SICILIA QUEER FILMFEST TERZA EDIZIONE - I VINCITORI

Da domani 31 maggio fino al 6 giugno, a Palermo il festival di cinema e cultura queer più importante del nostro meridione

VINCE LA TERZA EDIZIONE DEL CONCORSO ‘QUEER SHORT’:

Il cortometraggio “Le maillot de bain” (Francia, 2012, 20’, v.o. sott.it.), di Mathilde Bayle

La Giuria internazionale composta dal regista Paul Vecchiali, dalla regista tedesca Hella Wenders, dal performer svizzero Damien Modolo, dal regista austriaco Manfred Rott e la defezione per divergenze dello psicoterapeuta Vittorio Lingiardi, ha premiato il cortometraggio della Bayle, che considera un vero capolavoro, “per la padronanza della tecnica in relazione al tema e perché riesce a esprimere la complessità del desiderio infantile (di un padre, di un amore e di un modello da seguire) attraverso un linguaggio cinematografico perfettamente congegnato”.

DUE PREMI EX-EQUO:

La Giuria ha espresso inoltre il suo apprezzamento per la qualità dell’intera selezione proposta dal festival e la varietà dei punti di vista rispetto alla tematica glbt e ha assegnato altri due premi. Hanno vinto il terzo posto ex-equo: “Matilde” (Italia, 2013, 10’) di Vito Palmieri: “per l’umorismo con cui il regista ha trattato il tema della sordità, che amplia il concetto di queer oltre il campo LGBT”, e “Undress me” (Svezia, 2013, 15’, v.o. sott.it.) di Victor Lindgren: “per la semplicità e il realismo con cui il regista ha trattato un tema così delicato e difficile come quello della transessualità”. Menzione speciale per l’attrice Jana Bringlöv Ekspon.

PREMIO DELLA GIURIA:

Il Premio della Giuria invece è stato assegnato a “The Kiss” (Polonia, 2013, 21’, v.o. sott.it) di Filip Gieldon, “per il sorprendente gioco di ruolo che si crea fra le protagoniste, che apre a una duplice lettura del loro rapporto, e per la virtuosità nella regia”. Anche in questo caso Menzione speciale per l’attrice Agnieszka Z.ulewska.

PREMIO 100 AUTORI:

La Giuria del Premio 100 AUTORI composta da Chiara Agnello, Roberto Andò e Linda Ferri assegna il Premio al cortometraggio “Ce n’est pas un film de cowboys” di Benjamin Parent (Francia, 2012, 12’, v.o.sott.it.) “per la semplicità e l’efficacia della messa in scena, per il talento dei giovani protagonisti, ma soprattutto per la raffinatezza, l’ironia e la profondità della scrittura. Attraverso i dialoghi fra i ragazzi, emergono con forza sia i turbamenti dell’adolescenza rispetto all’identità e le preferenze di genere, sia la pressione che i pregiudizi e i luoghi comuni esercitano su di loro. Inoltre, la scelta di abitare con rigore il gergo giovanile esalta ancora di più la verità dei conflitti interni dei protagonisti“.

PREMIO COORDINAMENTO PRIDE:

La Giuria del Coordinamento PALERMO PRIDE composta da Massimo Milani, Claudio Mazzola, Barbara Randazzo, Mirko Pace, Carla Restivo, Chiara Caronna, Anna Vasile, Alex Patera, Salvo Marchese, Tommaso Mazzara, Daniela Tomasino ha assegnato il premio a “Straight with you” (Olanda, 2012, 19’, v.o. sott. It.) di Daan Bol e una menzione speciale a “Le maillot de bain”e “Matilde”.

Prende il via il 31 maggio a Palermo il Sicilia Queer filmfest, un festival cinematografico che spazia tra i generi oltre ogni steccato. Madrina dell’edizione 2013 e ospite della serata inaugurale l’attrice Donatella Finocchiaro.

Il SQff arriva al traguardo della terza edizione, sostenuto come sempre dagli Istituti culturali stranieri, dai volontari, e dal pubblico che ha partecipato e sostenuto le attività che il Festival ha programmato per auto-finanziarsi nel corso dell’anno (anteprime cinematografiche, seminari, conferenze e attività culturali varie). Tante novità per un festival giovane e vitale, che guarda al tema dei diritti civili senza trascurare una ricerca in campo cinematografico che mescola in maniera originale nuove visioni, talenti del futuro e storia del cinema.

