VIP 2012

Le personalità che nel mondo della cultura o dello spettacolo hanno aiutato col loro lavoro l’emancipazione e il rispetto della comuntà gay e dei suoi diritti

Anche il 2012, e forse ancora più dell’anno precedente, è stato un anno particolarmente turbolento sui temi cari alla comunità omosessuale: matrimonio gay, adozioni gay, omofobia, in primis. Su questi temi si sono espresse diverse personalità sia del mondo della politica che della cultura che dello spettacolo. In questa classifica annuale, che comprende varie personalità, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, vogliamo omaggiare soprattutto le ultime due categorie, cultura e spettacolo, dando per scontato che in politica dovrebbe essere più un dovere che un merito occuparsi dell’uguaglianza dei diritti e della difesa delle minoranze. Naturalmente stiamo parlando di una politica civile e indipendente, libera da pregiudizi e clientele, interessata più al bene comune che a quello partitico, tutti obiettivi che definiscono un Paese moderno, democratico e plurale, forse ancora lontano dal nostro.

Non abbiamo inserito in classifica i direttori di quotidiani o settimanali che anche quest’anno, più dei precedenti, hanno dato ampio spazio alle nostre rivendicazioni. A titolo esemplificativo vogliamo ricordare il Corriere della Sera, diretto da Ferruccio de Bortoli, che nel 2012 ha pubblicato ben 198 importanti articoli di approfondimento e cronaca dedicati alle tematiche omosessuali, moltissimi su intere pagine; seguito a breve distanza da La Repubblica del direttore Ezio Mauro, con 174 articoli, tutti sempre a nostro favore. Il Corriere, probabilmente per accontentare un pubblico più tradizionalista, dà spazio anche ad interventi con posizioni contrarie, vedi ad esempio l’ampio dibattito sull’omogenitorialità iniziato con l’articolo di Galli Della Loggia e tutt’ora in corso.

Nel campo letterario abbiamo scelto di inserire lo scrittore Aldo Busi, anche per la lotta che ha dovuto affrontare per essere pubblicato, pur essendo uno dei massimi autori che il nostro Paese può vantare. Ma il 2012 è stato ricchissimo di romanzi e saggi a prevalente tematica gay, noi ne abbiamo contati più di 70, molti dei quali di altissimo livello, come l’ultimo romanzo di Walter Siti, “Resistere non serve a niente“, sicuramente destinato a vincere importanti premi letterari.

Sono esclusi da questa classifica anche coloro che con coraggio e dedizione si sono messi alla guida del movimento gay, organizzando ogni anno spledidi gay pride e tante iniziative di varia natura, sicuramente ottimi propulsori di una mentalità più aperta e comprensiva della società. In questa categoria rientrano sicuramente anche i direttori e gli organizzatori dei tanti festival di cinema gay presenti sul nostro territorio che abbiamo ricordato lo scorso anno.

Abbiamo però considerato alcune eccezioni, come la deputata Paola Concia, in questi giorni di nuovo candidata alle elezioni politiche del 2013 grazie alla spinta ricevuta da una lettera al Segretario PD firmata da molte personalità della cultura, per il grande lavoro di elaborazione e pubblicizzazione del suo libro autobiografico “La vera storia dei miei capelli bianchi“, un libro che non lascia indifferente chi lo legge. Un’altra eccezione è Giovanni Minerba, il direttore del festival gay torinese, che quest’anno ha dovuto spendersi contro tentativi di ridimensionamento del festival (causa crisi economica) e in più è riuscito a coinvolgere la città di Torino nella celebrazione del ventennale della scomparsa di Ottavio Mai, scrittore e regista co-fondatore del festival.

Sono sicuramente moltissime le personalità che non abbiamo inserito in questa classifica pur avendone assoluto diritto, e ce ne scusiamo sinceramente. In ogni caso anche a loro va il nostro ringraziamento e la nostra assoluta stima. L’Italia, come spiegavamo sopra, è ancora un Paese di frontiera per quanto riguarda i diritti civili, e spesso, coloro che ci difendono o che si esprimono pubblicamente sui nostri diritti o contro l’omofobia strisciante, vengono osteggiati in diversi modi, come accaduto a Carlo Freccero, direttore di Rai 4, che per questo ha meritato il primo posto della classifica. Una classifica che non esitiamo a definire di eroi, magari involontari, magari solo perchè hanno il coraggio di dire e fare quello in cui credono, ma che in un contesto come quello che viviamo oggi in Italia, assumono un grande valore di coraggio e dignità.

