VIP 2013

Il nostro elenco delle personalità del mondo dello spettacolo italiano che meglio ci hanno raccontato durante il 2013

Ricordiamo che questa classifica è limitata ai personaggi del mondo dello spettacolo italiano che, indipendentemente dal loro orientamento, hanno illuminato, con il loro lavoro o le loro parole, la realtà LGBT, dandone una visione corretta, fuori dagli stereotipi, capace di aiutarne l’accettazione e la parificazione dei diritti.

Contrariamente agli altri anni abbiamo escluso la categoria dei solo scrittori perchè meriterebbe, vista la quantità e la qualità dell’ottima produzione 2013, una classifica tutta loro. Ci limitiamo a ricordare qui alcuni nomi, come Margaret Mazzantini che con il suo bellissimo “Splendore” è il primo libro italiano a completa tematica gay che arriva ai primi posti delle classifiche di vendita; Melania G. Mazzucco con “Sei come sei“, romanzo che ci racconta una famiglia omogenitoriale e la storia del grande amore di un padre gay verso la figlia; Francesca Comencini con “Amori che non sanno stare al mondo“, romanzo che ci presenta una intensa storia d’amore lesbico; Vincenzo Patanè, scrittore e critico cinematografico che ha pubblicato il suo lavoro di una vita, “L’estate di un ghiro. Il mito di Lord Byron“, avvincente biografia che ci rivela la bisessualità di un grande poeta; Mattia Morretta con “Che colpa abbiamo noi. Limiti della sottocultura omosessuale” un interessante saggio sul mondo omosessuale e le sue contraddizioni, con articolate proposte per superarle; Rossana Campo con “Il posto delle donne” ci racconta una storia dolcemente torbida ambientata nell’ambiente omofobo e maschilista della lap dance. Nico Naldini con “De Pisis. Vita solitaria di un poeta pittore” aggiunge un altro tassello alle sue coraggiose biografie di autori omosessuali (Leopardi, Pasolini, Comisso, Parise). Naldini, primo cugino di Pasolini, ha rilasciato nel 2013 una lunga intervista al quotidiano La Repubblica dove racconta la sua storia e gli incontri con Comisso e Pasolini, rivelandoci gustosi aneddoti. Trovate altri autori alla nostra pagina Libri

VIP 2013

1
Gianni Amelio
Gianni Amelio, uno dei più grandi registi italiani, autore di capolavori come Colpire al cuore, Il ladro di bambini, Lamerica, Così ridevano, ecc. ha dedicato gran parte del 2013 alla lavorazione come autore e regista del docu-film “Felice chi è diverso” (titolo preso da una poesia del poeta gay Sandro Penna), finanziato da Rai e Istituto Luce, in uscita nei primi mesi del 2014. Il film racconta l’omosessualità nel nostro Paese attraverso testimonianze, ricordi, esperienze di vita di persone che hanno vissuto gli anni repressivi del fascismo e del secondo dopoguerra. La prima parte è dedicata al modo in cui i principali mass media italiani (cinegiornali, stampa, tv e cinema) hanno raccontato l’omosessualità in quegli anni, con immagini spesso denigratorie e volgari. La parte finale è dedicata agli adolescenti gay, “per capire cosa è cambiato e quali sono i problemi ancora da affrontare all’interno della famiglia e della società in cui vivono”. Per questa parte, dopo un laborioso casting, è stato scelto uno studente diciottenne bergamasco, omosessuale che non si è ancora dichiarato in famiglia (ma promette che lo farà prima dell’uscita del film).
   
2
Ferzan Ozpetek
Ferzan Ozpetek è ormai un ospite fisso di questa pagina, grazie al suo instancabile impegno nel mondo delle arti visive e da quest’anno anche letterarie con il suo primo romanzo “Rosso Instanbul”. Per non parlare dei suoi 180 mila follower su internet. E del suo impegno nel difendere la libertà di espressione, come quando ha appoggiato le proteste per Gezi Park guadagnandosi l’ostilità del governo turco. “Rosso Instanbul” è un libro autobiografico che ci racconta l’infanzia e la giovinezza di Ozpetek, l’amore per la madre e le incomprensioni del padre, soprattutto da quando lo sorprese abbracciato al suo amichetto separandoli per sempre. Ozpetek ha girato mezza Italia per presentarlo al pubblico dei festival e delle librerie. Il 2013 è stato anche l’anno in cui ha girato (in Puglia) il suo decimo lungometraggio, “Allacciate le cinture”, che uscirà sugli schermi italiani a marzo 2014. Nel film abbiamo due protagonisti maschili, Francesco Arca e Filippo Scicchitano, entrambi già visti in ruoli gay (Francesco Arca nell’opera teatrale “Bum bum liberi tutti”), ma questo film è soprattutto una storia d’amore etero dove però emerge pure la storia di una grande amicizia, in merito alla quale Ozpetek ha detto: “un’amicizia forte può essere anche una forma di amore”. Insomma Ozpetek non ci lascia soli nemmeno questa volta.
   