La serata d’apertura sarà condotta da Filippo Luna, venerdì 1 giugno, alle 20.00, al cinema ABC (via Emerico Amari, 166) e sarà inaugurata dal trailer originale che il festival ha commissionato per il 2013 al regista francese Vincent Dieutre.

IL CINEMA A “PANORAMA QUEER”

Nell’anno in cui Palermo si appresta ad ospitare il Pride nazionale il SQff offre visibilità a un cinema indipendente e alternativo alle logiche di mercato e ad una cinematografia d’autore legata a tematiche queer, ma non solo. In programma anteprime nazionali e anteprime assolute, a cominciare dal film d’apertura, Laurence Anyways, vincitore della Queer Palm al Festival di Cannes 2012 e mai distribuito in Italia, del regista canadese Xavier Dolan, uno dei più promettenti talenti del cinema mondiale.
Tantissimi i film in programma nella sezione Panorama Queer, una selezione internazionale di lungometraggi e documentari che spaziano tra i generi più diversi (tante le commedie, ma sono presenti anche thriller, gialli, documentari e i film più sperimentali) ma che privilegiano l’attenzione per i più deboli e ne rivendicano i diritti.
Tra questi, solo per citarne alcuni, lo straordinario capolavoro di Jean-Claude Brisseau, La fille de nulle part, già vincitore del Pardo d’Oro all’ultimo Festival di Locarno e presentato dal Sicilia Queer filmfest in anteprima nazionale. La fille de nulle part, che racconta la storia di un anziano professore di matematica la cui vita ordinata e solitaria viene stravolta dall’irrompere improvviso di una ragazza nella sua casa, è un film al contempo classico e sperimentale, la nuova giovinezza di un grandissimo del cinema francese, “una vera lezione di cinema” secondo Olivier Père. E ancora un film straordinario come Outing, dei registi austriaci Sebastian Meise e Thomas Reider, che affronta con coraggio e rigore un tema intrattabile come quello della pedofilia, sollevando la questione della posizione di queste persone nei confronti della società, fornendo allo spettatore elementi per riflettere su aspetti limite del desiderio e delle pulsioni sessuali. I registi di entrambi questi film saranno presenti in sala per dialogare con il pubblico.

Caratteristica del festival è un’indagine accurata fatta nei migliori festival internazionali (Cannes, Locarno, Sundance tra gli altri), con lo scopo di portare in Italia una ventata di freschezza per risvegliare nel pubblico una passione per il cinema tout court. Come si fa con Les Invisibles, Premio César come miglior documentario, del regista francese Sébastien Lifshitz: una riflessione sulle vite di tanti omosessuali, nati tra le due guerre mondiali e di provenienza sociale diversa, trascorse nell’ombra e nell’impossibilità di vivere la propria sessualità. O ancora con un film spagnolo di grande successo, El sexo de los Ángeles, straordinario affresco del mondo giovanile in una vitale Barcellona, inno alla gioia e alla libertà nella costruzione dell’amore.

IL DIRETTORE ARTISTICO ANDREA INZERILLO:

In un’epoca di crisi come questa non possiamo permetterci di limitarci all’attuale, alla banalità che ci è costantemente propinata; oggi più che mai abbiamo bisogno di cinema per aprire i nostri occhi e le nostre menti. E lo facciamo con film che parlano al cuore e al cervello, coniugando come sempre la qualità e il rigore con l’anima più profonda del Sicilia Queer filmfest: quella di essere un festival davvero popolare e per tutti. Osservando il programma nella sua interezza non si può evitare di notare una concentrazione di opere dedicate al rapporto tra sogno e realtà, con la presenza di fantasmi, zombie, figure queer che stanno sospese tra diverse dimensioni (e così facendo ci dicono molto sul nostro mondo); ma anche ai temi dell’infanzia e a quelli degli anziani, veri anelli deboli di una società troppo spesso retrograda. Il cinema può e deve scardinare le nostre certezze, come una delle poche armi rimaste contro l’appiattimento consensuale contemporaneo. Abbiamo tentato di costruire un panorama ampio, di respiro internazionale, con alcuni tra i film più belli degli ultimi mesi e che vogliamo proporre al nostro pubblico per una semplice ragione: perché li abbiamo amati profondamente.

CONCORSO CORTI – LA GIURIA

Confermato anche quest’anno come uno dei punti forti del festival il concorso internazionale QUEER SHORT: quindici cortometraggi in concorso, provenienti da tutto il mondo, che saranno valutati da una Giuria internazionale presieduta da un grandissimo della storia del cinema: Paul Vecchiali, regista, produttore indipendente, critico dei Cahiers du cinéma e autore di fama mondiale. Faranno pare della giuria anche la regista tedesca Hella Wenders, il performer svizzero Damien Modolo, lo psicoterapeuta Vittorio Lingiardi e il vincitore della scorsa edizione del SQff, il regista austriaco Manfred Rott.