1
Carlo Freccero

Carlo Freccero, attuale direttore del canale Rai 4, è stato nel 2012 al centro di una vicenda di censura televisiva partita dalle proteste dell’Associazione Spettatori AIART per la messa in onda su Rai 4 della serie “Fisica o chimica” a loro dire troppo trasgressiva, soprattutto perchè presenta adolescenti gay alle prese con coming out, primi amori e bullismo omofobico. Il direttore Freccero ha risposto dicendo: “Trovo tutto ciò scandaloso, perché la serie in questione la ritengo assolutamente pedagogica, tratta i temi del razzismo, dell’omosessualità fra i giovani… Io mi chiedo come in un paese europeo, laico come è l’Italia, si possa chiedere in modo così perentorio ed integralista la sospensione di questa serie. Lo ripeto, sono profondamente scandalizzato e allibito“. Freccero ha giustamente difeso a spada tratta il programma e l’importanza dei temi trattati, spingendosi fino ad una telefonata, giudicata pesante, al giornalista di Libero, Francesco Borgonovo, che coi suoi scritti chiedeva la soppressione della serie. La conseguenza per Freccero è stata una assurda sospensione di 10 giorni dall’attività di responsabile di Rai 4. Freccero ha comunque continuato a difendere le sue scelte e l’utilità di un programma come “Fisica o chimica” che, secondo ultimi annunci, dovrebbe riprendere nel mese di gennaio 2013 sempre su Rai 4.

   
2
Cesare Prandelli

Cesare Prandelli, commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio, merita senz’altro il titolo di personalità più gayfriendly del 2012. Scrive la prefazione al libro di Alessandro Cecchi Paone “Il campione innamorato“, un libro sull’omosessualità nello sport, considerata ancora da molti un tabù. Prandelli, intervistato da diversi quotidiani, ha detto di avere accettato l’invito alla prefazione del libro molto volentieri: “ho accolto con entusiasmo, senza pensarci un minuto, il vero successo sarà quando non se ne parlerà più… L’omofobia è razzismo, è indispensabile fare un passo ulteriore per tutelare tutti gli aspetti dell’autodeterminazione degli individui, sportivi compresi. Nel mondo del calcio e dello sport resiste ancora il tabù nei confronti dell’omosessualità, mentre ognuno deve vivere liberamente se stesso, i propri desideri e i propri sentimenti. Dobbiamo tutti impegnarci per una cultura dello sport che rispetti l’individuo in ogni manifestazione della sua verità e libertà. I tempi sono maturi: magari, presto, qualche calciatore farà coming out“. Prandelli, per la sua difesa dei gay, è stato premiato anche dal Festival gay di Torino.

   
3
Carlo Maria Martini

Hanno avuto notevole risonanza le aperture su temi fino ad oggi ostici nella Chiesa Cattolica del Cardinale Carlo Maria Martini, scritte nel libro-dialogo tra il Cardinale e il senatore Ignazio Marino. Sulle unioni civili si dice che lo Stato potrebbe favorirle, comprese quelle omosessuali: “Non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi lo Stato potrebbe anche favorirli“; “la Chiesa promuove la famiglia ma non è giusto discriminare altri tipi di unione“. Sul profilattico si dice che in certe situazioni può costituire un male minore. Si arriva perfino a giustificare il Gay Pride che in questo particolare momento può avere le sue motivazioni. Tutte le associazioni gay italiane si sono dichiarate entusiaste di queste aperture. Franco grillini ha detto che “finalmente anche nella Chiesa cattolica qualcosa si muove“.

   
4
Aldo Busi

Dopo alcuni anni di silenzio letterario, Aldo Busi riesce finalmente a pubblicare il suo ultimo romanzo “El especialista de Barcelona” con Dalai Editore. Busi ha raccontato in dettaglio alla stampa le difficoltà incontrate con le case editrici per la pubblicazione del suo libro, tanto da confidare a La Repubblica che il suo romanzo era come un bambino che dopo nove mesi “non vuol saperne di uscire all’aperto“. Erano più di dieci anni che Busi non pubblicava un romanzo, e in merito Busi dice: “ho smesso di scrivere romanzi per ragioni politiche, perché in Italia, a differenza che in Inghilterra e in Francia specialmente, il successo è sempre decretato dalla omologazione a gruppi di potere. Non faccio parte di un clan né di una confraternita, sono anticlericale, sono un omosessuale dichiarato a cui ispirano sufficienza senza desiderio gli uomini – siccome non me ne erano successe abbastanza, doveva capitarmi anche questa – non ho desideri repressi, non vivo nascosto. E dopo trent’anni tutto questo mio civile affanno non si insinua manifestamente nell’opinione pubblica e nella classe politica. Tanto vale smettere, i capolavori li ho già scritti e mi considero già fortunato di aver centrato il mio tempo: se oggi Aldo Busi volesse pubblicare Seminario sulla gioventù, per non parlare di Sodomie in corpo 11, non troverebbe un editore

