IL MEGLIO DEL 2013 LGBT

Incassi, film, serie, teatro, libri, personaggi, eventi… Tutto quello che ha reso migliore il 2013

GLI INCASSI DEL CINEMA LGBT

Il bilancio 2013 del cinema LGBT arrivato nel nostro Paese non è esaltante. Nel 2013 sono arrivati nelle nostre sale solo 28 titoli con riferimenti gay, rispetto ai 41 dello scorso anno. Ricordiamo che il totale dei film usciti nelle sale italiane nel 2013 è di circa 400 titoli, quindi solo un misero 7% si ricorda che esistiamo anche noi. Nella classifica sotto riportata degli incassi ottenuti in Italia dai film che contengono almeno un personaggio gay ci dà soddisfazione trovare al secondo posto il bellissimo “Cloud Atlas” dei fratelli Wachowski, film che fu anche accompagnato dalla notizia del cambiamento di sesso di Larry diventato Lana, incasso che comunque è stato inferiore alle attese. Così come inferiore alle attese è stato anche l’incasso di “Gli amanti passeggeri” di Almodovar, film che nei bilanci di fine anno viene da alcuni inserito tra le più grosse delusioni del 2013 (vedi Ciak). Sicuramente un film più leggero e scanzonato degli ultimi film del grande regista spagnolo, portabandiera del cinema gay nel mondo, ma comunque divertente e pungente quanto basta, certamente il film più visto ed amato dal pubblico gay nel 2013.

Buono il successo di “La vita di Adele“, trionfatore a Cannes, distribuito da noi dall’encomiabile Lucky Red di Andrea Occhipinti, unico produttore gay italiano, oggi in grande carriera (nuovo presidente della Sezione Distributori dell’ANICA), che supera il milione e mezzo d’incasso. Successo che possiamo considerare ottimo se pensiamo che è un film a totale tematica lesbo, che più spinta non si potrebbe e che ha una durata considerevole (più di tre ore). Film che segna un salto nell’approccio alle tematiche gay del cinema di grande distribuzione equivalente, se non superiore, a quello segnato da Brokeback Mountain.

Anche il film di Daniele Lucchetti “Anni felici“, arriva al milione e mezzo d’incassi, leggermente inferiore alle aspettative, ma per noi di grande soddisfazione perchè si tratta di un film italiano che mette in primo piano una storia d’amore lesbico con protagonisti di primissimo piano. Probabilmente la più grossa sorpresa LGBT dell’anno per quanto riguarda il cinema casalingo. “Philomena” di Stephen Frears è il regalo di Natale 2013 (gli incassi sono ancora in progress)

Dopo queste soddisfazioni arrivano invece le delusioni. Quasi un flop per l’eccezionale “Dietro i candelabri“, distribuito in un numero quasi doppio di sale rispetto a “La vita di Adele” (223 contro 140), ma con un incasso inferiore di due terzi, nemmeno mezzo milione, cifra che solitamente segna il passaggio dal successo all’insuccesso di un film (considerate naturalmente il numero di sale in cui viene distribuito).

Peccato che non si possa dare un giudizio obiettivo all’accoglienza del film “Lo sconosciuto del lago“, contraltare gay del film lesbo “La vita di Adele“, in quanto racconta una storia che più gay non si può (si svolge tutto su una spiaggia di battuage). Purtroppo il film non ha trovato un distributore più coraggioso, forse perchè di un autore sconosciuto ai più, così come i protagonisti, e forse perchè privo del necessario lancio pubblicitario (anche sa ha vinto la Queer Palm e la sezione Un Certain Regard a Cannes). Veramente poche le 12 sale in cui è stato fatto vedere e dove comunque ha sempre registrato un ottimo afflusso di pubblico. Il film è comunque già diventato un cult e avrà sicuramente lunga vita con la distribuzone in dvd (sarà difficile, ma non impossibile, vederlo in tv)