GEMELLAGGIO CON IL QUEER FESTIVAL DI MUMBAI

Tra le tante iniziative da segnalare, l’omaggio nella giornata di apertura al KASHISH Mumbai International Queer Film Festival, con una selezione di corti provenienti dal più grande festival di cinema queer in India, con cui da quest’anno il Sicilia Queer filmfest ha avviato un gemellaggio e uno scambio di ospitalità.

RETROSPETTIVA PAUL VECCHIALI

Ma non si dimentica la storia del cinema, che accompagna i nuovi autori in un programma orientato all’inattualità. Alla ormai classica sezione Carte postale à Serge Daney, la sezione di storia del cinema del Sicilia Queer filmfest quest’anno dedicata a una piccola retrospettiva su Vecchiali, si affianca da quest’anno la nuova sezione di cinema italiano Retrovie italiane, a cura di Umberto Cantone, che proporrà “piccoli grandi film dimenticati o ignorati, liminari ai generi o alla stylistic way, impegnati a sorvolare il territorio tematico del cinema che parla di omosessualità… tutti inevitabilmente non politically correct” come afferma il curatore. Tra questi il queer movie nostrano Splendori e miserie di Madame Royale, storia di un Candide quarantenne interpretato magistralmente da Ugo Tognazzi.

PREMIO “NINO GENNARI” A VITTORIO LINGIARDI

Il Premio Nino Gennaro, istituito sin dalla prima edizione del Festival, verrà conferito quest’anno a Vittorio Lingiardi, psicologo, analista e poeta, uomo impegnato sul fronte scientifico e letterario, che ha sostenuto attraverso le sue ricerche, il suo impegno culturale e civile la necessità di reale cittadinanza per tutti i gay e le lesbiche del mondo.

TRE MOSTRE D’ARTE

Tre Mostre di arte contemporanea sono l’omaggio del SQff alla città e al Pride nazionale, pertanto rimarranno aperte oltre il periodo di svolgimento del festival e fino alla data della sfilata finale. In programma:
OMISSIONI, ICONE DEL MIO TEMPO del performer Cosimo Terlizzi, dal 5 al 20 giugno 2013, alla Grande Vasca dei Cantieri culturali alla Zisa. Fotografie, video, film di un artista totale in un viaggio di ricerca visiva e mentale sull’identità;
SAKIS, UN TOMBEAU una installazione del regista Vincent Dieutre dall’8 al 29 giugno alla Galleria Le Nuvole. Un memoriale fatto di lacrime, immagini, suoni,dedicato al giovane compagno Sakis, morto di AIDS;
Que(e)rdenker, a cura di Alessandro Pinto, dal 30 maggio al 23 giugno, all’ex Ex Fonderia Oretea, in piazza Fonderia. Le opere di quattro giovani e pluripremiati artisti tedeschi Katharina Madethaner, Niko Ikonomeas, Liza-Julie Rüpling e Talisa Lallai, di una delle più importanti Accademie di Belle Arti di tutta la Germania.

LA LETTERATURA QUEER

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con Letterature queer, uno sguardo sui più interessanti studi che riguardano la tematica queer,a cura di Mirko Lino e Giusy Mandalà, e proseguiranno dentro UNA MARINA DI LIBRI, con cui si conferma la sinergia progettuale: due festival indipendenti che si tengono per mano nella costruzione di una vita culturale attiva.

GLI STUDI DI GENERE

La grande novità sul versante della formazione è quest’anno la “Summer School sulle differenze e le identità plurali“, realizzata in collaborazione con l’Università di Palermo e coordinata da Giovanni Lo Monaco e da Giuseppe Burgio. La Summer school sarà inaugurata da Paolo Mannina, il docente recentemente espulso dall’Eritrea perché gay. Cinque incontri in programma nell’ex Convento di Sant’Antonino, sul tema Fluttuazioni queer di genere e sessualità, rivolti a studenti provenienti da tutta Europa che vedranno la partecipazione degli studiosi più prestigiosi di Queer Studies. L’obiettivo è quello di promuovere la cultura delle connessioni e dell’inclusione servendosi di una prospettiva interdisciplinare che spazia dall’ambito letterario e linguistico a quello antropologico, storico e sociopolitico, dall’ambito cinematografico a quello delle arti visive, dai gender e queer studies agli studi postcoloniali.