3
Emma Dante
Emma Dante, autrice teatrale di fama internazionale, è la nostra eroina donna del 2013. Grazie al suo bellissimo esordio cinematografico “Via Castellana Bandiera”, ricavato da un suo testo omonimo, e alla sua opera teatrale “La bella Rosaspina addormentata”, entrambi con tematiche e personaggi omosessuali, Emma ha riempito le pagine di moltissimi media, difendendo sempre la diversità e la marginalità. La tematica omosessuale era già presente in sue opere teatrali precedenti come “Le pulle” e “Mishelle di Sant’Oliva”. Ha detto: “Faccio spesso spettacoli in cui cerco di indagare le tematiche ‘scomode’, cerco di combattere i tabù, di fare altre domande. Spesso il mio teatro racconta storie di omosessuali, di figli non capiti e rifiutati, puttane che sognano una vita diversa… Non sopporto quando gli altri non accettano la diversità che per me è una ricchezza profonda”. Lo spettacolo teatrale “La bella Rosaspina addormentata”, presentato in anteprima a Bologna al festival Gender Bender (poi al Teatro Testoni), una favola per bambini e adulti dove la bella addormentata, svegliandosi dal sonno, si innamora di un principe del suo stesso sesso, ha fatto infuriare la destra cattolica e conservatrice. La produzione ha detto: “Vogliamo proporre spettacoli che con delicatezza e sapienza linguistica sappiano affrontare tematiche sensibili. Vogliamo promuovere la consapevolezza e la tolleranza alle differenze, preferiamo che i ragazzi e i bambini si confrontino con la diversità, non che la ignorino o la isolino rischiando di innescare comportamenti che possono portare a violenze o gesti estremi”.
   
4
Penniman Mika
Mika (Michael Holbrook Penniman Jr.), nato a Beirut e naturalizzato britannico, non dovrebbe entrare in questa classifica, tutta italiana. Lo inseriamo perchè dopo il suo coming out del 2012, è stato, attraverso la trasmissione X Factor 2013, un punto di riferimento per tanti giovanissimi italiani. Nel 2012 aveva detto: “Mi chiedete se sono gay, io vi rispondo di sì. Mi chiedete se le mie canzoni parlano di relazioni con uomini? Io vi dico sì. Ed è solo attraverso la mia musica che ho trovato la forza di venire a patti con la mia sessualità al di là dell’argomento dei miei testi. Questa è la mia vita reale”. In una intervista a Vanity Fair dell’ottobre 2013 è andato molto oltre. Ha detto che è fidanzato da sette anni con una persona che ama moltissimo e con la quale vuole costruire una famiglia. Ha detto che vuole avere gli stessi diritti di una coppia sposata e che vuole molti figli, ai quali è in grado di dare amore, buona educazione ed un ambiente accogliente, come succede in qualsiasi altra famiglia. “Essere gay non è un reato e la parità dei diritti è una battaglia di buon senso”. Mika con i suoi dischi (Stardust e l’album Songbook Vol. 1) è stato in vetta alle classifiche per diverse settimane.
   