FILMDISTRIBUZ.TEND
USCITA
SALE
PRIMO WEEKEND
INCASSO
P.W. (€)
POSI-
ZIONE P.W.
INCASSO
TOTALE (€)
Fuga di cervelliMedusa
G
21/11/2013
341
1.891.19935.108.836
Cloud AtlasEagle Pictures
GG
10/01/2013
439
1.604.73233.725.168
Una piccola impresa meridionaleWarner
L
17/10/2013
405
1.241.15723.652.445
PhilomenaLucky Red
GG
19/12/2013
158
553.94772.533.799
Shadowhunters – Città di ossaEagle Pictures
G
28/08/2013
436
952.04131.984.227
Gli a manti passeggeriWarner
GGG
21/03/2013
303
900.14641.951.335
La vita di AdeleLucky Red
LLL
24/10/2013
140
458.09351.558.834
Anni felici01 Distribution
LL
03/10/2013
249
617.80551.428.395
Noi siamo infinitoM2 Pictures
GG
14/02/2013
177
430.84951.277.918
Nella casaBim
G
18/04/2013
78
218.66510765.977
Dietro i candelabri01 Distribution
GGG
05/12/2013
223
209.4558478.490
Via Castellana BandieraCinecittà Luce
LL
12/09/2013
51
138.95412389.719
Outing – fidanzati per sbaglioAI Entertainment
GGG
28/03/2013
115
186.46113349.384
Giovani ribelli – Kill Your DarlingsNotorious Pictures
GGG
17/10/2013
153
186.46710298.395
Lo sconosciuto del lagoTeodora Film
GGG
26/09/2013
12
47.41118157.886
VoicesUniversal
L
06/06/2013
187
123.28410145.332
La religiosaOfficine Ubu
L
05/09/2013
19
15.1341738.348
Amaro amoreLuce Cinecittà
GGG
23/05/2013
28
12.7121914.615
Sarebbe stato facileMediterranea Film
QQQ
26/09/2013
19
8.5793211.345

MIGLIORI FILM LGBT DELL’ANNO

Usciamo dagli incassi, liberiamoci dai gusti tradizionalisti del grande pubblico e giudichiamo in completa libertà i migliori titoli che abbiamo potuto vedere nel 2013 in Italia, grazie anche all’insostituibile lavoro svolto dai nostri vitalissimi festival LGBT. Al primo posto e con un grande distacco confermiamo “La vita di Adele” film di cui abbiamo già parlato moltissimo e che unisce una grande qualità artistica ad un contenuto profondo ed innovativo. Il secondo posto non può andare che al diretto concorrente del primo, soprattutto per la tematica, questa volta limitata ai desideri ed ai sentimenti che possono nascere in una spiaggia di battuage gay (al contrario de La vita di Adele, qui il sesso dovrebbe essere più superficiale, ma alla fine scopriamo che è sempre il sesso a muovere tutto). Il terzo posto va al vincitore del festival Mix di Milano, “In the name of” di Malgorzata Szumowska, ottima rappresentazione di come venga strumentalizzata l’omofobia all’interno di ambienti cattolici. “Eastern Boys” di Robin Campillo, film vincitore del Premio Orizzonti a Venezia 2013, ci offre una visione altamente drammatica del rapporto che viene a insaturarsi tra un immigrato gay, brutalmente gestito dal clan di appartenenza, e un cinquantenne economicamente sufficiente abituato al sesso a pagamento. Peccato per un finale troppo rocambolesco. Un balsamo per gli occhi e per lo spirito il film “Five Dances” di Alan Brown che ci racconta lo sbocciare di un tenero amore tra due danzatori. “Matterhorn” di Diederik Ebbinge, presentato al festival Gender Bender di Bologna e vincitore del premio del pubblico al Moscow International Film Festival ci ricorda che l’amore e in questo caso il matrimonio gay possono saltar fuori quando meno te lo aspetti.

MIGLIOR SERIE TV

Continua il rinnovamento qualitativo delle serie tv in generale, ormai lontanissime dalle telenovela, almeno per le migliori produzioni americane ed europee. L’Italia è ancora fanalino di coda, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento di personaggi LGBT. Ci salva lo scrittore e regista Ivan Cotroneo che con la seconda stagione di “Una grande famiglia” ha proseguito le vicende del nipote gay inserendo nella storia, per la prima volta in una serie tv di prima serata, anche una fetta del movimento gay italiano, l’Agedo, Associazione di genitori di omosessuali, con la partecipazione dell’attuale presidente, la dolcissima Rita De Santis.
La parte del leone spetta sicuramente alle serie americane che coraggiosamente continuano a cimentarsi con opere a forte tematica gay, come “The New Normal” del creatore di Glee Ryan Murphy, che però questa volta non ottiene il successo di pubblico necessario e la serie viene chiusa con la prima e unica stagione. Peccato perchè aveva ottimi protagonisti e una tematica molto attuale, l’omogenitorialità. Una graditissima sorpresa è stata l’approfondimento dedicato alla coppia gay di “Scandal“, un politico maturo con un giovane giornalista, che riescono a sopravvivere nei diabolici meandri del massimo potere americano, costruendo una famiglia in piena regola con tanto di adozione e rispettata da tutti (quasi). Dalla Francia è arrivata quasi in sordina, sul nuovo canale LaEffe, “Uomini di fede” (Ainsi soient-ils), la storia di cinque seminaristi, due quali gay, che non hanno vita facile con le gerarchie. Invidiabile livello qualitativo di una produzione dei nostri cugini d’oltralpe.
Restano un punto di riferimento fisso sia “Glee“, che ha dovuto superare la tragedia della perdita di uno dei protagonisti più amati dal pubblico, che “Modern Family“, tra le più apprezzate da pubblico e critica. Le serie con personaggi lesbo, se escludiamo la sempre ottima “Grey’s Anatomy“, ci hanno regalato solo personaggi di secondo piano. Merita un cenno anche la non eccelsa “Under the Dome“, con famiglia lesbica birazziale, che ha il merito di essere stata inventata dagli sceneggiatori, non essendo presente nel libro di Stephen King da cui è tratta la storia.