CHIUSURA IN MUSICA

Si chiude in musica giovedì 6 giugno con la serata di premiazione dei vincitori del concorso Queer Short e la partecipazione straordinaria dei No Hay Problema, giovane gruppo che sta conquistando i palcoscenici di tutta Italia, con un sound molto queer.

IL PROGRAMMA

Vedi il programma intero della terza edizione del Sicilia Queer filmfest a questa pagina

Le proiezioni hanno luogo al CINEMA ABC – via Emerico Amari, 166 – tel +39 091 329 246

Prezzi dei biglietti:
Tessera Sostenitore: € 100
Tessera Festival: € 50
Ingresso giornaliero: € 10
Ingresso singolo: € 5

ALCUNI LUNGOMETRAGGI PRESENTATI

2013/05/31 ore 21:00
   Laurence Anyways di Xavier Dolan
  tendenza: TTT
tipologia: Drammatico – durata min.: 159
nazione: Canada, Francia
anno: 2012
“Laurence è un insegnante trentacinquenne con una grande passione per la poesia e la letteratura. Da due anni convive con Fred, una ragazza spontanea e gioiosa che lavora come assistente alla regia su importanti set cinematografici. Siamo in Canada, è il 1989 e l’esistenza felice della coppia viene travolta dalla scioccante rivelazione di Laurence: “voglio essere una donna, per più di trentanni ho mentito a me stesso e mi sono travestito da uomo, ma ora non posso più continuare così”. Fred ovviamente non sa come rispondere ad una tale rivelazione; perdendo un uomo, la figura che le dava forza e confidenza, come può il loro amore, la loro relazione sopravvivere? … In dieci anni i due protagonisti si cercano e continuano ad amarsi, spesso da lontano, perché la storia raccontata da Dolan non è tanto una riflessione sociale o personale, ma una vera e propria grande storia d’amore, che va oltre le apparenze, le regole, il sesso, ma nonostante tutto questo è un amore impossibile, in maniera non diversa poi da quelli rappresentati dai due precedenti lavori del regista. La differenza semmai è nell’universalità di questa storia contrapposta invece allo sfogo intimo, rabbioso ed adolescianziale dell’ottima opera di debutto; Dolan sembra aver raggiunto con questo Laurence Anyways una maggiore consapevolezza non solo dei propri mezzi ma anche delle infinite possibilità offerte dal suo talento e da questa sua vocazione filmica. E parte integrante di questa maturazione è anche la scelta/necessità di rimanere per una volta solo dietro la macchina da presa, affidarsi completamente ad altri attori, e il risultato sono due performance di grande impatto da parte di Melvil Poupaud e Suzanne Clément, con quest’ultima in particolare a brillare con un personaggio con cui è facile empatizzare e davvero difficile da dimenticare.” (Luca Liguori, Movieplayer.it)
 