5
Massimo Ghini
Massimo Ghini è uno degli attori italiani più impegnato (attualmente è responsabile Cultura del Partito Democratico nel Lazio). Nel 2013 è apparso nel ruolo di un omosessuale nel film “Outing. Fidanzati per sbaglio” di Matteo Vicino (in passato lo era già stato nel film “Uomini, uomini, uomini”) ma soprattutto ha comunicato alla stampa il progetto per la sua prima regia cinematografica. “Mi metterò dietro la macchina da presa per realizzare un film a cui tengo molto. Lo spunto è una storia vera. Nel 1938 in Sicilia, a Catania, c’è una piccola comunità omosessuale. A un certo punto i fascisti decidono di fare piazza pulita e arrestano tutti, un’ottantina di persone. Gli uomini vengono interrogati, sottoposti a pressioni psicologiche inaudite e poi, alla fine di un processo farsa, vengono messi su una nave e mandati al confino, in un’isola delle Tremiti, dove sono rimasti alcuni anni. La storia è venuta fuori qualche anno fa, si è ricominciato a parlare di questa vicenda e io ho iniziato a lavorarci su”. Il titolo del film dovrebbe essere “Non dimenticar le mie parole”, e secondo Ghini “quello che accadeva nel 1938, sfortunatamente è ancora attuale. Il messaggio che mi interessa passare è che mentre la storia ha fatto i conti con i fascisti e gli antifascisti, per gli omosessuali è cambiato ben poco, tutt’oggi non abbiamo una legge che riconosca esattamente diritti e doveri”.
   
6
Giovanni Minerba
Giovanni Minerba è l’anima del cinema gay in Italia, fondatore di uno dei Festival LGBT più prestigiosi nel mondo (Da Sodoma a Hollywood), aiuta e sostiene moltissime iniziative sparse in tutto il Paese. Intervistato da Quotidiano Piemontese sulle difficoltà incontrate dopo i tagli al bilancio del Festival torinese ha detto: “Il nostro Festival è un po’ scomodo, un po’ difficile da accettare per un certo tipo di politica, purtroppo ancora oggi. Quando la classe politica dirigente di questa città si pone la domanda chi buttare giù dalla torre tra i festival la risposta è scontata, il nostro. Ma questo non ci spaventa, abbiamo delle fantastiche ali che ci hanno permesso non solo di non cadere a terra, ma di volare sempre più in alto. Le nostre ali sono la passione e l’amore che abbiamo verso il cinema e verso le tematiche che trattiamo”. Nel 2013 Minerba ha pubblicato, insieme agli autori Elsi Perino e Mattia Surroz, una bellissima graphic-novel (editrice Espress) dal titolo “Negli occhi il cinema, nelle mani l’amore” storia per immagini di Ottavio Mai, poeta e regista morto venti anni fa, suo compagno di vita e di lotte politiche, con il quale ha iniziato l’avventura del primo festival di cinema gay italiano e diretto diversi film.
   
7
Giovanni Coda
Giovanni Coda, videoartista e regista cinematografico, ha pubblicato nel 2013 il bellissimo film “Il rosa nudo”, che ci racconta un episodio della vita di Pierre Seel (tratto dalla su autobiografia “Moi, Pierre Seel, déporté homosexuel”), quando appena 17enne viene internato nel campo di concentramento di Schimerck dove assiste all’atroce morte del suo compagno e viene brutalmente torturato a causa del suo orientamento sessuale. Coda aveva già realizzato nel 2007 uno spettacolo di danza, insieme a Paola Leoni, sulla storia di Seel e il campo di Schirmeck, e successivamente una mostra fotografica sullo stesso tema. Il film di Coda è stato proiettato con l’autore al Queer Lion Award di Venezia 2013 dove ha presentato anche degli spezzoni dei lungometraggi che ha in lavorazione. Sono due film, “La donna di carta” contro la violenza sulle donne (sceneggiatura di Francesca Falchi) e “It gets better”, con sceneggiatura dello stesso Coda, ispirato alla storia di Jamey Rodemeyer, adolescente americano suicidatosi dopo aver denunciato pubblicamente, con un messaggio postato su Youtube, atti di bullismo in quanto omosessuale.
   
8
Asia Argento
L’attrice e regista figlia d’arte Asia Argento non perde occasione di manifestare tutto il suo appoggio alle rivendicazioni gay. Dopo essere stata scelta come testimonial d’eccezione dall’associazione pugliese Between per la campagna ‘Be different without difference’, quest’anno Asia ha scritto su Twitter: “Oggi primo matrimonio gay in Francia. VIVE LA FRANCE!… Prossimo passo, adozioni per coppie omosessuali, per favore, Francia?”. Su Instagram pubblica la foto di un bacio con la cantante Soko con la seguente didascalia in più lingue: “Nous sommes tous gay, We are all gay, Siamo tutti gay, Somos todos gay”. In una lunga intervista al quotidiano Il Manifesto ripete “Siamo tutti gay… Sono persuasa di questo. Chi professa il contrario, mi spiace per loro. Ci arriveranno un giorno. O forse non ci arriveranno e diventeranno pazzi”. Grande Asia!
   
