno, anche come servizio pubblico, di raccontare e spiegare ogni settore della società e dell’esperienza umana. Un elogio a Stefano Coletta direttore di Rai 3 dallo scorso autunno.

Parte il 19 aprile su Rai 3 in seconda serata “Storie del genere”, diretto da Giampaolo Marconato e condotto nientemeno che da Sabrina Ferilli, forte dell’esperienza accumulata in diversi anni di lavoro con Maria De Filippi sia in Amici che in House Party. Ferilli è beniamina del pubblico LGBT anche per il suo ruolo gay nel film “Io e lei”.

In ognuna delle dieci puntate Sabrina incontrerà persone che hanno deciso di cambiare sesso, come Gaia che è diventata Nicolò, Daniela che era Maurizio o Michael nato come Masha. Ogni personaggio ci racconterà la sua storia, i disagi e le difficoltà che ha dovuto superare nel lungo percorso per affermare la sua vera personalità. Ma ci saranno anche persone che sono ancora a mezza strada o che non hanno ancora iniziato il percorso di cambiamento. Accanto a Sabrina ci sarà una squadra di psicologi che ci faranno comprendere meglio le problematiche di questa difficile condizione, a iniziare dalla definizione di disforia (inteso anche come opposto di euforia) un termine derivante dal greco dysphoría (dys significa male) e phoria derivato da phérein che significa sopportare, e che oggi definisce le persone che sentono di appartenere al sesso opposto a quello biologico di nascita.

Questi psicologi e scienziati ci parleranno anche del lavoro che hanno svolto seguendo diverse persone nel tragitto della mutazione fisica. Alla loro testimonianza si aggiunge quella del particolare servizio presente all’ospedale San Camillo di Roma dal nome SAIFIP (Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica). Il reparto è formato da professionisti, medici, psicologi e chirurghi, endocrinologi che seguono le persone affinché possano finalmente raggiungere la loro vera identità fisica.

Il promo della trasmissione afferma che si tratta “comunque di storie, con dietro esseri umani che chiedono rispetto e accoglienza”. “Anche se c’è la parola sessuale in transessuale, non c’entra niente con il sesso, c’entra con l’anima”. Storie di persone che soffrono o hanno sofferto in un corpo che non riconoscono come loro.

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