2013/06/01 ore 20:30
   El Sexo de los ángeles di Xavier Villaverde
  tendenza: GGG
tipologia: Drammatico – durata min.: 105
nazione: Spagna / Brasile
anno: 2012
Bruno (Llorenç González) e Carla (Astrid Bergès-Frisbey) sono una coppia di ventenni che, nonostante qualche attrito, si amano e si considerano felici. Carla è una ragazza ribelle ed estroversa, senza pregiudizi sessuali, che crede nella libertà. Ama sinceramente Bruno e le piace la stabilità sentimentale. Lavora come fotografa di una rivista universitaria che ha creato insieme ad alcuni amici. Bruno invece è introverso, disciplinato e responsabile. Carla è stata la sua prima ragazza, sono fidanzati da quando erano giovanissimi. Bruno ama la musica hip hop e lo sport. A volte si sente insicuro e troppo prudente, ma è sempre tenero e sentimentale. Proviene da un’umile famiglia e studia educazione fisica grazie ad una borsa di studio. Un giorno entra nelle loro vite Rai (Álvaro Cervantes, premiato per questo film al Málaga Spanish Film Festival), un affascinante giovane, carismatico e avventuriero. Seduce quasi tutti coloro che lo conoscono, donne e uomini. Di lavoro fa il breaker e l’insegnante di karate. E’ un autodidatta, si è fatto da solo, è un tipo appassionato e calcolatore. Un giorno, senza badare alla presenza di Carla, Bruno e Rai si baciano. Bruno adesso è incerto, sente qualcosa di nuovo dentro di sè. Ha paura ma non vuole perdere l’amore di Carla. Carla vorrebbe abbandonare tutti, ma qualcosa la trattiene… Nel film è presente anche un personaggio gay dichiarato, Dani (Marc Pociello), orgoglioso di essere omosessuale e militante del movimento gay. E’ il redattore capo della rivista studentesca dove lavora Carla, studia giornalismo, è sfacciato, provocatore e promiscuo (sempre in cerca di avventure). Abita insieme ad Adrian, il direttore della rivista. La tematica del film, che ci mostra il passaggio da una storia dove una persona ama due persone per arrivare poi alla creazione di un triangolo poliamoroso, non è nuovissima al cinema, basti pensare a “Cold Showers” o a “Threesome”, ma questo film ha alcuni meriti che risiedono soprattutto nella freschezza e nella spontaneità delle situazioni raccontate, oltre che nella struttura narrativa, che si sviluppa in tre tempi, mostrandoci i punti di vista dei tre personaggi, attraverso un montaggio vivace e intrigante. Peccato che la parte omo sia un po’ sacrificata, almeno nelle immagini, lasciando intuire più che vedere, quali siano le reazioni del protagonista durante la sua prima storia gay. Dobbiamo accontentarci di languidi sguardi e di una vicinanza fisica che trasuda desiderio e sesso, mentre, come al solito, il rapporto etero, anche sessuale, deborda dallo schermo. Eppure il nocciolo del film è propria la storia gay, che entra, sconvolgendolo, in un tranquillo menage di coppia etero.
 

2013/06/02 ore 19:30
   Outing di Sebastian Meise
  tendenza: G
tipologia: Documentario – durata min.: 85
nazione: Austria / Germania
anno: 2012
Un’indagine coraggiosa, articolata e complessa sull’universo oscuro della pedofilia. Un film che fornisce allo spettatore elementi per riflettere su aspetti limite delle pulsioni sessuali, e sulla necessità di conoscerli senza ipocrisie né aprioristici rifiuti. In Germania, circa 250.000 persone vivono con una inclinazione pedofila. Sven è uno di loro, è uno studente che si sente sessualmente attratto da ragazzi. Non è un “molestatore di bambini” secondo lo stereotipo assai diffuso. E’ un giovane timido, sensibile, impegnato a combattere la sua inclinazione sessuale. E’ in terapia e parla apertamente delle sue fantasie e delle sue paure. E’ in cerca di aiuto e consigli, anche dai suoi coetanei. Lo spettatore accompagna Sven nella sua vita di tutti i giorni e si confronta con i problemi del suo disturbo.
 

2013/06/02 ore 20:30
   Remington and the curse of the Zombadings di Jade Castro
  tendenza: GGG
tipologia: Orrore – durata min.: 96
nazione: Filippine
anno: 2011
Remington (Mart Escudero) sin da bambino ha sempre puntato il dito contro gli omosessuali. Ma un giorno una drag queen da lui insultata in un cimitero gli lancia una maledizione: da grande anche lui diventerà gay! Quindici anni dopo, il ragazzo comincia a manifestare strani segni di cambiamento nel modo di parlare, di camminare e di vestirsi. Soprattutto, le sue attenzioni si spostano progressivamente dalla bellissima Hannah al suo migliore amico Jigs. Intanto, un misterioso serial killer sta uccidendo uno ad uno tutti i gay del villaggio, e Remington si troverà coinvolto in una girandola di omicidi, stregoni, sedute spiritiche e strade invase da orde di zombie gay! Tra commedia, gay movie e zombie horror, il film di Jade Castro prende di mira l’omofobia giocando con gli stereotipi queer. Grande successo di pubblico in patria (è stato visto da quasi un milione di spettatori, un record per un film indipendente) Remington and the curse of the Zombadings è valso a Mart Escudero il Golden Screen Award, l’Oscar filippino al miglior attore protagonista. (Gender Bender)
 