MIGLIOR TEATRO LGBT

(a cura di Sandro Avanzo)

1. PRISCILLA-IL MUSICAL
Pur trattandosi di una ripresa dalla stagione precedente, si riconferma il miglior spettacolo gayo degli ultimi 12 mesi. Gayo per i personaggi omo, trans e quant’altro, gayo per gli hit della discomusic anni ’70-’80, gayo per il trionfo del concetto di famiglia “nuova” perché quel conta non è la certificazione matrimoniale ma la qualità del legame d’amore che lega genitori e pargoli al di là dei preconcetti e dei dettami delle bolle papali. E in più ci sono piume, paillettes e abiti queer da far crepare d’invidia tutte le Carle Bruni di Francia e zone limitrofe.
2. IL VIZIETTO-LA CAGE AUX FOLLES
Ancora un musical per sottolineare che non si è genitori soltanto per i cromosomi che si trasmettono, quanto per l’amore con cui si crescono i figli. Se un tempo si criticava il film con Tognazzi e Serrault per i cliché che ribadiva, oggi la versione italiana dello spettacolo diventa quasi un manifesto politico a favore di una legge sulle coppie di fatto. Bonus track: la presenza di Enzo Iacchetti che colora il personaggio di Albin di un inedito dolore sottaciuto vinto da un’autoironia che più che comica è un atto d’accusa contro l’ipocrisia e il perbenismo conservatore.
3. FERDINANDO
Il gioiello drammaturgico di Annibale Ruccello trova nuova fiamma, una fiamma che riverbera luce nera e livida, nella regia di Arturo Cirillo (anche interprete). La vicenda è ambientata nell’ultima epoca borbonica e rimanda a “Teorema” di Pasolini col giovane e sensuale protagonista che seduce tutti gli abitanti -donne o uomini, laici o religiosi che siano- della patrizia villa vesuviana. Giustamente il regista ha definito il proprio spettacolo “un grande travestimento, un cerimoniale, fratello dei testi di Jean Genet”.
4. L’OMOSESSUALE O LA DIFFICOLTÀ DI ESPRIMERSI
Dopo aver portato in scena tanti testi di Copi si può dire Eva Robin’s “é” il suo emblema nel teatro italiano. Nella galleria non poteva mancare l’interpretazione di Madame Garbo (ruolo che fu dello stesso Copi). Irresistibile si ispira alla Joan Crawford degli anni ’40 giocando col kitsch dell’abbigliamento balneare e col camp delle situazioni inanellate tra lupi famelici della steppa e treni transiberiani che non partono mai. Diretta ancora una volta da Andrea Adriatico è in lizza con una erinni come Olga Durano e una falsa mite Anna Amadori. Strampalata e graffiante guerra di regine.
5. DADA MASILO’S SWAN LAKE
Dopo la geniale versione di Matthew Bourne, ecco un’altra lettura trasgressiva del più classico dei balletti classici. All black cast di erotici corpi d’ebano esaltati da pudichi tutù bianchi. L’innovativa coreografa-danzatrice sudafricana stravolge la storia del principe Sigfrid diviso tra la pura Odette mutata in cigno e l’ingannatrice Odile e cala i tre protagonisti in una versione contemporanea tutta politica. Il principe rifiuta il matrimonio combinato dalla tribù perché si sente attratto dal “cigno maschio” e non dalla “cigna femmina” e come in ogni fase di drammatica trasformazione sociale la soluzione non può che sfociare nel melò più fiammeggiante.
6. IL GIARDINO DELLE CILIEGIE/NATALE DA 3 SOLDI