   
5
Ferzan Ozpetek

Torna quest’anno in classifica Ferzan Ozpetek, il più importante regista gay italiano, autore quest’anno di “Magnifica presenza“, forse uno dei suoi film più impegnativi, arrivato secondo al box office settimanale, con quasi 1,2 milioni di incasso (in totale supererà i tre milioni, cifra assai inferiore agli 8 milioni incassati con “Mine vaganti”). L’incasso non eccezionale è sicuramente dovuto ad una storia non semplice, che mescola presente e passato, figure reali ed immaginarie (fantasmi), per un’originale accusa alle persecuzioni fasciste. Il protagonista è l’attore Elio Germano (dal quale alcuni si aspettano prima o poi un coming out), in un ruolo gay assai discreto (solo un timido bacio gay), anche perchè la sua omosessualità è serenamente accettata (il primo gay senza problemi di accettazione nei film di Ozpetek). Peccato che Ozpetek stia adesso pubblicizzando il suo prossimo film, “Allacciate le cinture di sicurezza“, con queste parole: “Sarà il mio primo film sull’amore tra uomo e donna: mi piace molto esplorare i meccanismi del matrimonio. Tra due uomini esiste una parità, mentre la donna riesce a trasformare completamente l’uomo quando entra nella sua vita“. Speriamo ci riservi comunque un piccolo posto in seconda fila.

   
6
Carmine Amoroso

Carmine Amoroso è intervenuto quest’anno al Festival gay di Torino, dove veniva presentato nella sezione Vintage il suo film del 1997 “Come tu mi vuoi”, film che all’epoca non fu trattato bene nemmeno dalla comunità gay, ma che oggi viene rivalutato. Carmine ha detto che considerava la sua partecipazione al Togay di quest’anno come una specie di risarcimento. Ma le tribolazioni del regista Amoroso sembrano non finire mai. Per il suo nuovo film, “I Barbari“, in corso di lavorazione, ha scritto su Facebook: “Per la seconda volta la cricca cattolica affaristica del Ministero dei beni culturali censura il mio film I BARBARI negandogli il finanziamento. La prima volta si è espressa addirittura con questo giudizio morale: Quattro storie di sessualità “deviata”: un travestito che riceve le stigmate; un bambino di 8 anni che scopre l’omosessualità del padre; un ragazzo di buona famiglia che lasciato dalla ragazza s’innamora di una prostituta; una tredicenne viziata, mitomane, attratta da uomini molto più grandi di lei. Un copione che si ripete: per fare Cover Boy ho impiegato più di dieci anni. Sono stanco, esausto, umiliato ma anche questa volta non mi lascerò intimidire da questo manipolo di ipocriti e di servi che in maniera chirurgica sta cercando di distruggere il nostro cinema più vero: quello delle idee. A tutti voi chiedo di sostenermi a loro dico di vergognarsi.” Tra gli interpreti del film “I Barbari” troviamo Luciana Littizzetto, Claudia Gerini e Ornella Muti.

   
7
Ivan Cotroneo

Ivan Cotroneo, scrittore e regista gay dichiarato, è un’altro abbonato a questa classifica. Quest’anno vi entra di diritto per aver presentato al pubblico di prima serata di Rai 1, una bella storia di coming out adolescenziale nella serie “Una grande famiglia”, con tanto di appassionati baci gay. Forse è anche per questo che la serie non ha avuto una seconda stagione, prima promessa. A ottobre 2012, Cotroneo ha vinto il Gran Premio della Giuria al Festival di Annecy per il suo film “La Kryptonite nella borsa“, vincitore anche del premio alla miglior interpretazione femminile (Valeri Golino). Attualmente Cotroneo sta lavorando alla serie “Un’altra vita“, scritta insieme a Stefano Bises e Monica Rametta, che racconta la storia di una donna che trova il coraggio di ricominciare da zero con i suoi figli.

   
8
Lucio Dalla

Eravamo incerti se inserire o meno Lucio Dalla in questa classifica, ma ci è sembrato doveroso attribuirgli questo piccolo omaggio postumo, perchè pensiamo sia stato assai importante il dibattito che si è sollevato sui vari media a proposito della sua omosessualità e dell’importanza di dichiararla o meno pubblicamente. Tutto è iniziato da un intervento nel telegiornale de La7 che nel dare la notizia della sua morte, lo ha ricordato come un “omosessuale che non nascondeva di esserlo“, cosa verissima, non lo nascondeva, anche se molti hanno interpretato questa frase come se all’opposto fosse uno che si dichiarava apertamente. Alcuni, come Gay.it, gli hanno rimproverato il fatto di “essere morto da eterosessuale“, cosa secondo noi assai opinabile, come hanno dimostrato le lacrime che Marco Alemanno, il suo compagno, ha versato in chiesa durante la cerimonia funebre mentre lo ricordava con parole di grande amore. Altri hanno fatto osservare che se Dalla si fosse dichiarato non avrebbe potuto avere gli onori che la Chiesa gli ha attribuito, sollevando il caustico commento di Lucia Annunziata sull’ipocrisia cattolica.