2013/06/02 ore 22:30
   The Last Time I Saw Macau di João Pedro Rodrigues
  tendenza: QQ
tipologia: Sperimentale – durata min.: 85
nazione: Francia / Portogallo / Macao
anno: 2012
Film originale, quasi sperimentale, a metà tra la docu-fiction e il cinema noir classico, con protagonisti che quasi non si vedono mai in volto, con immagini bellissime che riescono a catturare l’attenzione attraverso minimi particolari. I registi sono João Pedro Rodrigues, l’autore più queer del Portogallo (ricordiamo i capolavori “O Fantasma” e “To Die Like a Man”) e il suo collaboratore Joao Rui Guerra da Mata, qui anche protagonista fuori campo, del quale sentiamo la voce che spiega: “Dopo 30 anni mi ritrovo a Macao, dove non tornavo dai tempi della mia infanzia. Più o meno una settimana fa, a Lisbona, ho ricevuto un’e-mail da un’amica che non sentivo da molto tempo. Sapevo che Candy era partita per l’Oriente, forse per il gusto dell’esotico, o alla ricerca di una vita più facile. Fatto sta che ne avevo perso le tracce. Nell’e-mail mi diceva che ancora una volta aveva incontrato gli uomini sbagliati, ma stavolta le conseguenze erano molto serie: un carissimo amico era stato assassinato durante un’innocua partita a flash ball e lei temeva di essere la prossima vittima. Io ero la sola persona di cui potesse ancora fidarsi. Mi pregava di andare a Macao dove, secondo le sue stesse parole, stavano succedendo cose “strane e inquietanti”. Affaticato dalle molte ore di volo, mi dirigo verso Macao a bordo di un aliscafo che mi riporterà indietro nel tempo, ai giorni più felici della mia vita”. Candy è una amica trans, ma poi scopriremo che è stata molto di più, del protagonista che la va cercando, che apre il film in uno splendido show drag affiancata da due tigri. Dal Festival di Locarno, dove il film ha vinto una Menzione Speciale, il critico Carlo Cerofolini scrive: “Le sue sequenze sono di quelle che bucano lo schermo e imprigionano l’attenzione per l’effetto di una combinazione tanto stravagante quanto affascinante…
 

2013/06/05 ore 19:30
   Folder di Cosimo Terlizzi
  tendenza: QQQ
tipologia: Sperimentale – durata min.: 74
nazione: Italia / Belgio
anno: 2010
‘Folder’ di Cosimo Terlizzi e’ un film apertamente autobiografico, in cui il regista si interroga sulla propria identita’ personale e omosessuale, partendo dall’esperienza traumatica del suicidio di un’amica. Settembre 2008: Cosimo si trova al mare e una chiamata lo avverte che Fabiana, una sua amica, si è suicidata. Decide di partire con Damien e andare a trovare la sorella di Fabiana a Lione. Nell’arco dei mesi a intrecciarsi con questo viaggio si succedono le partecipazioni a diversi festival, dove Cosimo continua a vincere targhe su targhe per il suo documentario Murgia. Durante una di queste premiazioni, Cosimo accetta il riconoscimento e dichiara con spiazzante sincerità “Il mio motto di questa stagione è: più riconoscimenti, più visioni e, scusate, meno targhe”. Nei mesi a seguire documenta i suoi momenti di viaggio tra Bruxelles, Berlino, Bologna, Torino e altre città mentre rimane sempre in contatto con i suoi amici di sempre sparsi per l’Europa. La notizia del suicidio lo porta a riflettere sulla difficile esistenza di Fabiana che per dieci anni ha cercato un difficile equilibrio con la sua identità sessuale. Dopo l’operazione che l’ha portata a essere donna e coronare il suo sogno, ha dovuto intraprendere questo viaggio intersessuale tra mille difficoltà. Cosimo arriva a definirla come androginoide, termine che, molto più correttamente di transessuale, indica il percorso attraverso il quale dall’identità maschile si passa a quella femminile.Folder racchiude quindi un periodo di vita di Cosimo Terlizzi, protagonista e autore del lavoro, e lo illustra attraverso i mezzi a disposizione. Chiamate Skype, file condivisi, macchine digitali, spostamenti in aereo e metropolitana permettono al racconto di svilupparsi su molti fronti e di trovare una dimensione nuova a seconda del luogo. Il risultato è un documento che vive attraverso vari canali e non si ferma al concetto di ripresa classica; Terlizzi crea con il montaggio, la libertà di ripresa scardinata dalle norme formali del documentario e l’uso del sonoro in modo creativo, un lavoro che coinvolge lo spettatore dai primi minuti e lo rende compagno di questo viaggio.
 