Garbo talks? Le Drag recitano! Con due differenti spettacoli nella stessa stagione il gruppo milanese delle Nina’s, anomala formazione della scena nazionale en travesti, fa un definitivo strappo con il passato e lascia i semplici lazzi dei divertenti spettacoli di “varietà a tema” per trovare il coraggio di confrontarsi con le parole dei grandi autori, da Cechov a Brecht. Senza rinnegare il passato del playback e del ricorso alle immagini del grande cinema classico. Un passo importante in tacco 12, un punto di glitter di non ritorno. Per nostra fortuna con l’ironia e l’umorismo di sempre.
7. HISTORY BOYS
Anche in questo caso vediamo un ritorno sulle scene da precedenti stagioni (per questo motivo la posizione in classifica è più bassa di quanto lo spettacolo in sé meriterebbe), ma anche in questo caso si tratta un ritorno ad alta caratura. Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani firmano qui uno dei loro lavori più compiuti, in cui la loro idea di teatro è meglio espressa. L’intreccio e i dialoghi ideati da Alan Bennett sono noti anche grazie alla trasposizione cinematografica del 2006 diretta da Nicholas Hytner e giunta (perfino!) sugli schermi italiani. Sul palco però i magnifici 12 attori riescono ad andare più a fondo nelle complesse dinamiche tra i personaggi che interagiscono nel college universitario (fondamentali i risvolti gay) di quanto non abbia saputo fare il pur pregevole prodotto cinematografico.
8. HANNO TUTTI RAGIONE
Si parla spesso di attori travestiti, qui siamo finalmente davanti a un’attrice travestita. Come un drag king e meglio di un drag king, Iaia Forte “diventa” Tony Pagoda, il cantante immaginato sulla pagina scritta dal regista Paolo Sorrentino. Un monologo di totale mimesi di parola, corpo e gestualità per l’attrice feticcio di tanto cinema e teatro napoletani, da Pappi Corsicato a Mario Martone. Le atroci cose di pessimo gusto di un cantante neomelodico emulo di Frank Sinatra che insegue il sogno di esibirsi di fronte al suo idolo. Il ritratto di un personaggio che tra brividi di orrore e senso di compassione è l’emblema surreale e allucinato di una realtà nazionale ormai inaggettivabile. Un’autentica e inaspettata sorpresa: Iaia Forte come cantante. A quando un suo spettacolo di sole canzoni?
9. PRIMA DEL SILENZIO
Oramai un classico del teatro italiano di fine anni ’70 ora sulle spalle di un attore poliedrico quale Leo Gullotta. Il tema omosessuale non è predominante, ma fondamentale: sta tutto nel rapporto di incontro-scontro tra l’anziano intellettuale che vive nel passato e nella poesia e il giovane ragazzo che invece è totalmente calato nel presente (qui interpretato da Eugenio Franceschini). Il nudo integrale che nella prima edizione fece scandalo (i protagonisti erano Romolo Valli e Fabrizio Bentivoglio), oggi passa praticamente invisibile… Mutati sono i tempi!
10. LA DIVINA DI PALERMO
Ancora un monologo, quello che l’attore Massimo Verdastro ha ricavato e interpretato a partire dalle pagine di Nino Gennaro, attore e intellettuale morto nel 1995. Venti capitoletti senza una reale concatenazione, composti di editoriali politici, poesie, pagine di diario, scene teatrali che il poliedrico artista stroncato dall’AIDS ha lasciato per iscritto a testimonianza di un’esistenza fatta di militanza per la conquista dei diritti civili, di impegno nel contrasto alla mafia, ma anche gravata di mestizia, angoscia e abbattimento sconfitti ogni volta grazie all’arma dell’autoironia e dello sberleffo.