   
9
Vladimir Luxuria

Luxuria è ormai abbonata a questa classifica, grazie alla sua instancabile attività e creatività dedicate all’emancipazione del mondo LGBT. Nel 2012 l’abbiamo vista co-conduttrice dell’Isola dei Famosi insieme a Nicola Savino, prendendo il posto che era di Simona Ventura. Grazie alla sua presenza, oltre a quella di personaggi come Alessandro Cecchi Paone e Cristiano Malgioglio, l’edizione 2012 dell’Isola è stata una delle più gaye. Luxuria ha anche condotto la striscia quotidiana dedicata alla trasmissione. Poi è stata madrina del Festival gay di Palermo diretto da Alessandro Rais, dove ha annunciato: “sto progettando di trasformare il mio libro “Eldorado”, dedicato agli omosessuali perseguitati durante la guerra, in un film. C´è già la disponibilità di una produttrice, e sono stata contattata da Lino Banfi, che dopo aver letto il libro mi ha chiamato e si è offerto per il ruolo del protagonista“. Come ogni anno è stata promotrice e protagonista a Napoli della Festa della Candelora 2012, quest’anno prolungatasi con dieci giorni d’iniziative lgbt. In TV l’abbiamo vista anche nel salotto de ‘La Vita in diretta’ su Rai Uno (dove confessa che “Ho sofferto molto la cattiveria della gente, ma sono sempre stata sincera e trasparente”) e alla conduzione di ‘Fuori di gusto’, su La7.

   
10
Emma Dante

Emma Dante è una delle maggiori autrici e artiste del teatro italiano. Quest’anno ha scelto di debuttare al cinema con un’opera, “Via Castellana Bandiera”, che vuole essere popolare e profonda nello stesso tempo. Dice Emma: “Non è stato un passaggio traumatico, è una storia che ho scritto io, legata alla metafora che appartiene al mio teatro, c´è la stessa immobilità , la stessa umanità che si scontra, anche se niente cambia. È una storia legata a Palermo, ma per raccontare il mondo“. Racconta le vicende di tre donne, con una coppia di lesbiche interpretate da Emma Dante (Rosa) e da Alba Rohrwaher (Clara). Spiega Emma: “Rosa e Clara, io e Alba, siamo una coppia e mi piace il divario di età tra due che convivono. Nel raccontare l´omosessualità c´è sempre il rischio di presentarla come una fuga da qualcosa, dall´assenza del maschio soprattutto, siccome non c´è il maschio facciamo i giochetti tra di noi. Tra noi non c´è ambiguità, è un rapporto maturo, consapevole. Samira è anziana, viene da Piana degli Albanesi, il paesino dove gli albanesi conservano le tradizioni. È forte, ha avuto una vita dura, vuole morire, non parla, è avvinghiata al volante, vuole ripartire e finire con l´auto nel burrone. Rosa interrompe la sua strada verso la morte“. Il film, prodotto da Vivo Film di Gregorio Paonessa e Marta Donzelli e da Offside/Wildside con Rai Cinema e con il sostegno del ministero per i Beni culturali, sarà distribuito in Italia da Istituto Luce Cinecittà nel 2013.

   
11
Maurizio Ponzi

Uno dei pochi registi cinematografici di lunga data sempre impegnato a difendere il mondo gay e le sue richieste, anche in trasmissioni radio-tv (vedi uno speciale televisivo sul cinema gay e la sua partecipazione al programma Hollywood Party su Rai 3). Inizia la sua carriera cinematografica come assistente di Pier Paolo Pasolini nel 1966 per l’episodio “Il fiore di carta” (in Amore e rabbia) e dirige i documentari “Il cinema di Pasolini” (1966), “Verso Rossellini” (1967) e “Verso Visconti” (1967), per esordire nel 1968 con il film “I visionari” che viene premiato al festival di Locarno. Il successo arriverà negli anni ’80 con i film con Francesco Nuti. In Tv dirige la serie “Il bello delle donne“. Nel 2012, dopo alcuni anni di assenza dagli schermi, esce, con non poche difficoltà, il suo film “Ci vediamo a casa“, film che riempie le pagine degli spettacoli sui media, soprattutto per la storia gay con due giovani attori emergenti (Primo Reggiani e Nicolas Vaporidis), ma molto meno le sale cinematografiche, causa una limitatissima e fugace distribuzione. Nel finale del film ci viene mostrato un ‘quasi’ matrimonio gay in chiesa.

