Amministrazioni

Discriminazione e censura colpiscono siti di cultura LGBT

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa ennesima denuncia verso istituzioni pubbliche che vietano l’accesso a siti di cultura e informazione LGBT, considerati erroneamente come siti pornografici. Fino ad oggi ci erano pervenute lamentazioni riguardanti ospedali o istituzioni scolastiche che impedivano l’accesso a questi siti a coloro che utilizzavano le rispettive reti locali WiFi. Non eravamo a conoscenza che addirittura un intero Comune, come quello di Bergamo, utilizzasse lo stesso filtro discriminatorio nei confronti di siti web che hanno come unico scopo quello di promuovere la conoscenza, la cultura e  i diritti che appartengono a tutta la cittadinanza, indipendentemente dall’orientamento e dall’identità sessuale di ciascuno. Le parole gay, lesbica, omosessuale, transessuale, ecc. non possono essere considerate come indicatrici di oscenità o perversione. Questo atteggiamento, oltre che essere anacronistico e ormai fuori dal tempo, è solo un indice di omofobia, di ignoranza di determinate realtà sociali e civili, di discriminazione ingiustificata ed offensiva verso una comunità, quella LGBT, che ha pieni diritti di cittadinanza.

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Buonasera,
 
scrivo alla redazione della sede dell’ARCIGAY di Bergamo, di CINEMAGAY.it, e GAY.TV, per segnalare una, svista, (si spera), nell’attribuzione dei filtri agli accessi non autorizzati del sistema di connessione libera e gratuita offerta dal comune di Bergamo (Bergamo WIFI), città in cui attualmente risiedo per motivi di lavoro. Nelle scorse ore, da una banalissima ricerca di natura informativo-cinematografica sul motore di ricerca Google.it, (letteralmente digito”film a tematica omosessuale su Netflix”), sono venuta a conoscenza dell’errore, (perché mi auguro che di null’altro si tratti), nella scelta di restringere gli accessi a quei siti a tematica omosessuale che meglio rappresentano la libertà di stampa, pensiero, opinioni tipica di un paese civilizzato e privo di censure  quale ho sempre creduto di appartenere (di quelle peggiori, velate, subliminali, silenziose, la cui reale esistenza rimane nel dubbio e di cui non ci si cura mai abbastanza). Sin dai primi risultati su google la primissima fonte informativa suggerita (risultati quindi attendibili già dalla primissima scrematura del pagerank di google) è indiscutibilmente il magazine per eccellenza a tematica cinematografica omosessuale conosciuto come CINEMAGAY.IT. Quando si prova ad accedervi sia tramite il motore di ricerca, sia tramite puntamento diretto al sito web in questione il messaggio restituito è il seguente: “Web Page Blocked – Access to the web page you were trying to visit has been blocked in accordance with company policy. Please contact your system administrator if you beleve this is in error”. SEGUE: Category, adult and pornography”.
Ma basta fare una semplice ricerca per rendersi conto che si tratta di informazione, attualità, reportistica cinematografica, cultura generale, e che non ha nulla a che vedere con la pornografia.
Da questo, SI SPERA, errore di discriminazione nell’impostazione del firewall del comune di Bergamo, sono seguite ulteriori ricerche che hanno confermato la svista un po’ recidiva degli addetti che lavorano per raggiungere i cosiddetti “ACCORDANCE WITH COMPANY POLICY”, fa parte, infatti, della cosiddetta lista nera – categoria ADULT AND PRNOGRAPHY – il sito web “GAY.TV, canale televisivo trasmesso anche in chiaro sul satellitare a partire dal 2002.
 
Scrivo perché non voglio sorvolare, lasciar correre qualcosa che ha scosso la mia coscienza, e letteralmente mi ha fatto tornare indietro di anni, scrivo perché serve che qualcuno ci rappresenti anche nei più piccoli problemi legati alla quotidianità, scrivo per suggerire la possibilità di unirvi come associazioni, enti, magazine e quant’altro per far si che un errore non si trasformi in discriminazione. Bergamo è una grande città, e come tale merita che anche i suoi cittadini siano all’altezza di questa grandezza contribuendo a porre rimedio agli errori e i problemi che vi possono nascere, per volontà o errore.

 

lettera firmata

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