Vacche amiche: (un'autobiografia non autorizzata)
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Vacche amiche: (un'autobiografia non autorizzata)

Chi altri avrebbe osato scrivere la sua “autobiografia non autorizzata”, offrendola spericolatamente in pasto al mondo in una lingua affabulatoria, epigrammatica, sincopata, di un’eleganza senza pari e di un’oscenità scatenata e al contempo scanzonata? Aldo Busi compie qui un viaggio che riconduce al punto di partenza, secondo un percorso circolare nel quale nulla accade perché tutto è già accaduto e non resta che prendere atto della verità così come la scrittura la riconosce, la indaga e la costringe a uscire allo scoperto, attraverso lo smascheramento spietato dell’imperfetta menzogna coltivata per tutta una vita da personaggi della piccola, media e grande borghesia, ordinari incantatori che vorrebbero sottrarsi e restare misteriosi ma finiscono per venire centrifugati in questo potente caleidoscopio delle umane vanità, cui non sfugge nemmeno chi ne scrive per chiamarsene fuori. Ancora una volta lo scrittore ci coglie di sorpresa avventurandosi in zone fra le meno seriamente esplorate dei rapporti tra uomini e donne, come quella dell’omosessuale innamorato di alcune elette e dannate a non averlo e a non farsi avere, pena il perderlo e con lui perdere l’occasione politica e rivoluzionaria per eccellenza che manca alle donne, l’amore ad armi pari con un uomo: un’amicizia di disinteressata e leale passione. Testo drammatico senza averne né l’aria né gli artifici, a tratti insospettabilmente romantico fino alle lacrime, più spesso esilarante fino alla risata irrefrenabile, Vacche amiche risulta non meno coinvolgente di Seminario sulla gioventù (1984) e ci sfida a una brutale e commovente discesa agli inferi della nostra identità umana e civile. Dopo lo splendido affresco narrativo di El especialista de Barcelona (2012), Busi scrive un libro sull’amore carnale e sull’amicizia intellettuale: un nuovo romanzo, ma soprattutto un romanzo nuovo che all’occorrenza si fa saggio, per quanto satirico di ogni pretesa saggistica e pervaso da folle saggezza. Una sfida di stile e di ritmo perfettamente vinta, che indica in quale direzione la letteratura dovrà spingersi da ora in avanti.

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SI CHIAMA “Vacche amiche” è l’autobiografia non autorizzata che Aldo Busi ha scelto di scrivere. Ma che cos’è davvero “Vacche amiche”? E’ una storia dove la scrittura, intensa, forte, provocatoria, colta, s’intreccia, diventa materia del racconto. Dove incombe sulla scena un omosessuale che ama donne belle che, per causa sua, diventeranno dannate: non possono averlo, perché lo perderebbero. E con lui, perderebbero quella che viene raccontata come un’occasione rivoluzionaria dalla parte delle donne. Vale a dire la possibilità di vivere un amore a rami pari con uomo. (Wanda Valli, La Repubblica)

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