   
12
Stefano Pasetto

Stefano Pasetto, dopo quasi due anni di attesa, vede quest’anno, finalmente, uscire nelle sale (poche) il suo bellissimo film “Il richiamo”, che racconta una originale storia d’amore lesbico. “Il richiamo” ha avuto una lunga e difficile gestazione (la sceneggiatura era già pronta nel 2004) ma grazie alla produzione di Interfilm e Rai Cinema (e con l’aiuto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) il film avrebbe dovuto uscire nelle sale già nel 2010. Presentato in diversi Festival, anche al Togay, premiato dalla giuria dell’Amilcar a Villerupt (Francia) nel 2010 e dal pubblico all’Univercine Film Festival di Nantes del 2011, in Italia veniva ripetutamente spostato in avanti, tanto da farci credere che ormai sarebbe uscito solo in dvd. Finalmente è arrivata la semisconosciuta ed encomiabile JP Entertainment che s’incarica, con grande impegno, di distribuirlo in 30 copie iniziali, ridotte a 19 la settimana successiva. Grande merito della regia e della sceneggiatura averci condotti dentro una storia che scava nelle profondità dell’animo umano, aiutata, anzichè distratta, da bellissimi ambienti naturali, partendo da una vitalissima Buenos Aires fino alle spiagge della Patagonia, al mare aperto dove l’uomo incontra le balene. E grande merito alle due protagoniste, Sandra Ceccarelli e Francesca Inaudi, che in una bella intervista apparsa su Vanity Fair, confessano entrambe di aver avuto esperienze omosessuali.

   
13
Sebastiano Riso

Sebastiano Riso, già assistente alla regia nel film “I Viceré” di Roberto Faenza, dopo tre anni di preparazione ha iniziato i lavori per la realizzazione del film “Più buio di mezzanotte“. Il film racconta la storia di Davide Cordova, in arte Fuxia, un transgender catanese amico di Vladimir Luxuria e da lei scoperto e valorizzato (ha accompagnato Luxuria in spettacoli teatrali, in tv da “Markette” e in serate varie come attore e costumista). Il film metterà in rilievo la vita non certo facile del transgender etneo, la sua lotta contro l’emarginazione e per l’affermazione dei propri diritti di essere umano osteggiato dai benpensanti e dai moralisti per le sue scelte. Fuxia-Davide, estremizzando, dice: “Le differenze di sesso non esistono, sono invenzioni, ma da noi queste cose non si possono dire perché siamo un Paese di bigotti, c’è poca libertà. Ma gli eterosessuali non esistono“. Le riprese del film avranno luogo nei primi mesi del 2013. Adesso è stato completato il cast che prevede Claudia Cardinale, la nonna di Davide, Micaela Ramazzotti, la madre, mentre nel ruolo del padre dovrebbe esserci Pierfrancesco Favino, e, tra gli altri, anche Luigi Lo Cascio e Massimo Ranieri. Alfio Mosca, direttore di Etnapolis ch eproduce il film, ha detto: “Crediamo molto in questo film perché narra una storia al tempo stesso delicata e forte, destinata a colpire le coscienze, oltre che la fantasia, degli italiani”. Il film sarà distribuito nel 2013 dalla Lucky Red. Il Venerdì di Repubblica ha dedicato ben 4 pagine al film.

   
14
Marco Simon Puccioni

Marco Simon Puccioni è il regista del bellissimo film “Riparo”, storia di un complesso amore omosessuale nel profondo nord-est dell’Italia, film che ha avuto una distribuzione italiana difficilissima nonostante sia stato apprezzato nei festival di mezzo mondo. Marco, omosessuale dichiarato da sempre, non si è scoraggiato è ha proseguito per la sua strada, iniziata nel 1993 con l’interessante doc “A Light on the Path” che raccontava, con la collaborazione dell’antropologo Max Carocci, la tematica omosessuale vissuta all’interno delle riserve indiane negli USA. Quest’anno Puccioni ha completato uno straordinario documentario sugli ultimi tre anni della sua vita, trascorsi tra Europa ed USA, con l’obiettivo, perfettamente conseguito, di costruire una famiglia per lui e per il suo compagno Giampietro. Il film, dal titolo “Prima di tutto – Tutto il resto è nulla”, viene considerato dal regista come opera preparatoria di un film più ampio (titolo provvisorio “La mia nuova famiglia”), basato sulla storia della sua vita, che sta preparando per il prossimo anno. Il doc “Prima di tutto” è stato trasmesso il 19 settembre, purtroppo dopo la mezzanotte, sul canale Rai 3 nel programma DOC 3 di Lorenzo Hendel presentato da Alessandro Robecchi, ed è tutt’ora recuperabile sul sito del programma www.doc3.rai.it, che raccomandiamo altamente.

