STUDIO UNIVERSAL PRESENTA "NIGHT & GAY" SECONDA EDIZIONE

Con l’anteprima nazionale di “Here’s Looking At You, Boy” che inaugura anche la rassegna di cinema al Gay Village 2007

Anche quest’anno Studio Universal celebra il gay pride con la rassegna “Night & Gay” dedicata alla cinematografia omosessuale, in onda ogni sabato di luglio in seconda serata sul canale 320 di Sky. La chicca di questa seconda edizione è senz’altro l’anteprima italiana di “Here’s Looking At You, Boy” (Schau mir in die Augen, Kleiner) del tedesco André Schäfer che chiuderà la rassegna il 30 luglio alle 0.10. Il film inaugura anche la prima rassegna cinematografica del Gay Village di Roma al Parco delle Cascate, laghetto dell’EUR, il 1 luglio alle 21.30. In questa occasione “bellissimi ragazzi targati Studio Universal, distribuiranno esclusivi gadget a tutti i presenti” (Ma perché Studio Universal non pubblicizza la rassegna sul suo sito web?).
Il film, assolutamente imperdibile per chi ama il cinema gay (ma non solo), è stato presentato all’ultimo festival di Berlino e attraverso una serie di clip da film, racconti e ricordi, descrive il graduale emergere del cinema omosessuale, dei suoi registi e del suo pubblico.

Il film documentario, diretto dall’ex giornalista Andre Schafer, segue le tracce di “The Celluloid Closet” (del 1995) e di “Fabulous! The Story of Queer Cinema” dello scorso anno, e celebra il cinema a tematica LGBT focalizzandosi sulle opere prodotte dopo il 1970 (“i primi film che fanno riferimento all’omosessualità in termini positivi”) nel mondo occidentale (un vero peccato l’assenza del cinema asiatico). Le scene dei film gay vengono intramezzate da interventi di personaggi di grosso calibro tra i quali John Waters, Gus Van Sant, Tilda Swinton oltre a Stephen Fry, Alex Sichel, Jaques Martineau, Craig Chester, Ingrid Caven e Jennifer Morris. Waters ammette di essere stato un precursore (Pink Flamingo è del 1972) ma riconosce di non sentirsi un regista gay, in quanto “essere gay non è sufficente”. Van Sant ci racconta la battaglia che ha dovuto fare con la produzione per mantenere la scena dei due ragazzi sotto la doccia in “Elephant” e ricorda come originariamente fosse stato chiesto a lui di dirigere “Brokeback Mountain” con gli attori Brad Pitt e Matt Damon. Tilda Swinton, musa di Derek Jarman, e protagonista di “Orlando” ci spiega molto bene come sia assurdo pensare a identità sessuali fisse e precostituite. Tra i film europei più encomiati abbiamo “The Consequence” di Wolfgang Petersen, “Il quarto uomo” di Paul Verhoeven, “My Beautiful Laundrette” di Stephen Frears più diversi riferimenti alle opere di Rainer Werner Fassbinder e Rosa Von Praunheim. Tra i film americani troneggia “Parting Glances” di Bill Sherwood (il film restaurato sarà presentato all’imminente Outfest di Los Angeles).

“Non mi sento particolarmente eroico…ho fatto questo film perché sentivo che era una cosa giusta e quando ho scoperto che ha avuto un impatto enorme su alcune persone è stato fantastico” così il regista André Schäfer racconta le sensazioni legate a Here’s Looking At You, Boy . Le opere di registi come Pedro Almodóvar, Rosa Von Praunheim, Ang Lee o Derek Jarman hanno cambiato sia il cinema gay che il cinema generale e anche il modo in cui il pubblico approccia ad esso. Star come Jude Law, Rupert Everett o Daniel Day-Lewis hanno dato vita a personaggi che fino ad allora nessuno aveva mai osato mostrare sullo schermo. Gli innumerevoli inserti del film sono presentati come proiezioni figurate in diversi ambienti, come lo schermo di un decadente cinema porno, le ormai morte toilet pubbliche di Tiengarten a Berlino, o il muro infuocato di una buia area di parcheggio a Los Angeles.

