UN TOCCO DI ROSA
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  • EditoriAngelo Savelli

UN TOCCO DI ROSA

Opera presentate nella sezione Teatro del Florence Queer Festival 2009
Pupi e Fresedde – Teatro di rifredi – Teatro Stabile di Innovazione
lettura scenica della sceneggiatura di Ian Iqbal Rashid
a cura di Angelo Savelli – con Serra Yilmaz e Valentina Banci, Francesco borchi, Andrea Bruno Savelli, Massimo Grigò, Riccardo Naldini e gli allievi della Scuola Nazionali Comici “Massimo Troisi”
Ian Iqbal Rashid (classe 1971) è un regista e sceneggiatore canadese anglofono di Toronto nato in Tanzania da famiglia indiano mussulmana ed emigrato a Londra dove vive da quindici anni con il suo compagno australiano Peter Ride. Nel 2004 ha scritto e diretto il delizioso film autobiografico “Touch of Pink”, una divertente commedia gay e multirazziale (conosciuta con il titolo “Scandalo a Londra”) che è stata presentata con successo nel 2006 alla seconda edizione del Florence Queer Festival. In occasione della quinta edizione del festival, proponiamo oggi una lettura teatrale della brillante sceneggiatura del film con la partecipazione straordinaria dell’attrice turca Serra Yilmaz. E, approfittando di questa collaborazione, Angelo Savelli ha realizzato una speciale riduzione teatrale della vicenda trasformando l’ambientazione anglo-canadese in italo-turca.
Una benestante vedova turca di Ankara, nell’approssimarsi delle ricche nozze del figlio della sorella, viene presa dai rimorsi per aver lasciato crescere il figlio senza di lei, dal momento che, dopo la morte del marito, se ne era fuggita a Roma a fare ‘la bella vita’, sedotta dalle immagini dei film italiani. Il figlio, cresciuto dalla zia insieme con il cugino coetaneo, quando la madre torna ad Ankara, scappa a sua volta a Roma per farsi una sua vita indipendente come fotografo di scena a Cinecittà. Ed è a Roma che la madre lo raggiunge per convincerlo a ritornare alle nozze del cugino e, visto che c’è, sposarsi anche lui con una facoltosa ragazza turca e darle tanti bei nipotini. Ma lei non sa che il figlio è gay e vive felicemente con il suo compagno. Dopo vari equivoci il compagno rompe con il ragazzo, accusandolo di non avere il coraggio di rivelarsi alla madre tradizionalista. Quando questi lo farà sarà ormai troppo tardi, con il rischio di perdere per sempre mamma e amico. Consigliato dal fantasma di Mastroianni, il suo mito, il ragazzo raggiunge la famiglia ad Ankara. Qui una serie di scoperte inaspettate porteranno ad un confronto tra madre e figlio e ad un’accettazione quasi orgogliosa da parte della donna della normalità della relazione omosessuale del figlio contro l’ipocrisia imperante della famiglia borghese.

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