   
15
Laura Morante

Laura Morante è sempre stata una delle attrici italiane più amate dai gay, e quest’anno ha trovato il modo di ricambiare quest’affetto mettendoci al centro della sua prima opera come regista. Stiamo parlando del film “Ciliegine“, un’opera che ha avuto ben sette lunghi anni di gestazione, prima rifiutata dai produttori italiani, poi accodatisi dopo l’ingresso dei francesi. Il film ha avuto nel nostro Paese un discreto successo (quasi 800 mila euro d’incasso), aiutato anche da una buona pubblicità sui media. Nel film, Laura Morante, come protagonista, ci dichiara ripetutamente il suo amore e la sua stima, suggerendo a tutte le donne di trovarsi un amico omosessuale, gli unici in grado di comprenderle e sostenerle.

   
16
Giovanni Minerba

Giovanni Minerba, il fondatore di uno dei più importanti festival gay del mondo, il torinese “Da Sodoma a Hollywood“, non si è limitato quest’anno a combattare per la sopravvivenza del suo festival, prima minacciato di accorpamento con altri festival poi di farlo diventare biennale, sempre con la scusa dei fondi pubblici che ogni anno diminuiscono, ma si è prodigato in altre importanti iniziative come la celebrazione del ventennale della scomparsa di Ottavio Mario Mai, suo compagno e co-fondatore del Festival gay, coinvolgendo la città di Torino, che sta pubblicando un libro con tutti gli interventi di Ottavio e una graphic novel, e organizzato un’ampia rassegna dei film di Ottavio con l’anteprima del film ‘Giovanni‘, storia di un ragazzo fidanzato, segretamente gay, che alla vigilia delle nozze trova il coraggio di vivere ‘alla luce del sole’, film ispirato alla storia personale di Minerba. La Commissione Cultura del Comune ha proposto inoltre di intitolare una strada ad Ottavio Mai. Giovanni Minerba è stato anche tra gli animatori del gay pride torinese dove ha celebrato, insieme ad altri, il suo matrimonio col suo attuale compagno Damiano Andresano.

   
17
Luciana Littizzetto

Luciana Littizzetto è forse la personalità più gay-friendly del mondo dello spettacolo italiano. Innumerevoli sono i suoi interventi a favore delle nostre rivendicazioni fatti durante lo show di Fabio Fazio su Rai 3 e quest’anno ha meritatamente vinto il premio Dorian Gray assegnatole dal Festival gay di Torino (prima di lei era stato assegnato a James Ivory e Lindsay Kemp) con la seguente motivazione: “a Luciana Littizzetto perché come attrice ha saputo con la sua ironia ribaltare i luoghi comuni sull’amore, sostenendo con impegno costante la causa dei diritti delle persone GLBT“. Dal palco Luciana replica: “Che responsabilità. Eppure non ho fatto nulla di strano, mi sembra naturale accettare le differenze e sostenere i diritti GLBT, si dice così? Li ho difesi senza nemmeno sapere come si chiamavano!”. Nel 2012 Littizzetto ha pubblicato il libro “Madama Sbatterfly”, ricco di intelligenti e divertenti battute, anche su gay.

   
18
Lorenzo Balducci

Lorenzo Balducci entra in questa classifica sia per aver fatto nel 2012 il suo coming out come gay (che anni prima, intervistato da Gay.it, aveva negato) sia per essere stato il protagonista di uno dei film gay italiani più discussi dell’anno. Il film è “Good As You” del regista Mariano Lamberti, pubblicizzato come il primo film italiano con personaggi tutti lgbt, fatto uscire in prima visione il giorno del venerdì santo, cosa che ha sollevato le proteste del quotidiano Avvenire, secondo il quale non si può far uscire un film gay in tale giorno (sic!). Il film ha sollevato anche le proteste di Militia Christi che lo ha denunciato come “Una commedia ideologica che sdogana del tutto lo stile di vita gay e legittima comportamenti innaturali, immorali e devianti per la società“. Purtroppo il film, nonostante abbia riempito le pagine degli spettacoli su vari media, incassa solo 60 mila euro (all’uscita è 20mo al box office e sparisce la settimana successiva).

