Moffie. Un gay in guerra nel Sudafrica dell'apartheid
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  • EditoriIacobelli - Collana: Frammenti di memoria

Moffie. Un gay in guerra nel Sudafrica dell'apartheid

Nicholas è un ‘moffie’, modo in cui gli afrikaner chiamano con disprezzo gli omosessuali. Ha diciannove anni ed è costretto a partire militare nel Sudafrica dei primi anni ’80. Sono gli anni in cui il paese è ancora fortemente impegnato nella cosiddetta guerra al confine tra la Namibia e l’Angola contro gli indipendentisti dei due paesi. La vita nell’esercito è piena di rituali sciocchi, violenza e tanta propaganda anticomunista, ma nonostante le assurdità di un sistema militare che piega e uccide i suoi ragazzi prima ancora di averli mandati al fronte, Nick riesce a non cedere, addestrato a resistere dalla sua stessa esistenza, segnata dalle difficoltà che ha incontrato nel vivere la sua sessualità ai tempi dell’apartheid. Proprio “il farcela” diventa l’arma della sua rivincita: Nick è allievo della scuola di fanteria, supera il massacro del Vasbyt e alla fine diventa testimone delle atrocità del corpo speciale Koevoet nell’Ovamboland. Nonostante gli orrori a cui assiste, questo primo anno di militare diventa la pietra angolare della sua futura esistenza tra i ranghi Nick si innamora, stringe amicizie forti, si confronta, diventa un uomo consapevole non solo della sua sessualità ma di un’identità. Libro di grande ironia, “Moffie” consegna un messaggio forte raccontando la storia coraggiosa di un ragazzo che lotta contro ogni avversità pur di affermare se stesso e aprirsi finalmente al mondo.

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