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Mariano Lamberti
Mariano Lamberti, classe 1967, è un regista da anni impegnato ad approfondire, nel suo lavoro, le tematiche gay. Nel 1997 ha realizzato il documentario “Una storia d’amore in quattro capitoli e mezzo” sulla vita dello scrittore ebreo gay Brett Shapiro (si ‘sposò’ con un rito ebraico col giornalista Giovanni Forti). Nel 2012 dirige “Good As You – Tutti i colori dell’amore” uno dei pochi film italiani a completa tematica gay ad ottenere un discreto successo nelle sale (è andato molto meglio in Francia e Spagna dove è stato distribuito nel 2013). Nle 2013 Lamberti si appresta a girare un film sulla storia di Mario Mieli, uno dei primi attivisti del movimento gay italiano (cofondatore del FUORI, primo movimento gay italiano) e autore di “Elementi di critica omosessuale”, uno dei pochi testi prodotti in Italia sulla teoria queer. Il film si chiamerà “Bandiera Rosa” e viene prodotto grazie ai finanziamenti di una società spagnola (la Kyo Film). Sul web è partita anche una raccolta fondi che purtroppo latita. La trovate a questa pagina. Dice Lamberti: “Da tanto tempo volevo fare un film su Mario Mieli. La sceneggiatura firmata da me e Riccardo Pechini era già stata pubblicata nel 2010. Mario Mieli è una delle poche icone civili e tragiche del movimento italiano omosessuale per le quali si è battuto e a modo suo si è immolato. Non è Harvey Milk, che era più politicizzato, ma come lui ha qualcosa di eroico”.
   
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Sebastiano Riso
Sebastiano Riso, 29 anni, laureato Arte cinematografica e televisiva, ha diretto sinora cortometraggi e spettacoli teatrali, è stato assistente alla regia nel film “I Viceré” di Roberto Faenza e per alcuni episodi della serie televisiva “Montalbano”. Nel 2013 s’impegna per dirigere il suo primo lungometraggio che ha scritto insieme ad Andrea Cedrola e Stefano Grasso, “Più buio di mezzanotte”, arrivato tra i finalisti del premio Solinas. Le riprese del film dovevano iniziare a luglio 2013 ma sono state rinviate di mese in mese fina a gennaio 2014. Il film racconta gli anni giovanili di Davide Cordova, catanese, fuggito di casa a 13 anni perchè il padre non accettava la sua diversità e costretto a vivere in strada insieme ad un gruppo di emarginati (diventerà poi una famosa drag, Fuxia, al Muccassassina di Roma). Sebastiano Riso ha detto: “Ho incontrato Davide in aeroporto proprio a Catania e mi ha raccontato la sua vita. Ho pensato che fosse davvero un film. La storia di un gruppo di “diversi”, omosessuali, trans e una ragazza cacciata di casa perché incinta, che si ritrovano a vivere insieme e ad affrontare alcune scelte. E’ una storia dickensiana. Un romanzo di formazione”. Il film, sostenuto da Raicinema e dal ministero dei Beni culturali, è prodotto da Ideacinema e avrà le musiche di Franco Battiato. Il protagonista del film sarà l’esordiente Davide Capone, insieme ad attori e attrici di primo piano come Micaela Ramazzotti, Claudia Cardinale, Vincenzo Amato, Rosalinda Celentano, Lucia Sardo e Pippo Del Bono.
   