   
19
Paola Concia

Anche quest’anno la deputata Paola Concia, unica lesbica dichiarata del nostro Parlamento (adesso candidata grazie alla spinta di numerose personalità della cultura), entra di diritto in questa classifica, oltre che per la sua instancabile militanza socio-politica, anche per essere l’autrice e protagonista del libro-confessione “La vera storia dei miei capelli bianchi – Quarant’anni di vita e di diritti negati“, il libro gay uscito nel 2012 con la maggiore risonanza mediatica. Il libro è un lungo racconto della propria vita che l’autrice fa a Maria Teresa Meli, giornalista del Corriere della Sera. Il libro “È un inno al diritto a «essere felici», anche se costa fatica e, nel caso della protagonista che è personaggio pubblico, critiche, perdite, isolamento. Effetti collaterali di un «coming out» che Paola Concia suggerisce anche agli altri ma non impone, facendo di un momento personale e intimo come il matrimonio con la sua compagna tedesca Ricarda un evento mediatico da condividere, perché il privato è pubblico se l’obiettivo è una liberazione, personale e collettiva.” (Paola Di Caro)

   
20
Giovanni Dall’Orto

Giovanni Dall’Orto è uno dei principali creatori della cultura gay italiana, come storico (sua principale attività), scrittore, giornalista e militante del movimento gay italiano dal 1976. E’ stato direttore della prima rivista gay italiana, “Babilonia“, poi della rivista “Pride“. Socio fondatore dell’Associazione Solidarietà Aids di Milano, per due volte presidente dell’Arcigay di Milano, e membro della segreteria nazionale dell’Arcigay. Nel 2001 è co-fondatore del sito “www.culturagay.it” e nel 2012 fonda il sito “www.wikipink.org“, l’enciclopedia gay, lesbica e trans italiana. Nel 2012 assume l’impegno, con una nota casa editrice, di redigere una storia dell’omosessualità assai corposa (più di 500 pagine).

   
21
Valerio De Paolis

Valerio De Paolis è il fondatore e amministratore unico della BIM, società di distribuzione cinematografica fondata nel 1983, che entra in questa classifica perchè quest’anno ha distribuito nelle nostre sale il maggior numero di film con riferimenti lgbt (ben 5 titoli), tra i quali l’acclamato “Oltre le colline“, film vincitore a Cannes 2012 di due premi (miglior sceneggiatura e protagoniste). De Paolis riassume così la filosofia della BiM, società che distribuisce esclusivamente un cinema d’autore: “Un cinema di pensiero, divulgativo e che affronta temi sociali e parla della realtà. Un cinema spesso non facile ma che è l’unico che pensiamo valga la pena di fare“. Nel 2013 distribuirà, tra gli altri, l’ultimo film di Ozon, “Dans la Maison“, e “Promised Land” del regista gay Gus Van Sant.

   
22
Rita Dalla Chiesa

Rita Dalla Chiesa è una presentatrice famosa per la sua conduzione pluriennale dello show “Forum” sui canali Mediaset. In questa trasmissione non perde occasione di difendere gli omosessuali e i loro diritti. Ad inizio 2012 ha dedicato quasi un’intera puntata per denunciare le affermazioni dello psicologo Francesco Bruno, dicendo: “questo signore avrebbe detto che i gay in realtà sono come dei disabili, sono anormali, sono malati. Io devo dire che questa è una cosa che noi rigettiamo fortissimamente, come dovrebbero fare tutti. E’ uno psichiatra, pensate a quanto male possa fare a un ragazzo, come l’altro giorno è accaduto che un ragazzo ha tentato il suicidio perché i genitori non lo accettavano come gay.” In altre trasmissioni ha affrontato ampiamente il tema delle discriminazioni verso gay e lesbiche e del riconoscimento delle coppie di fatto (“Ho degli amici gay che stanno insieme da 28 anni e si sono dimostrati più bravi di me a superare tante crisi”)

   
23
Cosimo Santoro

Finito l’impegno per la pubblicazione dei dvd Queer Frame di Atlantide, Cosimo Santoro non ha perso tempo e si è lanciato in due attività di promozione del cinema gay nel nostro Paese. E’ infatti riuscito a far sbarcare in Italia la più importante società di produzione e distribuzione di titoli a tematica gay americana, la TLA Releasing, una società statunitense nata nel 2001 e che ha già in catalogo centinaia di titoli LGBT. La distribuzione sarà dedicata inizialmente all’home video, ma includerà in seguito uscite in sala per i titoli più importanti e la creazione di un portale internet per la visione dei film in streaming e download. Tra i primi film distribuiti nel nostro Paese ci saranno “North Sea Texas” , una storia d’amore adolescenziale, il romantico “Weekend” di Andrew Haigh, uno dei titoli più amati e attesi dell’ultimo anno, e “Elliot Loves” di Terracino, un racconto di formazione e di educazione sentimentale, infine “Sexual Tension: Volatile” di Marco Berger e Marcelo Monaco, sei storie di tensione sessuale tra uomini di ogni categoria. L’altra iniziativa di Cosimo è la fondazione di una nuova agenzia di festival booking e vendite internazionali, THE OPEN REEL, che si propone di promuovere e ampliare la visibilità e la distribuzione a livello internazionale di titoli indipendenti, soprattutto a tematica LGBT, con particolare riferimento al posizionamento in festival ed eventi ed alla vendita dei diritti distributivi.