TUTTI I FILM DELLA RASSEGNA “NIGHT & GAY” IN ONDA SU STUDIO UNIVERSAL OGNI SABATO DI LUGLIO IN SECONDA SERATA:

sabato 7 luglio 0re 23.15

Go Fish – segui il pesce
regia di Rose Troche

Film all’apparenza amatoriale ma ricco di dialoghi accattivanti e divertenti. Parla di incontri, rapporti, pettegolezzi e scontri di un gruppo di amiche lesbiche, tra cui emergono Max (Turner, autrice anche della sceneggiatura), carina ma frustrata dalla mancanza di una storia d’amore, e Ely (V.S. Brodie), goffa e infelice per un rapporto precedente: con l’aiuto delle altre, riusciranno a mettersi insieme. Una sincera commedia omosessuale dove tutto gravita attorno all’amore, indagato con allegria e tenerezza, senza retorica e senza falsi pudori (irresistibile il "convegno" sulla definizione del sesso femminile). La regia, sensibile alla fisicità delle immagini, resta immune da qualsiasi insolente voyeurismo. Sembra un "racconto morale" alla Rohmer in chiave rigorosamente lesbica, dove la coscienza di essere omosessuale lascia presto il posto alla coscienza di essere tout court. Il titolo originale vuol dire in gergo "andare a donne".

sabato 14 luglio

Che mi dici di Willy?
regia di Norman René

Molte lacrime e qualche sorriso in un film non troppo autocompiaciuto ma in certi momenti scontato come i tv-movie sull’argomento. I rapporti interpersonali sono onesti e naturali, e la rappresentazione delle paure connesse al sesso e alla morte è pungente ed efficace. Quando vediamo persone che si ammalano e muoiono, ci prende una paura personale e reale. Il film comunque non è depressivo: ci sono anche risate e momenti di gioia meravigliosi. Il finale, con gli amici morti richiamati con la memoria, è furi tono. Il titolo originale ricalca la formula con cui i gay partecipavano nei necrologi la loro situazione affettiva: compagni da molto tempo. Memorabile la battuta: Cosa pensi che accada dopo la nostra morte? Andremo a fare sesso ancora.

sabato 21 luglio

Mala Noche
regia di Gus van Sant

Tratto da un racconto a sfondo autobiografico di Walter Curtis, il film è stato sceneggiato, montato, prodotto e diretto da Gus Van Sant, che esordisce così con il suo primo lungometraggio. Girato con appena 25.000 dollari, in 16 mm e in uno sgranato bianco e nero, Mala Noche rivela il talento di Gus Van Sant ai critici americani, ottenendo nel 1987 il premio come miglior film indipendente dalla Los Angeles Film Critics.
Walt, giovane omosessuale, si innamora follemente di Johnny, immigrato messicano clandestino, minorenne, che non parla una parola di inglese. Rifiutato dal ragazzo, finirà per fare l’amore con Pepper, amico di Johnny, che di giorno lo ignora. La vicenda avrà un esito tragico… (Studio Universal)

sabato 28 luglio

Priscilla, la regina del deserto
regia di Stephan Elliott

Specializzati in spettacoli en travesti, gli omosessuali Tick e Adam e il transessuale Bernadette partono da Sidney con un pulman per raggiungere Alice Spring nel cuore dell’Australia, dove devono esibirsi dall’ex moglie di Tick, che gestisce un albergo casinò. Come ogni road film che si rispetti, ad un certo punto la comitiva rimane bloccata in mezzo alla strada e dovrà passare qualche giorno nel posto che meno che mai avrebbero voluto conoscere. Film originale nei personaggi, nei dialoghi e nelle situazioni curiose che presenta. Indimenticabili gli abiti dai colori sfavillanti e la colonna sonora anni ’70. Da gustare e rigustare. Anche per imparare a . . . vivere!

lunedì 30 luglio ore 0.10

Here’s Looking at You, Boy
regia di André Schäfer

Questo documentario descrive il graduale emergere del cinema gay – dei suoi registi e del suo pubblico – come un genere sicuro di se e della propria necessità di esistere. Originato da opere come PARTING GLANCES (Bill Sher wood, 1986), HAIRSPRAY (John Waters, 1988) o LE AVVENTURE DI PRISCILLA, REGINA DEL DESERTO (Stephen Elliott, 1994), le sequenze presentate in questo film non sono solo pietre miliari del cinema gay e lesbico, sono momenti chiave del cinema in quanto tale. Le opere di registi come Pedro Almodóvar, Rosa von Praunheim, Ang Lee o Derek Jarman hanno cambiato sia il cinema gay che il cinema generale come pure il nostro modo di guardarlo. Star come Jude Law, Rupert Everett o Daniel Day-Lewis hanno dato vita a personaggi che fino ad allora nessuno aveva mai visto sullo schermo. Stephen Frears, Tilda Swinton, Stephen Fry, Patrice Chéreau, François Ozon, Udo Kier e Gus Van Sant ci raccontano, in conversazioni filmate, la storia del cinema gay delle ultime decadi. Gli innumerevoli inserti del film sono mostrati come proiezioni figurate in diversi ambienti, come lo schermo di un decadente cinema porno, le ormai morte toilet pubbliche di Tiengarten a Berlino, o il muro infuocato di una buia area di parcheggio a Los Angeles.

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