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Filippo Scicchitano
Filippo Scicchitano, classe 1993, è uno dei nuovissimi volti del cinema italiano. Per nulla intimorito interpreta il ruolo di un omosessuale nel film “Il mondo fino in fondo” di Alessandro Lunardelli, film presentato con successo al Festival di Roma, dove Filippo ha dichiarato: “Sono fiero che il mio film su un giovane gay apra la sezione dedicata ai ragazzi del Festival”. Poco tempo dopo entra nel cast del nuovo film di Ferzan Ozpetek, “Allacciate le cinture”, e dichiara: “Il film con Lunardelli è stato un progetto difficile, anche sul fronte economico. Ma volevo dare fiducia a un regista debuttante. Il ruolo era una sfida: una creatura complicata, sensibile, fragile. Non sapevo che poi ne avrei fatto subito un altro. Ma il personaggio di Ferzan è molto diverso e più drammatico… Voglio bene ai miei personaggi, sono felice delle cose che faccio e, suonerà naif lo so, ho scelto l’idealismo come stile di vita”. Interrogato sull’omofobia che porta spesso i giovani studenti al suicidio ha detto: “Non c’erano gay nella mia scuola, o forse si nascondevano. Posso assicurare che oggi se in terza media o in prima liceo si sapesse che c’è un alunno omosessuale, partirebbe la presa in giro. Non voglio difendere nessuno, ma un adolescente si fa influenzare dalla società. E la nostra è arretrata. Quindi diciamo che c’è un concorso di colpa.”
   
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Renzo Rubino
Renzo Rubino è un cantautore italiano che partecipa a Sanremo Giovani 2013 con una canzone che riempie le pagine di cronaca dei media in quanto è completamente dedicata all’amore tra due uomini. Una canzone che ci ha fatto dimenticare la brutta “Luca era gay” di quattro anni fa. Il ritornello inizia con: “Amami uomo con le mani da uomo e toccami fiero con un soffio leggero…” e racconta la storia di un uomo che lascia la famiglia per amare alla follia un altro ragazzo. Rubino presentando la canzone a Sanremo ha detto: “E’ autobiografica, l’ho scritta con lacrime e sangue”. La canzone s’intitola “Il postino (amami uomo)” e si classifica terza nella finale del 15 febbraio ma vince il Premio della Critica “Mia Martini”. Viene pubblicata nel secondo album di Rubino, “Poppins” (Warner Music), album che vince il Wind Music Awards e il Premio Lunezia 2013 per la qualità musicale-letteraria. Rubino partecipa alla serata di chiusura del Festival gay di Torino ed è ospite del Gay Village col suo primo concerto nella capitale dove presenta la versione originaria (più spinta, si parla di pelo). Fabio fazio ha già annunciato la sua partecipazione tra i big dell’edizione 2014 di Sanremo.
   
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Bruno Casini
Personaggio poliedrico, protagonista dagli anni ’80 della vita culturale fiorentina, giornalista, scrittore, organizzatore di eventi culturali che spaziano dalla musica, al cinema, alla moda e al teatro, è stato tra i fondatori della rivista fiorentina Westuff, dell’Independent Music Meeting, la prima rassegna italiana delle etichette indipendenti, del Banana Moon, uno dei primi locali freak-rock gay friendly di Firenze, primo manager dei Litfiba. E’ direttore artistico e tra i fondatori del Florence Queer Festival, manifestazione cinematografica arrivata all’11esima edizione, che nel corso degli anni si è fatta strada nel panorama LGBT italiano a fianco dei festival storici. Come scrittore ha esordito con ‘1975: viaggio in Afghanistan’, e ha curato i volumi ‘Tondelli e la musica’ (1994) e Frequenze Fiorentine (2003). Alcuni dei suoi ultimi libri: ‘Banana Moon’ (2008), ‘Felici e Maledetti. Che fine ha fatto Baby Jane?’ (2011) e ‘RIBELLI NELLO SPAZIO – Culture Underground anni Settanta ‘(2013), rappresentano delle preziose testimonianze storiche di come Firenze dalla fine degli anni ’70 ad oggi, abbia rappresentato un punto di riferimento in Italia dell’avanguardia musicale, della moda alternativa e della vita sociale e politica della comunità LGBT. (R.M.)
   
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Carlo Gabardini
Carlo Giuseppe Gabardini è attore, comico e organizzatore culturale (Milano Film Festival). Ha interpretato serie tv (Camera Cafè) e film (Benvenuti al Nord, Il pretore). In seguito al suicidio del ventunenne romano scrive una toccante lettera al quotidiano La Repubblica che la mette in prima pagina. Il titolo è “Non sentiamoci in colpa si può essere gay e felici” ed inizia con “CARO ragazzo gay, o bisex, o indeciso o boh, la vita è durissima, spesso è uno schifo, ma la propria identità sessuale non può mai essere un motivo per deprimersi, farsi del male, uccidersi. Scusami se ti scrivo, ma io ho bisogno di dirti una cosa: essere gay è bellissimo. Non è una colpa, non è un atteggiamento che uno sceglie, è normale tanto quanto non esserlo”. La lettera finisce con il coming out dell’attore che scrive: “Io della mia omosessualità non parlo mai perché penso che non sia una notizia. Ma se la non-notizia di esser gay, nel momento in cui viene dichiarata da tutti i gay, può salvare anche solo un ragazzo dal proprio proposito di suicidio, beh, allora lo dico: io sono gay. E come dice una mia ex fidanzata, è anche per questo che sono adorabile”.
   