LA MIGLIORE NARRATIVA LGBT

Grande annata per la letteratura italiana con riferimenti LGBT. Anzitutto perchè il premio italiano più prestigioso, lo Strega, è stato vinto da un autore gay, Walter Siti, con “Resistere non serve a niente”, libro pubblicato nel 2012. In gara c’era anche Aldo Busi con “El especialista de Barcelona”, libro duro e sarcastico, molto autobiografico, quasi una summa del pensiero di Busi. Il 2013 ci ha invece sorpreso con ottimi libri di grandi scrittrici italiane che affrontano temi delicati come l’amore gay, la coppia gay e l’omogenitorialità. “Splendore” di Margaret Mazzantini è una bellissima storia d’amore tra due giovani poi uomini adulti che prendono strade diverse ma rimangono sempre legati da quel sentimento che unico li ha rivelati alla loro vera essenza. Melania G. Mazzucco in “Sei come sei” ci fa capire cosa vuol dire oggi avere due padri gay e non soccombere all’omofobia esplicita e strisciante che ci circonda. “Rosso Instanbul” del regista gay Ferzan Ozpetek è un inno d’amore alla sua città natale dove ha vissuto le prime avventure e il primo indimenticabile amore gay. E’ anche la storia dell’amore per la donna più importante della sua vita. “Amori che non sanno stare al mondo” di Francesca Comencini ci racconta l’amore tra due generazioni, partendo da una coppia che arrivata ai cinquanta si separa e per lei arriva la turbolenza di un amore con una giovane bellissima, già incontrata all’università ma tenuta finora distante dai ruoli e dall’età. “Il posto delle donne” di Rossana Campo è tutto ambientato nel mondo lesbico parigino, l’autrice mette tutta se stessa in questo avvincente romanzo di amore, dolore e voglia di lottare.

I PERSONAGGI PIU’ GAYFRIENDLY NEL MONDO

1- Barak Obama
Nel discorso per l’insediamento chiede diritti e uguaglianza per le “sorelle e i fratelli gay”. Chiede all’Alta Corte di giudicare incostituzionale la proibizione dei matrimoni gay. Invia atleti gay alle olimpiadi invernali in Russia.

2- Papa Bergoglio
Anche solo per aver detto “Chi sono io per giudicare i gay”, una frase che è arrivate fino agli angoli più remoti del mondo tagliando le gambe a qualsiasi omofobo

3 – Lady Gaga
Si reca in Russia dove dal palco condanna la legge contro i gay. Lo strip in un club gay a Londra che riempie le pagine dei media

4- James Franco
Continua a difendere i gay e a produrre film a tematica gay, anche hard (Interior. Leather Bar)

5- Nick Symmonds
Arrivato secondo negli 800 m dei mondiali di atletica a Mosca, ha dedicato la sua medaglia a tutti gli omosessuali dichiarandosi contro la legge anti-gay russa

I PERSONAGGI PIU’ GAYFRIENDLY IN ITALIA

1- Pippo Civati
Al dibattito tv per le primarie è l’unico a dire: “Sono per i matrimoni ugualitari, sono favorevole ad affidi e adozioni per le coppie gay, voglio diritti e riconoscimenti uguali per tutti”

2- Giuliano Pisapia
Partecipa al Gay Pride milanese (prima volta di un sindaco della città) e dichiara “Sono d’accordo con la possibilità di far adottare dei figli anche alle coppie omosessuali”

3- Ignazio Marino
Il sindaco di Roma promette il registro delle unioni civili e si dichiara favorevole ai matrimoni e alle adozioni gay

4- Giancarlo Galan
Senatore del Pdl si è espresso più volte a favore del matrimonio e delle adozioni gay, presenta una proposta di legge in merito e definisce talebani i compagni di partito contrari a una legge contro l’omofobia e transfobia.

5- Piero Marini
Arcivescono e presidente del Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali si esprime pubblicamente perche vengano “riconosciute legalmente le unioni tra persone dello stesso sesso” specificando che non sono il “matrimonio”.

GLI EVENTI POLITICI PIU’ GAYFRIENDLY IN ITALIA

(per approfondimenti vedi la nostra pagina eventi)

– Affidamento a coppie gay e lesbiche, iniziato con la sentenza della Cassazione.

– Il dibattito in Parlamento sulla legge contro l’omofobia, anche se attendiamo miglioramenti

– Il dibattito sui media seguito alla lettera di Andrea a La Repubblica che chiede diritti e rispetto anche per evitare la catena dei suicidi

– La destra apre alle unioni civili. Prima con Berlusconi intervistato da RTL poi con la proposta di legge di Galan e Bondi. Avrà un futuro?

– Il presidente della Corte Costituzionale invita il Parlamento a legiferare sulle coppie gay

GLI EVENTI POLITICI PIU’ GAYFRIENDLY NEL MONDO

– La Corte Suprema, massimo organo giudiziario USA, dice sì ai matrimoni gay, bocciando la legge federale («Defense of Marriage Act», Doma) che definisce matrimonio solo quello tra uomo e donna

– Il Parlamento inglese approva a grande maggioranza la legge sui matrimoni gay

– Il Parlamento francese approva la legge sulle nozze e le adozioni gay

– Il movimento degli Scout americani apre agli omosessuali

– Il Nepal inserisce sui passaporti il terzo sesso. Il matrimonio gay è già nella Costituzione

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