Dalla rassegna stampa Libri

L'eros e le voragini di Oliviero Malaspina in «La prossima volta saremo felici»

L’eros e le voragini di Oliviero Malaspina in «La prossima volta saremo felici»

Giulia Cassini

Oliviero Malaspina, ultimo collaboratore di Fabrizio de André, presenta il libro La prossima volta saremo felici, di Galata edizioni

Genova – C’è sempre una linea sottile che demarca il confine tra parole e note in una canzone. Un filo che si sposta e si tende all’incedere delle emozioni più da una parte che dall’altra: è quello che capita nei brani dei cantautori dove proprio il testo è il valore aggiunto. Lo sa bene Oliviero Malaspina, ospite degli eventi de La Feltrinelli nel pomeriggio del 2 febbraio per la presentazione del libro «La prossima volta saremo felici» (Galata Edizioni -collana Destini Incrociati) davanti ad un pubblico incuriosito con tanti nostalgici di Faber, oggi fan del figlio Cristiano De André.

E proprio al figlio Oliviero Malaspina ha scritto la prefazione per «La versione di C», lui che ha assaporato con schiettezza e senza filtri quel rapporto così complicato tra un gigante della musica e il nascente naturale prosecutore. Oliviero Malaspina li definisce «gemelli in competizione positiva che a volte diventava negativa. Però Cristiano chiedeva sempre una piccola supervisione al padre e Fabrizio tentava sempre di tenere un occhio di controllo sull’attività del figlio». Proprio a Fabrizio si deve la stesura di questo libro, visto che spronò Malaspina nel lontano 1996 a non stracciare i manoscritti con le prime idee ma a proseguire.

In realtà dopo uno stop di lunga decantazione la stesura è ricominciata nel 2007 a singhiozzo. Perché scrivere per Oliviero Malaspina è un’ossessione, ma è anche un modo di andare fuori tempo riappropriandosene, di creare un mondo liquido tra le arti. La creatività si sente tutta in queste pagine, come l’intersecarsi delle forme espressive, le commistioni tra poesia e denuncia sociale traducendo in letture appropriate le problematiche della contemporaneità, che ormai ha sostituito i miti e i riti della generazione precedente. Ci sono i malati di AIDS alla fase terminale, i ragazzi di periferia che si ritrovano a compiere atti di sopraffazione e di violenza, omosessuali che cercano il proprio destino tra i tarocchi, un ragazzo abusato dal padre, un vecchio che decide di andare a morire in solitudine… Tutti cercano un tempo d’esistere che non c’è se non nella «goccia di splendore», quella che l’autore ha ritrovato negli occhi della madre morente. Quella euforica e a tratti anche dolorosa dell’eros consumato in fretta, senza schermi e paraventi dove ci trova, ma allo stesso tempo vissuto anche con lirismo. E ancora quella scintilla assente in certa arte contemporanea «che sembra spazzatura -dichiara senza mezzi termini Oliviero Malaspina- come si vede in tante mostre. Uno stimolo a riflettere e ripensare quello che stiamo facendo spacciandolo per cultura. Io mi sono fermato a Caravaggio, diciamo a Bacon».

Un libro sostanzialmente onesto, che non mette paletti e non sta dietro al politicamente corretto, partendo dall’assunto che sia la realtà sia l’apparenza hanno la loro buona dose di ambiguità. In punta di piedi, ma con tono insistente e cadenzato questo volume conduce sulla via o meglio su strade senza fine che, tra profonde trasfigurazioni e componimenti poetici, incollano lo sguardo alle righe. L’ascolto in un libro: è questa la magia che un cantautore riesce a instillare tra le pagine.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.