   
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Mario Cervio Gualersi

Mario Cervio Gualersi, giornalista, critico e studioso di teatro omosessuale che collabora alle riviste Pride e Marie Claire, oltre ad interventi su diversi siti lgbt, ha quest’anno organizzato a Milano “ILLECITE VISIONI“, il primo festival teatrale cittadino dedicato al mondo gay. Un evento che ha coinvolto gran parte del pubblico lgbt (ma non solo) di Milano e Lombardia, sviluppatosi in quattro serate che hanno presentato novità assolute per la città: Cuore Nero intensa storia di due ragazzi di mala che tentano di sopprimere il loro amore senza riuscirci, consapevoli che quella passione è incompatibile al “sistema”. Le mille bolle blu, una vera storia d’amore struggente e clandestina nella Palermo degli anni Sessanta. Racconti di giugno, di Pippo Delbono in un’anticipazione del progetto che sarà presentato al Piccolo Teatro di Milano nella stagione 2013/2014. Quelle due ovvero La calunnia di Lilian Hellman, testo che negli anni Trenta fece scalpore perché incentrato sull’amore proibito tra due donne, viene riproposto da Luciano Melchionna in una nuova versione con l’interpretazione appassionata di Marina Rocco e Lucia Mascino.

   
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Alessio Cuvello

Alessio Cuvello è il vincitore del concorso Mister Gay Italia 2012. Ha riempito le pagine di cronaca di diversi media perchè oltre ad essere un bel 24enne gay, è anche padre di un bambino di tre anni, ed è sostenuto nelle sua militanza gay dalla ex moglie. Ha superato la concorrenza di 15 finalisti, tutti ammiratissimi alla 16ma edizione del concorso di bellezza organizzato da Gay.it con il patrocinio di Arcigay. Nella giuria composta da personalità del mondo della cultura, del giornalismo, della politica e dello spettacolo c’erano anche il giornalista Andrea Spadoni e il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè. De Giorgi, il direttore di Gay.it e del locale Mamamia dove è avvenuta la premiazione, ha detto: “Lo slogan di questa manifestazione è ‘Non cerchiamo solo manichini’, perchè per il successo ottenuto dal concorso e l’importanza del ruolo che rivestirà il vincitore è riduttivo concentrarsi soltanto sull’aspetto estetico dei concorrenti, vogliamo un ragazzo con un cervello e i finalisti di quest’anno, con esperienze e storie straordinarie, soddisfano a pieno questo criterio“.

   
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Alessandro Baracchini

Alessandro Baracchini, giornalista di punta di RaiNews ha fatto coming out durante un telegiornale, sorprendendo tutti e riempiendo le cronache dei media. Interrogato sulle dichiarazioni omofobe di Antonio Cassano durante il collegamento che il tg fa ogni giorno con la trasmissione radio “Un giorna da pecora“, Baracchini ha risposto: “Lui quelli come me non li vorrebbe in nazionale” e poi ad una domanda sui matrimoni gay risponde: “Se non fossi favorevole al matrimonio gay non potrei sposarmi nemmeno io“. Molti sapevano della sua omosessualità, e per questo Baracchini viene invitato spesso in programmi su temi gay, ma non aveva mai fatto coming out pubblicamente. Altri due giornalisti hanno fatto coming out prima di lui, Stefano Campagna del Tg1 e Paolo Colombo de La7, ma nessuno l’aveva fatto in diretta tv.

   
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Lina Carcuro

Diego Di Flora e Lina Carcuro ci hanno fatto ricordare per qualche settimana i tempi della rimpianta Gay TV, presentando su Napolitivù (canale 80 del digitale terrestre) un programma in dieci puntate, dal titolo “Made in Love“, completamente dedicato ai single omosessuali. Il programma, ideato e scritto da BeeGlam con Diego Di Flora, viene guidato da quest’ultimo insieme a Lina Carcuro (insieme nella foto a lato). Tra i giudici l’attrice Anna Capasso e tra i presidenti di giuria che si susseguiranno nelle dieci puntate, troviamo l’onorevole Anna Paola Concia, Vladimir Luxuria, Claudio Insegno e Arisa. Lo show si propone di far trovare l’anima gemella a gay di età compresa tra i 18 e i 40 anni, ed è stato definito dall’autore «il primo programma italiano dedicato all’amore gay». Il programma s’ispira alla trasmissione di successo “Uomini e donne” di Maria De Filippi.

   

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