Cinema

"BIG!DOC - TEMPI DI MEZZO" la rassegna del documentario curata dal Bari International Gender Film Festival

Torna a Bari la rassegna cinematografica dedicata al documentario d’autore, nell’ambito del BIG!ff (Bari International Gender Film Festival)

BIG!DOC – TEMPI DI MEZZO – Bari – 23-24 novembre

Torna a Bari la rassegna cinematografica dedicata al documentario d’autore, nell’ambito del BIG!ff (Bari International Gender Film Festival).

Bari International Gender Film Festival è il festival del cinema sulle diversità di genere della città di Bari. Il BIG!ff intende contribuire, attraverso il cinema di qualità, alla sensibilizzazione politica e culturale nel panorama regionale e avere un profondo ruolo sociale nella costruzione e diffusione di una cultura di rispetto verso tutte le diversità di genere presenti sul territorio pugliese. Il festival è organizzato da Cooperativa AL.I.C.E Area Arti Espressive, direzione generale e artistica a cura di Tita Tummillo e Miki Gorizia, creatività Jime Ghirlandi, ufficio comunicazione Sara Valente. 

Una rassegna cinematografica dedicata al documentario d’autore, un segmento prezioso e fondamentale del festival sulle diversità di genere della città di Bari, le cui attività sono ormai distribuite lungo tutto l’arco dell’anno (e che si svolgerà, nella sua seconda edizione, nel maggio 2018 all’AncheCinema di Bari).

Nelle due giornate (patrocinate dal Comune di Bari e sostenute da numerosi sponsor privati), oltre alla rassegna di cinema d’autore dedicata alle diversità di genere, si svolgeranno laboratori di danza, performance, incontri con autori e ospiti di grande prestigio e notorietà internazionale. Uno dei maggiori protagonisti è Yanis Khelifa, invitato da Parigi, giovane danzatore di vogueing, uno stile di danza urbana creato negli anni ‘80 dagli afro e latino americani più femminei, quale riscatto sociale di uno stereotipo culturale machista legato alla propria origine etnica che li emargina dall’integrazione.

Giovedì 23 novembre, a partire dalle 19,30Khelifa terrà un laboratorio di vogueing, destinato a danzatori, performer, attori e corpi curiosi (non è richiesta una particolare formazione nello stile vogueing), presso Spazio13 di Bari (Via de Cristoforis 8, iscrizioni aperte, infotel: 347.507.15.01 – 349.226.54.99).

Il vogueing è diventato ben presto una modalità di inclusione e aggregazione che allontana dalla vita di strada e dalla criminalità e crea legami di amicizia, sostegno reciproco, scambio di idee e opportunità di successo. Esso consiste, in origine, nell’imitare con gesti angolari e fluidi le pose plastiche dei modelli che appaiono nelle sfilate, simboleggiate dalle copertine del noto magazine americano di moda Vogue, da cui la danza prende il nome, proprio perché costituiva il mondo da sogno tanto agognato e dal quale gran parte di queste comunità si sentiva esclusa.

Venerdì 24 novembre si entra nel clou di BIG!DOC – Tempi di mezzo, con un ricco programma che inizierà dalle 17,30 all’Accademia del Cinema di Enziteto (Piazzetta Eleonora 1, Bari, ingresso libero), sede strategica che da tempo svolge un ruolo prezioso nella trasformazione del clima sociale di un quartiere problematico come quello di Enziteto, offrendo a giovani e adolescenti opportunità di cambiamento e di coinvolgimento nelle professioni del cinema.

Dopo un’introduzione di Silvio Maselli (assessore alle Culture del Comune di Bari) e di Ruggero Cristallo (coordinatore Accademia del Cinema Ragazzi), la presentazione sarà a cura di DIVAH, drag queen-performer che utilizza ironicamente il linguaggio dello spettacolo per veicolare messaggi sociali (interpretata da Vito Piemonte, uno degli allievi dell’Accademia del Cinema di Enziteto). Seguirà un’alternanza di recenti opere documentarie, nazionali e internazionali, passate e premiate nei festival del cinema di tutto il mondo, che pongono al centro la dignità degli esseri umani, sopra ogni specifica differenziazione, e il corpo come involucro fragile e malleabile, opera d’arte, prodotto, simulacro, gioco, feticcio, tempio sacro inviolabile, soggetto a continue trasformazioni. Il leitmotiv comune fra le opere scelte è il percorso”, passaggio che unisce due momenti cruciali nella formazione di un individuo, un processo di maturazione, una progressione di passi successivi nella comprensione di se stessi, degli altri, del mondo.

Alle 18.00 si parte con il corto Loris Is Fine del giovanissimo regista Simone Bozzelli (introdotto da Cosimo Santoro). Una storia dal fortissimo impatto, raccontata con estrema delicatezza: Loris, ventitreenne estremamente ingenuo, aspetta un uomo che non ha mai visto. Costui, conosciuto in chat, è un sieropositivo disposto a trasmettergli la propria malattia. Per Loris il virus è un alleato alla ricerca del desiderato rapporto simbiotico con Valerio, il suo fidanzato sieropositivo.

 

Alle 18,30 sarà proiettato My Nature, di Massimiliano Ferraina e Gianluca Loffredo, film che segue il percorso spirituale di Simone, transex campano che, a seguito della transizione genitale da femmina a maschio, decide che non è abbastanza. Trae occasione dal cambiamento del suo sesso biologico per rivoluzionare tutto nella sua vita e perseguire una trasformazione interiore: lascia un lavoro impiegatizio che non lo gratificava, abbandona la sua città natale che lo allontanava da se stesso; si immerge nella vita rurale umbra e qui, riscoprendo un tempo più lento, relazioni più autentiche e passioni soppresse, si riconcilia col suo passato, ritrovando un nuovo equilibrio psicofisico e riappacificando il suo nuovo corpo alla sua vera natura. Al termine del film interverrà in una conversazione col pubblico il regista Ferraina, insieme a Vincenzo Ardito.

 

Alle 20,30 Yanis Khelifa terrà una performance di vogueing, esibendosi negli spazi aperti del quartiere di Enziteto antistanti l’Accademia del Cinema, per richiamare la natura profondamente di strada di questo stile di danza, coinvolgere il quartiere e introdurre, in senso performativo, il contenuto del successivo film in proiezione.

 

Alle 21 toccherà infatti al documentario Kiki, di Sara Jordeno, premiato come Teddy Award Best Documentary al Festival Internazionale del Cinema di Berlino nel 2016. Il film racconta una storia di adolescenza, trasformazione e cambiamento, esplorando la quotidianità di un gruppo di giovani omosessuali che a New York vivono la scena del vogueing come soluzione ai problemi dell’esclusione sociale e quindi come occasione di riscatto. Nel racconto della preparazione di questo insolito ballo delle debuttanti, la regista svela come identità di genere e classe sociale vengano superate con l’immaginazione. Al termine Khelifa terrà una conversazione insieme a Claudia Attimonellidocente di Semiologia del Cinema e degli Audiovisivi presso il Dipartimento ForPsiCom dell’Università di Bari.

La serata sarà poi conclusa dallo staff del BIG, mentre dalle 23 partirà il dj set del barese Kilfa, formatosi negli ambienti musicali underground e già molto noto nella scena internazionale.

 


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