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Renzo Ulivieri
Renzo Ulivieri presidente dell’Associazione italiana allenatori di calcio segue le indicazioni che Cesare Prandelli lanciò lo scorso anno sul tema dell’omosessualità nel calcio. Intervistato da Vanity Fair ha fatto capire che in qualsiasi sport sono presenti degli omosessuali (“altrimenti sarebbe una cosa strana”), affermando anche di aver allenato calciatori gay. Si è dichiarato favorevole ai matrimoni gay dicendo. “Sono favorevole a questa apertura, che non tutti ancora posseggono. Il tempo porterà in questa direzione, perché tutto il mondo sta muovendosi in tal senso, e la storia già lo dimostra. La parità di diritti per tutti è una cosa in cui credo molto. E sono sicuro che anche in Italia si arriverà a ottenerla”. Ulivieri è stato candidato alle elezioni politiche di febbraio 2013 senza riuscire ad essere eletto nonostante fosse secondo nella lista di SEL.
   
16
Vladimir Luxuria
Attivissima e presente a moltissime iniziative LGBT (è direttrice artistica del Gay Village 2013 di Roma) lavora in tv dove conduce “Fuori di gusto” su La7 e “Colorado” su Italia 1. Nel 2013 pubblica il suo secondo romanzo “L’Italia migliore” (Bompiani), aspra critica al mondo dei reality show. Ospite di show, come “Vero chiacchiere” della Parietti, dove discute dei diritti gay e della legge contro l’omofobia, affermando: “Mi piacerebbe che i politici che hanno votato no per l’approvazione della legge contro l’omofobia, guardassero negli occhi quei genitori che hanno perso i loro figli. Proprio quelli che non hanno appoggiato questa legge sono infatti coloro che vanno in televisione e poi esprimono la loro solidarieta alle famiglie. Lo dico: tenetevela la vostra solidarieta non ce ne facciamo niente, abbiamo bisogno di una legge contro l’omofobia e contro la sua istigazione”. Intervistata da La Repubblica, a proposito delle speranze sollevate dal nuovo Papa, ha detto: “Io non posso pretendere che la Chiesa cambi, ma posso sperare che le persone smettano di vivere il proprio essere omosessuali come un ostacolo al loro diritto alla fede. Quando Bagnasco mi ha offerto la comunione, ai funerali di don Gallo, ho pensato che fosse l’inizio di qualcosa, che anche noi transgender avessimo diritto ai sacramenti”.
   
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Luciana Littizzetto
Luciana Littizzetto si conferma una delle icone gay più attenta alle nostre vicende. A Sanremo 2013 con Fabio Fazio invitano sul palco la coppia gay Federico e Stefano, famosi per il loro video su Youtube (racconto di un amore a cartelli), che replicano dal vivo ma purtroppo senza il bacio finale, sostituito con l’amorevole bacio della Littizzetto sulla guancia di Federico. Nella trasmissione “Che tempo che fa” ancora in compagnia di Fabio Fazio interviene sulla legge contro l’omofobia in discussione alla Camera dove è passato l’emendamento secondo il quale se insulti un gay in qualità di singolo è reato, se lo fai in compagnia no, commenta Luciana: “Non lo sanno in Parlamento che i maggiori pestaggi, le maggiori violenze si fanno in gruppo, in branco?… Loro dicono, ‘per garantire la libertà di opinione’. Ma se la loro opinione è razzista resta un’opinione razzista”. Interviene poi sul caso Guido Barilla che inizialmente si era rifiutato di rivolgersi ai gay ma solo alle famiglie tradizionali, e Luciana gli dice: “Posso dire una cosa? Guido, ascolta, io ti stimo tanto e non potrei vivere senza i pan di stelle, ma secondo te Banderas che parla con una gallina rappresenta la famiglia tradizionale?” Spiega poi che le famiglie non vivono nel mulino bianco ma in una realtà assai differente e invita Barilla a trasmettere un messaggio che dica che “la famiglia tradizionale è quella dove ci si vuole bene e non importa se è un uomo, una donna, due uomini, due donne… non importa!”
   
