SINDACO DI CENTRODESTRA TENTA DI PROIBIRE "MANUALE D'AMORE 2"

Succede a Mezzolombardo, in Trentino, dove il film è in programma in una sala di proprietà della parrocchia.

Il Sindaco di Mezzolombardo (Centrodestra), Rodolfo Borga, tenta di proibire la proiezione del film di Giovanni Veronesi, “Manuale d’amore 2”, in una sala di proprietà della parrocchia, con la scusa che il regolamento ammette solo film che non siano in contrasto con la morale cattolica e, dice “Non mi pare che la Chiesa sia a favore di fecondazione assistita e matrimoni omosessuali”. Interviene, interpellato dallo stesso Sindaco, Maurizio Zeni, il presidente del “Coordinamento teatrale trentino” specificando che esiste un accordo tra il Coordinamento, la parrocchia e il Comune in base al quale sono permessi solo film che abbiano avuto il via libera dal Centro Cattolico Cinematografico, cosa regolarmente avvenuta per il film di Veronesi e, intervistato da un giornalista de Il Trentino, aggiunge: ” Il film è ammesso e non vedo quali siano i problemi. Sono caduto dalle nuvole. Mai mi sarei aspettato che ci fossero delle riserve. Non è un film politico né disturba il senso del pudore. L’episodio dei due gay sfiora il tema dei pacs, ma con assoluta leggerezza. Sarebbe come dire che Tognazzi, col Vizietto, abbia fatto un manifesto gay». Quindi il film dovrebbe essere regolarmente proiettato, anche se il Sindaco Borga, che sperava in una riunione della Commissione mista composta da rappresentanti della parrocchia (3), delle associazioni (2) e del Comune (1), impossibilitata a riunirsi per la malattia di un membro, ha detto che se la Commissione avesse detto di no “Niente film, a casa mia decido io cosa si vede e cosa no”.

Il Sindaco Barga comunque non è solo a giudicare “inaccettabile” il film di Veronesi. Riportiamo di seguito il giudizio sul film espresso dall’ACEC, l’ Associazione Cattolica Esercenti di Cinema, che sul suo sito così commenta il film:

Valutazione Pastorale: Anni addietro (molti anni addietro), la migliore commedia italiana prendeva spunto dalla cronaca e dai temi della vita quotidiana per comporre storie a metà tra realismo e apologo: si rideva, volendo, ma si rideva amaro, perché i problemi erano grossi, e motivi per riflette tra le righe non mancavano. Tutto questo è ciò che “Manuale d’amore” non é. Qui argomenti seri, che riguardano tutti i cittadini e sui quali sono aperti dibattiti forti, tali da creare domande difficili che interpellano coscienze individuali e colletive sono presi a deprimente pretesto per costruirvi episodi di sconcertante pochezza espressiva, per sollecitare una comicità di infimo livello, stuzzicando il peggio del facile coinvolgimento: umorismo sguaiato, ammiccamenti da softcore patinato, raccontini a tesi precostituite. In una parola, il nulla. O meglio il grado zero di un minimo rispetto per i temi trattati affoga nella derisione (la fisioterapista é grassa e va rifiutata), nella presa in giro, nel conformismo dell’ineluttabile fallimento del matrimonio tra uomo e donna. Tutto è affrettato, tirato via, messo insieme alla peggio per cavalcare l’onda di situazioni che tirano e solleticano l’opinione pubblica. L’esperimento é fallimentare e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come inaccettabile, in quanto totalmente, inesorabilmente, volutamente superficiale.
Utilizzazione: é da evitare con cura sia in programmazione ordinaria sia in altre occasioni. Molta attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Leggi articoli de “Il Trentino” del 3 febbraio 2007 e del 4 febbraio 2007

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