2013/06/05 ore 20:30
   L’uomo doppio di Cosimo Terlizzi
  tendenza: GG
tipologia: Documentario – durata min.: 67
nazione: Italia
anno: 2012
Film documentario che raccoglie tracce di vita quotidiana che mettono in luce i lati oscuri del protagonista (regista e sceneggiatore) e del suo compagno, facendo emerge un’indagine sulla natura stessa dell’uomo diviso tra istinto e morale. Dice l’autore: “L’uomo doppio è un vero e proprio diario intimo, risultato di un paio d’anni concentrati su un unico filo conduttore: la ricerca pragmatica del concetto di Ego, Io e Sé. Ho documentato i momenti della mia vita in cui potevo riallacciarmi al tema suggerito dalla scritta “Distruggi il tuo Ego” trovata sul muro della casa di una cara amica morta suicida. Questa frase ha dato il via ad una serie di riflessioni su me stesso ed ha messo in gioco inevitabilmente anche la vita di coppia. Il testo dunque si è costruito giorno per giorno ma a differenza di un diario scritto, qui il testo diventa immagine e parola enunciata. Come in una ricerca scientifica ho cercato quegli indizi che potessero provare cos’è l’Ego cosa l’Io e cosa il Sé, nel tentativo di mettere in luce la complessità del mondo interiore. Il film segue due piste, quella visiva, più libera e istintiva, e quella della voce, della parola enunciata, che mira ad essere scientifica come a trasformare il flusso della visione diaristica/ artistica in documentario. Artistica poiché il mio percorso di artista è integrato nel corso del film attraverso la realizzazione di opere fotografiche che sono il sunto dell’approdo intellettuale e di esperienza di vita del momento. Ne viene fuori una collezione di immagini dedotte proprio da questo flusso di pensieri. La sceneggiatura quindi non è finzione ma il risultato delle esperienze raccolte giorno per giorno.”
 

2013/06/05 ore 22:30
   Cloudburst di Thom Fitzgerald
  tendenza: LLL
tipologia: Drammatico – durata min.: 95
nazione: USA / Canada
anno: 2011
Stella e Dot (interpretate dai due premi Oscar Olympia Dukakis e Brenda Fricker), sono un’anziana coppia di lesbiche che vivono insieme, alternando momenti alti e bassi, da 31 anni. Ora hanno superato i settanta e Stella è quasi sorda mentre Dot è quais completamente cieca. L’imbarazzata nipote di Dotty, Molly, è convinta che la soluzione migliore per la nonna sia il ricovero in una casa di cura dove provvederebbero a tutte le sue necessità. Davanti a questa evenienza, Stella e Dot, terrorizzate al solo pensiero di doversi separare, prendono una drastica decisione: lascieranno la loro città per recarsi in Canada, dove è legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso. E’ l’ultima possibilità che hanno per rimanere insieme. Sulla strada per il Canada raccolgono un giovane autostoppista, Prentice (Ryan Doucette), un ballerino che sta tornando in Nuova Scozia per visitare la mamma morente. Nonostante la sua spavalderia, Prentice è in realtà una persona confusa e ferita che ha ancora molto da imparare da Stella e Dot. Ma anche per Stella e Dot ci sono problemi in vista. Riusciranno a restare una famiglia unita?Adattamento di un’opera teatrale dello stesso regista, il film ha avuto l’anteprima il 16 settembre 2011 all’Atlantic Film Festival dove è stato accolto con un’ovazione, vincendo il premio del pubblico come miglior film e quello per la miglior sceneggiatura.Essenzialmente un road movie, che ricorda sia Thelma and Louise che Transamerica, il film è soprattutto l’incontro, espresso con grazia e humor, tra diverse generazioni che si confrontano sui temi del genere, della famiglia, dell’amore, della vita e della morte.
 

2013/06/06 ore 19:00
   Louis(e) de Ville, portrait d’une bad girl di Chriss Lag
  tendenza: LLL
tipologia: Documentario – durata min.: 48
nazione: Francia
anno: 2012
Chi è Louis(e) de Ville? Attrice e performer americana trasferita a Parigi, lesbica, femminista, star del burlesque queer, usa la sua arte per capovolgere gli stereotipi di genere attraverso travestimenti, personaggi in-between e spettacoli di grande comicità. Louis (e) de Ville non vuole rifare il Moulin Rouge o il Burlesque. La sua arte è quella di una femminista queer, è un’attrice, un’educatrice sessuale, un personaggio istrionico che lancia un chiaro messaggio, contro il razzismo, l’omofobia, il sessismo, rivoltando i codici di genere. Nel 2009 ha scritto una sua opera teatrale, “Betty parla”, presentata in anteprima al terzo Festival del Teatro Gay e Lesbico di Parigi dove ha vinto il premio come miglior attrice. La regista dice: “Ho lavorato per molti anni con Louis(e) de Ville, l’ho seguita a Parigi, Londra, Ginevra ed ho incontrato gli artisti che collaborano con lei. I suoi spettacoli spesso deludono gli spettatori che si aspettano di vedere una bella ragazza che si spoglia. Con questo film ho cercato di decifrare la sua arte utilizzando le sue stesse parole”
 