18
Laura Pausini
Laura Pausini, cantautrice italiana della quale su Wikipedia è scritto: “Sostiene i diritti gay, è favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso e condanna duramente l’omofobia”. Verissimo, tanto da aver anche scritto una canzone sull’amore gay (Un giorno dove vivere), oltre ad essere grande amica di Tiziano Ferro. Ma quest’anno ha fatto ancora di più, riempiendo le cronache dei media. Già lo scorso anno aveva definito “idiota e cafone” un visitatore della sua pagina Facebook che aveva scritto, rivolto alle persone LGBT, “vi sopprimeremo tutti”. Sul suo profilo Facebook si legge: “L’omofobia non esisteva 2500 anni fa come mai oggi esistono persone che giudicano l’amore? Tutto l’amore?”. Durante il raduno annuale dei suoi fans a Faenza, il 20 ottobre 2013, ha gridato ad un fans “Basta omofobia o ti caccio dal mio fan club” e ha colto l’occasione per rivolgere un appello ai presenti per combattere l’omofobia e ogni forma di discriminazione.
   
19
Rosalinda Celentano
Torna in classifica dopo due anni Rosalinda Celentano, questa volta insieme alla sua compagna Simona Borioni e ampiamente sostenuta dalla madre Claudia Mori.Vanity Fair, sul numero del 20 novembre 2013, racconta in un lungo servizio la storia di Rosalinda e della sua compagna. Dopo le foto rubate del loro bacio e pubblicate su Chi di due anni fa, Rosalinda e Simona decidono di raccontarsi pubblicamente “perché anche solo un ragazzino gay possa decidere di non suicidarsi”. Da tre anni vivono insieme col figlio dodicenne di Simona che “quando va in tournée si lamenta perché gli manca e chiede quando torna. A scuola spera che non lo prendano in giro, poi però mi dice: ‘Mamma, se ti dovessi mai sposare, prometti che lo farai con Rosalinda’. Non è escluso che succeda. ‘Vorremmo farlo in Italia. Una festa con gli amici, a piedi nudi, al mare. Spediremo il primo invito a Papa Francesco’. Rosalinda racconta: “Mia madre era autoritaria, severa. Mi sorprese a baciare un’amica. Pianse, mi chiese dove avesse sbagliato, disse: piuttosto che una figlia lesbica meglio una stanza vuota. Mi consegnò una lettera di venti pagine che partiva da Adamo ed Eva e dalla religione per decidere che ero un’anormale”. Oggi Claudia Mori dopo aver letto l’articolo su Vanity ha scritto una lettera al Corriere della Sera dove dice: “I figli bisogna amarli come sono e guidarli nel cercare di non fare errori irreparabili, che certo non sono l’omosessualità o altre scelte di vita. Guidarli nel rimanere persone oneste e buone. I nostri figli lo sono: di questo sono certa e orgogliosa”.
   
20
Alba Parietti
Alba Parietti, conduttrice televisiva, attrice e cantante da sempre tra le icone preferite dei gay italiani, conduce a inizio anno la trasmissione tv Vero Chiacchiere (canale 55 DTT) dove invita Vladimir Luxuria a parlare della legge contro l’omofobia. Le ricorda i tragici fatti di cronaca con ragazzi omosessuali che tentano il suicidio. Finiscono parlando dei matrimoni gay approvati in Francia. Alba è stata la madrina di Miss Trans, concorso annuale di Viareggio, dichiarando che “il ruolo a cui io mi sento più vicina, per una questione di identità è quello dei transessuali, che come mi ha insegnato Andrea sono capaci di grandi battaglie per mantenere la propria identità, senza doversi mascherare e senza dover essere considerati dei fenomeni da baraccone… La comunità transgender potrebbe far capire che, se la società concedesse loro di accedere a tutti i livelli, molte trans sarebbero in grado di occupare posti di rilievo. Perché essere transessuale è una normalità, non è una scelta, è il destino. Se poi non riusciremo a piacere a tutti, poco male piaceremo a coloro che amavano Don Gallo
   

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