La prossima volta saremo felici
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La prossima volta saremo felici

“… La creatività si sente tutta in queste pagine, come l’intersecarsi delle forme espressive, le commistioni tra poesia e denuncia sociale traducendo in letture appropriate le problematiche della contemporaneità, che ormai ha sostituito i miti e i riti della generazione precedente. Ci sono i malati di AIDS alla fase terminale, i ragazzi di periferia che si ritrovano a compiere atti di sopraffazione e di violenza, omosessuali che cercano il proprio destino tra i tarocchi, un ragazzo abusato dal padre, un vecchio che decide di andare a morire in solitudine… Tutti cercano un tempo d’esistere che non c’è se non nella «goccia di splendore», quella che l’autore ha ritrovato negli occhi della madre morente. Quella euforica e a tratti anche dolorosa dell’eros consumato in fretta, senza schermi e paraventi dove ci trova, ma allo stesso tempo vissuto anche con lirismo. E ancora quella scintilla assente in certa arte contemporanea «che sembra spazzatura -dichiara senza mezzi termini Oliviero Malaspina- come si vede in tante mostre. Uno stimolo a riflettere e ripensare quello che stiamo facendo spacciandolo per cultura. Io mi sono fermato a Caravaggio, diciamo a Bacon».

Un libro sostanzialmente onesto, che non mette paletti e non sta dietro al politicamente corretto, partendo dall’assunto che sia la realtà sia l’apparenza hanno la loro buona dose di ambiguità. In punta di piedi, ma con tono insistente e cadenzato questo volume conduce sulla via o meglio su strade senza fine che, tra profonde trasfigurazioni e componimenti poetici, incollano lo sguardo alle righe. L’ascolto in un libro: è questa la magia che un cantautore riesce a instillare tra le pagine.” (Giulia Cassini, Il Secolo XIX)

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