UN WEEKEND CON TRE PRIME VISIONI GAY

Una commedia su Sky Show, “Provaci ancora Ethan”, con un protagonista da sogno, e nelle sale l’attesissimo “Una pessima reputazione”, imperdibile, e il thriller psicologico ricavato da un romanzo di A. Maupin, “Una voce nella notte”

Questo weekend ci sono tre prime visioni tutte per noi, una alla tv su Sky Show con “Provaci ancora Ethan” (foto sopra, questa sera alle 21 e domenica alle 22), e due nelle sale cinematografiche con attesissimi e importanti film.

Iniziamo da questi ultimi e precisamente con “Una pessima reputazione” (Infamous) di Douglas McGrath, a nostro giudizio un capolavoro. Il film racconta la medesima storia del “Capote” di Miller, cioè la genesi del romazo “A sangue freddo”, eppure non potrebbero esserci due film più differenti, dove anche le stesse interpretazioni del protagonista, Truman Capote, sono diversissime. Quella di Hofman è fredda e ricercata mentre quella di Jones è calda e spontanea. Sui giornali circola in merito una battuta che dice di una telefonata dell’Academy al vincitor dell’Oscar P.H. Hofman dove si scusano per l’errore commesso nella consegna del premio per la migliore interpretazione, che viene senz’altro assegnato a Toby Jones per “Infamous”. In “Infamous” abbiamo una visione della vicenda più realistica e più profonda nello stesso tempo e soprattutto molto più “gay”. L’incontro dello scrittore con l’assassino è qui un confronto tra due vite, due storie, molto più simili tra loro di quanto si potesse immaginare. Due vite che pur provenendo da ambienti così differenti, la società borghese e pettegola di Capote e quella sottoproletaria di Perry Smith, hanno dovuto entrambe combattere duramente per la propria identità, la prima attraverso una specie di prostituzione intellettuale e la seconda con la rabbia e l’omicidio. Alla fine ne usciranno entrambe sconfitte. Imperdibile.

La seconda prima visione è la traduzione cinematografica del romanzo “The Night Listener” di Amistad Maupin, “Una voce nella notte”, che il regista Patrick Stettner ha sceneggiato, con un lavoro durato tre anni, insieme all’autore e al suo ex compagno Terry Anderson (il romanzo era in parte una storia autobiografica). Nel romanzo Maupin si poneva domande del tipo: “Come amiamo, e per quanto tempo? Come veniamo accecati da queste cose? E perché le necessità del cuore ci spingono a creare dei misteri?”. Il regista ha poi spinto ulteriormente sull’idea del mistero e del thriller, affascinato dall’idea “di un thriller che non fosse costruito intorno ad un omicidio o ad un episodio di violenza, ma piuttosto intorno ad un mistero del cuore umano, un thriller del cuore”. Con queste premesse potete intendere quanto il film possa essere difficile e ambizioso, un film di sensazioni e di atmosfere più che di fatti reali, che forse avvengono o non avvengono nemmeno. Molto peso assumono quindi le interpretazioni dei protagonisti, più che la stessa storia, che ci racconta di un conduttore radiofonico, omosessuale, in crisi col compagno col quale viveva da dieci anni e che si lascia coinvolgere nella storia di un precoce tredicenne, sieropositivo, con alle spalle una terrbile esperienza di vita.

La terza prima visione ci viene invece offerta da Sky Show con l’ormai abituale appuntamento del venerdì sera alle 21:00 (e in replica domenica alle 22:00) col ciclo “Funny and Gay” che questa sera ci presenta “Provaci ancora Ethan”” di George Bamber. Questo film è ricavato da una comic strip di Eric Orner e ne mantiene in buona parte le caratteristiche fumettistiche, non solo per l’inserimento nella storia di godibili animazioni, ma soprattutto per il disegno e l’azione dei protagonisti, che entrano ed escono di scena seguendo il ritmo delle loro battute e smorfie, lasciandoci spesso più strabiliati di loro. Il protagonista è comunque eccezionale, con una espressione dolce e malinconica nello stesso tempo che ce lo fa desiderare dal suo primo apparire. Sia chiaro che se volete godervi il film dovete dimenticare il mondo della commedia tradizionale ed entrare in quello della commedia ad effetto, caricaturale e stereotipata, molto simile alle comiche del cinema muto. Il tema principale del film è l’incostanza nei rapporti amorosi gay, la speranza di poter trovare sempre un partner migliore, dopo avere rilevato gli immancabili difetti dell’attuale.

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