2013/06/06 ore 20:00
   Les Invisibles di Sébastien Lifshitz
  tendenza: QQQ
tipologia: Documentario – durata min.: 115
nazione: Francia
anno: 2012
La storia di Maurice, Monette, Lucien e Therese, tutti nati nel periodo tra le due guerre, in ambienti sociali diversi. Non hanno nulla in comune tra loro, oltre al fatto di essere gay e ora anziani. Tramite il loro sguardo, attraversiamo un secolo di storia della società francese. “E’ un progetto interessante Les Invisibles di Lifshitz, perchè sa raccontare l’omosessualità con taglio originale ed approfondito, perchè dà voce a chi ha vissuto una vita intera affrontando le difficoltà di vivere in una società incapace di accettarlo. L’autore sceglie bene il suo cast di protagonisti, figure interessanti sia di per sè che nel loro insieme, perchè la somma delle loro esperienze riesce a dare uno spaccato sfaccettato della società di quegli anni, con la sua chiusura, diffidenza e rifiuto. I racconti, infatti, mettono in luce un ampio spettro di comportamenti diversi (chi ha sempre saputo di essere gay; chi invece si è sposato ed ha avuto figli, scoprendo tardi le sue vere inclinazioni; chi ha vissuto con riservatezza; chi invece ha sempre ostentato il suo modo di essere; chi ha lottato per i propri diritti), ma compongono un quadro preciso ed interessante del contesto in cui si muovevano. Per sottolineare quest’ultimo aspetto, il regista accompagna le interviste con foto dei protagonisti ai tempi del racconto o, quando possibile, le alterna a filmati d’epoca, come nel caso di video da cortei del ’68 a favore di femminismo ed aborto, momenti che hanno contribuito a cambiare, o almeno iniziare a cambiare, la figura della donna nella società contemporanea. Un progetto riuscito, quello di Lifshitz, che attraverso le testimonianze dei suoi intervistati riesce ad essere dolce e romantico, o stravagante e spontaneo, ma sempre molto profondo e completo nel raccontare, dai diversi punti di vista, le prime esperienze, i momenti più folli, le lotte o le fughe, fino ai resoconti degli anni della vecchiaia che i protagonisti stanno vivendo negli ultimi anni.” (V.Cuomo, Movieplayer.it)
 

2013/06/06 ore 22:30
   Petunia di Ash Christian
  tendenza: GG
tipologia: Commedia – durata min.: 108
nazione: USA
anno: 2012
Una intrigante commedia sentimentale che ci racconta gli intricati rapporti all’interno di una famiglia newyorkese. Un film sul desiderio e sulla sua negazione, e sugli ingannevoli modi con cui cerchiamo di raddrizzare le nostre vite. Charlie Petunia (Tobias Segal) è un blogger che si spaccia per celibe, mentre in realtà è innamorato dell’uomo che abita nell’appartamento al piano di sotto (che scopriremo avere qualche problemino ulteriore). La sua famiglia non se la passa molto meglio. Suo fratello Michael (Eddie Kay Thomas) è uno sposo novello con una moglie emotivamente distante, Vivian (Thora Birch), incinta di un bimbo che può essere o non essere di Michael. Vivian infatti ha avuto una tresca segreta con il terzo fratello, Adrian, un tossicodipendente che dipinge con misure esagerate i ventri delle sue varie amanti. I genitori non possono essere altro che degli psicanalisti (Christine Lahti e David Rasche), due persone che a malapena si scambiano qualche parola. Finalmente Charlie riesce ad agganciare l’uomo di cui è innamorato, quello del piano di sotto, George (Michael Urie, visto ed apprezzato in Ugly Betty), che scopriamo essere il cugino di Vivian, sposato con una donna (probabilmente non tutta a posto). Dopo che la morigeratezza sessuale di Charlie ha lasciato il posto a ben altro, la sua nuova e felice condizione sta per essere messa in crisi dal ritorno dalle vacanze della moglie di George. Non sarà facile districare questa grovigliata matassa di sentimenti e relazioni… Momenti divertenti, alcuni esilaranti, che non risparmiano una pungente analisi delle nevrosi di una famiglia disfunzionale, scprendone comunque la profonda umanità.
 


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