Televisione

Pubblicato il 12mo studio della GLAAD sulla rappresentazione dei personaggi LGBT nei media tv americani

Il 2016 si sta presentando come una delle migliori annate per la produzione di cinema e tv con tematiche LGBT. Sicuramente per l’Italia che ha visto l’omosessualità al centro di film importanti e di grande distribuzione, come “L’estate addosso” di Gabriele Muccino o “Un bacio” di Ivan Cotroneo, ma anche “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, record d’incassi. In televisione ancora di più, con “I Medici” o “Un medico in famiglia” che, per la prima volta su Rai Uno mostrano intimità gay e bacio gay (fortunatamente senza sollevare scandalo o proteste, della serie come una legge, la Cirinnà, possa influire sui costumi sociali). Il tema gay è molto presente anche nella bella serie di Sorrentino “The Young Pope“. Ancora di più con l’inserimento in show molto seguiti di figure gay che parlano e affrontano il tema dell’amore gay, vedi “Il trono gay” di “Uomini e Donne” o “Il contadino cerca moglie“. Da segnalare anche la trasmissione “Stato civile – L’amore è uguale per tutti”, programma in sei puntate, iniziato ieri sera su Rai 3, che racconta le prime coppie omosessuali che si sono unite civilmente nel nostro Paese.

Le cose sembra siano andate bene, o perlomeno meglio del precedente anno, anche negli Stati Uniti, come ci racconta “Where We Are on TV“, il preziosissimo studio annuale sui media americani presentato dalla GLAAD e giunto alla 12ma edizione.
Nel 2016 si è raggiunto infatti il maggior numero di sempre dei personaggi LGBT presenti nei programmi televisivi, che risultano essere il 4,8% del totale (43 personaggi su un totale di 895), una media che si avvicina alla percentuale di omosessuali nella società (il 5%, ma secondo alcuni potrebbe essere anche superiore). Il rapporto segnala l’incremento dei personaggi transessuali, arrivati a 16, numero assai significativo soprattutto se confrontato con l’anno precedente che era zero. I personaggi bisex sono invece cresciuti da un 20% ad un 30% del totale delle figure LGBT.
Il numero totale di personaggi LGBT ricorrenti è salito da 84 a 92 mentre quelli occasionali sono scesi da 58 a 50, per un totale di 142. Anche nei canali di Amazon, Hulu e Netflix abbiamo avuto un incremento da 59 a 65 personaggi LGBT (43 principali e 16 occasionali).
Ogni piattaforma ha presentato almeno un personaggio HIV positivo, anche se solo una lo ha inserito tra i protagonisti principali (ABC con Oliver di “Le regole del delitto perfetto“)

Il canale con più personaggi principali LGBT è risultato essere ABC, con il 7,3%, seguito da Fox con il 6,4%, e da CW con il 4,3%. CBS è il più basso, con solo il 2,2%.

I personaggi gay, 71, sono ancora i più rappresentati, aumentati di due punti rispetto lo scorso anno. Le lesbiche, 12, sono invece diminuite del 16%. I personaggi bisex sono aumenti 10%, con 16 donne bisexe 5 uomini bisex. I personaggi trans, assenti lo scorso anno, sono 3 (il 4%), con menzione speciale a Laverne Cox  nel ruolo di Cameron Wirth nella serie CBS “Doubt”

Tra le principali nuove serie con personaggi LGBT vengono evidenziate in particolare  “American Housewife“, “Conviction“, “Designated Survivor“, “Bull“, “Riverdale“, “The Exorcist” (appena iniziata sul nostro canale Fox), e “Midnight, Texas“.

Positivo l’inserimento di un personaggio trans in “Nashville“, serie passata da ABC a CMT, Jen Richards nel ruolo di Allyson, una terapista che aiuta uno dei protagonisti a difendersi da gravi accuse, mentre resta il ruolo gay del cantante folk Will Lexington al quale sarà affiancato presto un’altro personaggio gay principale.

Class“, la serie spinoff di Doctor Who, che racconta di un gruppo di adolescenti che devono confrontarsi con la fine del mondo, contiene un personaggio principale gay con fidanzato.

Eyewitness” presenta due adolescenti gay che sono testimoni di un assassinio.

Queen Sugar” presenta un protagonista bisessuale.

Versailles” la serie franco-britannica, contiene diverse figure LGBT

Altre nuove serie con figure LGBT sono: Animal Kingdom (TNT), Roadies (Showtime), Mary + Jane, Loosely Exactly Nicole (MTV), Greenleaf (OWN), Guilt, Dead of Summer, Famous in Love (Freeform), e American Gods (Starz).

Un elogio particolare al canale Netflix che ha presentato ben 40 figure LGBT nei programmi di quest’anno, tra i quali “Orange Is the New Black“, serie che vanta il più alto numero di personaggi LGBT, ben 11, sebbene nell’ultima stagione abbia avuto la tragica morte della protagonista  Poussey Washington. Tra i principali programmi Netflix sono segnalati:  The Fall, DreamWorks’ Dragons, The Get Down, Grace and Frankie, House of Cards, Master of None, Unbreakable Kimmy Schmidt. Molta attesa per la serie “Dear White People“, basat sul film omonimo, centrata su Lionel, uno studente gay che lotta per trovare il suo posto all’università.

Un richiamo viene dato alla miniserie in otto episodi “When We Rise“, targata ABC, che racconta la storia e l’evoluzione del movimento LGBT, che doveva partire quest’autunno mentre è ancora sconosciuta la data della sua programmazione, motivo per cui è stata esclusa da questo report, così come la serie “The Great Indoors” che doveva inserire un nuovo personaggio gay, cosa non ancora avvenuta.

Qualche rammarico viene espresso anche per il numero delle morti di donne lesbiche o bisex, ben 25 in totale. La cosa assume significato in quanto sembra proseguire la tradizione hollywoodiana del “seppellisci i gay” che trattava le figure omo al pari di un “usa e getta”. GLAAD si era lamenta già lo scorso anno con le premature e superflue morti di lesbiche nelle serie “Chicago Fire” e “Supernatural“. Tra le nuove morti vengono segnalate Poussey Washington in Orange Is the New Black, Bea Smith in Wentworth, Cara Thomas in Marcella, Camila Barrios in East Los High.
La responsabile GLAAD, Sarah Kate Ellis, ha dichiarato: “Siamo felici di constatare un progresso nella rappresentazione di personaggi LGBT nei media tv ma vogliamo sottolineare che la quantità non è tutto, molto importante è anche la rappresentazione di figure LGBT diversificate, complesse e complete. GLAAD continuerà a lavorare con Hollywood per raccontare storie LGBTQ sfumate che accelerano l’accettazione e la comprensione sociale

Trovate molto altro sul report pdf “Where We Are on TV

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